Varese impianti
Il cartellone del Comune di Varese a Calcinate degli Origoni

“Varese è ripartita. Impianti sportivi moderni”. Lo striscione della foto è stato affisso dal Comune di Varese fuori dall’impianto di Calcinate degli Origoni da circa due anni. Ma a ben vedere la situazione, in questi due anni, è drammaticamente peggiorata. Lo stadio Ossola, con la fine del Varese, è di fatto una struttura morta a disposizione della collettività con costi improponibili per una società dilettantistica. Basti pensare che da gennaio a oggi si è disputata una sola partita (Calcio Bosto-Valceresio di Prima Categoria lo scorso ottobre) e chi ha avuto modo di organizzare tutto l’evento ha riferito di condizioni pessime sia sul campo che negli spogliatoi.
Di fatto le uniche due strutture pubbliche omologate per il calcio a undici sono Calcinate degli Origoni e l’impianto delle Bustecche, impianto condiviso per le partite dalle due società cittadine di Terza Categoria, il Città di Varese e il Casbeno. Perché se per quanto riguarda la parte federale l’impianto di Calcinate è in grado di ospitare le gare ufficiali, altrettanto non è per la parte “burocratica” dell’amministrazione cittadina che, alla domenica, sbarra le porte per mancanza del custode. E sì, il campo di Calcinate è chiuso nei giorni festivi perché non c’è il custode: succedeva ai tempi in cui c’era la Rasa e succede tutt’ora. E attenzione anche al malumore in essere dall’atletica, ma questa è un’altra storia…
Quindi tutta l’attività calcistica e non del fine settimana si svolge alle Bustecche, struttura che non è nemmeno lontana parente di come era mantenuta dalla famiglia Barassi durante l’epopea della Giovanile Varese. Struttura desolante, dove le squadre per poter giocare con certezza devono sperare nel bel tempo e nella comprensione degli arbitri riguardo l’illuminazione, come avvenuto mercoledì sera per il recupero dell’Under 19 tra Casmo e Union Tre Valli. E anche il pubblico deve sperare nella clemenza del tempo visto che la tribuna, secondo l’amministrazione, è inagibile. E quindi sbarrata. Domenica scorsa i sostenitori del Città di Varese, vista la pioggia battente, hanno “aperto” la tribuna: una scelta coraggiosa ma pienamente condivisibile, che ha voluto essere anche un “messaggio” all’amministrazione. Messaggio che non sembra essere stato recepito visto che mercoledì la tribuna era nuovamente sbarrata, e altrettanto sarà domenica 10 per la sfida di Terza Categoria tra il Casbeno e il Ponte Tresa. Domenica 17 ci sarà il derby Città di Varese-Casbeno: l’amministrazione batta un colpo e abbia la bontà di autorizzare l’apertura della tribuna. Non è ammissibile che in una città come Varese gli appassionati debbano seguire le partite attorno a una rete, cosa che non avviene nemmeno nei piccoli borghi. E se negli anni la città di Varese ha visto scomparire realtà come Rasa, Cassiopea, Sant’Ambrogio, Giovanile Varese, Varese un motivo ci sarà. Se a questo aggiungiamo che il San Michele ha chiesto ospitalità al Morazzone e l’Accademia Varese al Viggiù il quadro è completo.
Anche perché qualcuno, prima o poi, dovrà renderne conto: e i tifosi (e non solo) hanno buona memoria…

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