12 Giugno 2021

Football Leon Under 14, parla il tecnico Maurizio Diana: «Non vediamo l’ora di giocare il nostro primo campionato regionale»

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Maurizio Diana inizia a giocare a calcio nell’oratorio Sacro Cuore di Lissone. Dopo anni trascorsi in diverse realtà della zona, come la Pro Vittoria e la Pro Lissone, a 39 anni il tecnico intraprende l’attività di allenatore sportivo proprio nell’oratorio in cui anni prima aveva tirato i primi calci.

«Quando ho smesso di giocare, alcuni ragazzi del mio paese mi proposero di allenarli. Mi resi conto che questa nuova avventura mi piaceva molto e così mi appassionai sempre di più a questa attività, finché decisi di fare il corso CSI da istruttore. Successivamente all’esperienza al Sacro Cuore, ho iniziato ad allenare il Macherio Calcio, squadra con cui ho ottenuto delle importanti soddisfazioni. Abbiamo vinto diversi tornei e un campionato, e durante una partita contro la più forte di noi Pro Lissone abbiamo fatto la nostra bella figura portando a casa una vittoria». Ed è proprio quella vittoria che ha lasciato il segno nel cuore del Presidente della Pro Lissone che, colpito dal risultato decide di proporre a Maurizio Diana di diventare allenatore nella società: «Il Presidente mi propose l’incarico dopo aver visto quella partita e così iniziai un nuovo percorso nel club. Dopo aver trascorso tre anni alla Pro Lissone, un ex dirigente del Lesmo mi diede la possibilità di entrare a far parte della Football Leon. Il dirigente mi disse che secondo lui  ero dotato di una forte empatia e che il mio approccio particolare nei confronti dei ragazzi fosse una virtù». Il tecnico nel corso di questi anni ha saputo instaurare un bellissimo rapporto con i ragazzi e anche con tutto il club: «Ho la fortuna di lavorare in un ambiente sereno, con un gruppo davvero fantastico. I nostri atleti sono bravi, forti ed educati, e cercano di dare sempre il loro meglio, sia sul campo che fuori. Per noi è fondamentale che i ragazzi siano disciplinati a 360 gradi, è indispensabile che i giovani comprendano l’importanza di certi valori a prescindere dall’attività sportiva. Come società riteniamo che sia necessario e vitale il rapporto con le famiglie, le quali rivestono un ruolo centrale poiché l’attività sportiva non può compromettere l’attività scolastica. Siamo davvero molto uniti e amiamo condividere con il gruppo questa immensa passione». I ragazzi della Football Leon hanno dimostrato anche durante la pandemia di avere un forte senso di responsabilità, infatti, in vista dei campionati regionali a cui verranno iscritti a settembre, appena gli è stata data la possibilità, il gruppo non ha mai saltato un allenamento: «Quando ci è stata l’occasione di poter fare la preparazione atletica individuale, non ce la siamo fatta mai fuggire. Due volte alla settimana con impegno e sacrificio siamo riusciti seppur in maniera differente a prepararci alla ripresa e questo grazie anche alla fiducia delle famiglie dei ragazzi. Questo blocco non ha fermato i nostri sogni e nemmeno le nostre aspettative, abbiamo fatto tutto il necessario affinché i ragazzi si potessero allenare in sicurezza proprio perché non vediamo l’ora di tornare sui campi. Ci aspetteranno sicuramente delle difficoltà, ma quando si hanno più responsabilità, l’impegno, è sì maggiore, ma si viene ripagati dalla gratificazione e dalla soddisfazione. Alcuni dei miei giocatori sono con me da quando avevano 8 anni e vederli crescere e raggiungere dei traguardi per me è davvero stimolante. Abbiamo ricevuto diversi complimenti proprio perché abbiamo dimostrato di essere una società seria a cui sta a cuore il bene dei ragazzi. Durante il lockdown, siamo sempre rimasti in contatto con loro, e abbiamo reso lo spazio sicuro attraverso tutti i protocolli sanitari. Attualmente abbiamo già iniziato i colloqui con i nostri atleti per sistemare le rose per il campionato regionale. In questo modo le famiglie e i ragazzi vengono subito messi a conoscenza della conferma o meno di partecipazione; credo che avvisare all’ultimo minuto sia poco corretto e rispettoso. Sono convinto che avremo davvero molti nuovi stimoli, siamo carichi e grintosi, pronti per tornare a giocare».


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