18 Giugno 2021

Gerardiana Under 16: il tecnico Ceglia insegna «la fame di correre dietro il pallone»

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Gli eventi hanno remato contro, ma il tecnico Sante Ceglia non ha mollato, e continua a tenere le redini degli Under 16 dell’USD Gerardiana Calcio 1949. Passato da giocatore in diverse società quali l’A.C. Cederna, il Cantalupo, il Biassono, dove è arrivato fino alla Promozione, prima di giungere al club monzese ha allenato Giovanissimi e Allievi alla Casati Arcore. «Per alcune incomprensioni con il Direttore Sportivo ho avevo deciso di buttarmi in una nuova esperienza. Avrei avuto anche altre opzioni, ma ho accolto l’invito del Direttore Sportivo della Gerardiana, Diego Daelli, che mi corteggiava da tre anni». Ceglia è arrivato nel Dicembre 2019, e la strada da lì in poi è stata tutta in salita: «La stagione era già avviata, ma per la verità mai iniziata: l’imminente pausa natalizia e il successivo lockdown mi hanno impedito di fatto di vivere il campionato. Ho peraltro raccolto una squadra impreparata, che non conosceva molto degli insegnamenti che volevo trasmettergli. Anche per questa ragione l’avvio è stato lento, e non brillante; nel girone di andata abbiamo perso tanto scontri, ottenuto quattro vittorie e due pareggi». E quando, dopo la pausa natalizia, il tecnico è riuscito a trovare un assetto con la squadra, e si sono intravisti un guizzo di gioco e di tattica, dopo sole due partite (una vittoria e un pareggio) il lockdown ha avuto la meglio. E la storia si sta ripetendo pressappoco in questa stagione, racconta un amareggiato Ceglia: «A settembre si sono aggiunti alcuni elementi nuovi ai quattordici giocatori dello scorso gruppo; ho formato una bella rosa di ventuno ragazzi da poter gestire anche con dei cambi adeguati. Quando ci sono elementi nuovi però, si sa, tutti rivendicano un certo ruolo, una certa posizione in campo, che tuttavia deve essere verificata e ricollocata nel contesto della nuova rosa! Prima dello stop, ahimè, abbiamo disputato una sola partita, perciò non c’è stato modo di collaudare il gruppo nelle competizioni». Una pesante sconfitta, quella subita dalla Gerardiana, complice l’assenza di molti giocatori per infortuni e altri motivi; ma il parere del tecnico è positivo: «Anche se non c’è stato modo di recuperare, devo dire che quest’anno calcistico è partito bene a livello di preparazione; stavamo lavorando bene e l’obiettivo personale era quello di piazzarsi tra le prime cinque squadre del girone». La meta c’è, ma il cammino è ancora incerto, e vedere a lungo termine è complicato: «Spero fortemente che il campionato possa riprendere, soprattutto per i ragazzi, che sono lasciati a casa un po’ allo sbando. La stagione per il momento è stata condotta a singhiozzo, e senza una data certa per la ripartenza; ufficialmente si riprenderà a febbraio, ma ci sono voci che vorrebbero fare ripartire il tutto addirittura a marzo: come si potrà parlare ancora di campionato in quelle condizioni? Anche la preparazione di un mese che abbiamo affrontato tra agosto e settembre sarà completamente da rifare. Io per il momento mi sto tenendo in contatto con i ragazzi, inviando degli allenamenti da svolgere a casa». E’ evidente che il tecnico Ceglia tenga ai suoi ragazzi, e dalle sue parole traspare la volontà di trasmettere quello che ha le caratteristiche per essere un consiglio di vita, e non solo sportivo: «Insegno ai ragazzi prima di tutto l’educazione e la correttezza in campo, il rispetto per l’avversario e il saper fare squadra con  i propri compagni, dentro e fuori il terreno di gioco. Ci tengo sempre a ricordare loro che il motore principale deve essere il divertimento, la voglia di giocare e di fare, chiaramente nel rispetto delle direttive che vengono dalla panchina. L’aspetto tecnico è importante, ma viene in secondo piano». Una visione di questo sport che sta sempre più scomparendo, per lasciare il posto a quello che Ceglia chiama “calcio moderno”: «Ai miei tempi il calcio era diverso, si pensava di più a giocare, giocare per vincere, e meno alla tecnica. Oggi si sottovaluta la corsa, si prediligono i tecnicismi con il pallone. “Modernità”, come le chiamo io, di oggi».


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