14 Aprile 2021

A.S.D. Atletico Bussero, Under 14: «Rosa completa e di qualità; puntiamo alla crescita agonistica»

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«Mi sentirei di affermare che la nostra è la squadra più completa dell’ASD Atletico Bussero, a livello di rosa e a livello di affiatamento, unità del gruppo». A dirlo è Marco Canfora, tecnico degli Under 14, che ha maturato negli anni una certa esperienza nell’allenamento del settore giovanile: «E’ il secondo anno che alleno a Bussero, perchè la stagione precedente ho allenato i Giovanissimi 2005. Prima di venire in territorio milanese sono stato secondo allenatore al Tritium Calcio, mentre l’anno precedente ero contemporaneamente secondo tecnico della prima rosa – squadra A – e primo allenatore della seconda rosa – squadra B – nel Pozzuolo calcio. In entrambe le società l’obiettivo di campionato era il terreno regionale». E lo stesso obiettivo, secondo Canfora, potrebbe essere sicuramente nelle corde dei Giovanissimi 2007, per le caratteristiche della squadra e la qualità dei suoi elementi: «Il gruppo era in gran parte già formato, ed è frutto del percorso precedente fatto nell’attività di base, anche se è arrivato qualche elemento nuovo. La rosa attuale è composta da venti giocatori con tre portieri, quindi posso dire che è completa; ci sono anche elementi che lavorando sodo possono aspirare a livelli regionali». Alla base un disegno ben preciso della società, che si è concretizzato soprattutto con il gruppo allenato da Canfora: costruire dal basso, a partire dal settore giovanile, una squadra che si possa proiettare in maniera ottimane nel successivo panorama agonistico del calcio a 11: «Gli Under 14 sono una squadra molto competitiva, soprattutto considerando che per noi questo è un “anno zero”, ossia il primo anno di calcio a 11. I ragazzi stanno ancora imparando tutti i concetti essenziali del gioco, e la gestione dei vari reparti». Quello che si cerca di fare, spiega Marco, è imprimere una mentalità che vada oltre il mero calcio di provincia, e abbracci la dimensione atletica, agonistica; sforzi e intenti che si sono manifestati anche durante i periodi di sospensione delle attività sportive: «Durante lo stop primaverile, e così anche ora, ciascun calciatore ha ricevuto un piano di allenamento personalizzato da svolgere a casa. E a breve, nel rispetto della normativa vigente, riprenderemo con gli allenamenti. Inizialmente saranno individuali, ma speriamo di proseguire presto con sedute a piccoli gruppi distanziati». È stato proprio l’allenamento, infatti, a dare prova al tecnico gialloblù delle capacità tecniche dei suoi: «In questi mesi iniziali, in cui vi è stata la possibilità di incontrarsi con maggiore continuità, ho notato una crescita progressiva. Il merito è tutto dei ragazzi, perché è palpabile il loro affiatamento, unito a una conoscenza reciproca che sicuramente aiuta. Sono tutti atleti intelligenti, e hanno capito di doversi allenare sodo per migliorare». Fino ad ora le occasioni sono state poche, vista la brusca interruzione della stagione calcistica, ma Canfora è fiducioso del percorso intrapreso dalla società: «Abbiamo giocato qualche amichevoli e una sola partita di campionato, in cui in realtà il risultato è stato negativo. Nella prima metà del match ho schierato giocatori con una preparazione più avanzata, mentre nella ripresa ho fatto entrare i ragazzi indipendentemente dal loro livello di preparazione, risentendone a livello di gioco. Ma l’ho fatto seguendo la precisa linea di pensiero della società, ossia quella di crescere gli atleti in prospettiva della Juniores e della Prima squadra». L’importante, ribadisce il tecnico, prima ancora che la posizione in classifica, è che la squadra maturi nella capacità di fare scelte in campo autonomamente, a seconda delle situazioni più o meno complesse, e che raggiunga un buon livello di gioco. C’è un punto favorevole a tutto ciò, che in verità viene spesso sottovalutato: «Allenare gli Under 14, o comunque i Giovanissimi, è a mio avviso più semplice che allenare gli Allievi. Ma non tanto sotto l’aspetto calcistico: i ragazzi più piccoli percepiscono l’allenatore come una figura di riferimento, colui che ha le conoscenze per insegnare loro a giocare a calcio. Nutrono rispetto incondizionato, che è il vero valore aggiunto per un’ottima crescita».


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