3 Marzo 2021

Under 19 Milano: Cosimo Monterisi, da Foggia a Crescenzago nel segno di Zeman

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Il Real Crescenzago del tecnico Cosimo Monterisi, si trova attualmente al sesto posto in classifica a quota ventisei punti nel girone A della categoria Under 19 di Milano. Con un gruppo nuovo e molto giovane, il tecnico racconta con quali obbiettivi erano partiti ad inizio stagione e la soddisfazione della posizione attualmente occupata in classifica: «Dopo due anni stupendi, abbiamo deciso di ricostruire il gruppo, facendo salire di categoria diversi classe 2002. Abbiamo disputato un buonissimo girone di andata e nelle prime partite di ritorno abbiamo anche raccolto di meno rispetto a quello che meritavamo. L’ambizione è quella di salire sul podio, perché a mio modo di vedere la Lombardia Uno e la Cob 91 hanno giocatori di categoria nettamente superiore, e qualcuno di loro potrebbe giocare tranquillamente in una prima squadra. Sono soddisfatto di quanto fatto fino ad adesso, ma nel calcio non bisogna mai accontentarsi e si può e si deve sicuramente fare di più». L’allenatore biancorosso ricorda la sua carriera da giocatore e come è arrivato ad allenare: «Ho avuto la fortuna di fare il settore giovanile nel Foggia quando la prima squadra era in serie A, poi ho girato diverse squadre tra serie D ed Eccellenza. A ventisette anni, per motivi di lavoro, ho lasciato il calcio giocato e mi sono trasferito dalla Puglia a Milano. Per qualche tempo ho lasciato il mondo del calcio e mi sono dedicato al lavoro in palestra come personal trainer. È troppo difficile per me però rimanere lontano dal pallone e poco dopo ho preso il patentino Uefa B e sono ritornato in pista come allenatore. Ho iniziato ad allenare all’Afforese, poi dopo tre anni, sono passato al Dindelli, dove ho trascorso momenti bellissimi. Da due anni sono al Real Crescenzago, mi trovo benissimo è come essere in una famiglia. In questi anni ho avuto anche diverse proposte ma ho sempre rifiutato, voglio rimanere in questa società ancora per tanto tempo». Monterisi spiega poi il suo modo di allenare e vedere il calcio: «Mi piace giocare all’attacco, voglio vedere la mia squadra sempre propositiva, con continui inserimenti senza palla, una difesa molto alta e la punta centrale che viene incontro a legare il gioco. Il modulo che preferisco in assoluto è il 433 che però fino ad adesso ho utilizzato molto poco, perché è chiaro che un gran allenatore deve saper adattarsi alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione». Infine rivela qual’è l’allenatore a cui si ispira e quali sono sono, a suo modo di vedere, i migliori tecnici in circolazione: «Sono influenzato dal passato e il mio tecnico di riferimento è Zdenek Zeman, perché ho avuto la fortuna di essere allenato da lui ai tempi del Foggia. Attualmente secondo me il tecnico più bravo in assoluto è Guardiola, mentre in Italia è Sarri. Non mi ispiro però a loro, perché il loro calcio non si può replicare a questo livello. Per poterlo fare c’è bisogno di una squadra con un tasso tecnico molto elevato e non sempre è possibile averlo a disposizione».

 


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