11 Agosto 2020 - 23:15:20

La denuncia del Cairate: Vogliamo sia rispettata la nostra storia. Illusi dall’amministrazione

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Cairate lontano dalla sua casa da un paio di mesi e, verosimilmente, lo sarà fino al termine della stagione. I grigiorossi di Pasquale Curatolo hanno trovato ospitalità a Morazzone ma vogliono tornare nella loro casa, nel loro centro sportivo. Una struttura che, negli anni di gestione, il Cairate ha contribuito a migliorare e rendere viva. Pasquale Curatolo, nella lettera che pubblichiamo sotto, riassume gli ultimi mesi della sua società e le divergenze con l’amministrazione comunale.

Dopo che più volte siamo stati “illusi” da questa amministrazione (il cantiere è stato aperto nel febbraio 2019), che ci ha invitato a lasciare il centro sportivo al 22.12.2019 per circa 45 gg. siamo ad aspettare di rientrarci ancora oggi. L’ultima comunicazione risale al 3 c.m. fatta dall’ufficio tecnico che ci invita a stare lontani dal centro sportivo, altrimenti saremo responsabili di eventuali danni, ancora per tutto marzo e chissà aprile, maggio e altro.
Noi siamo stati TRASPARENTI nella volontà di continuare la gestione che durava da circa quarant’anni ed è la stessa trasparenza che l’assessore allo sport Innocenti largisce, la stessa che rivendica il sindaco quando in un articolo di agosto 2019 dichiara che l’auspicio è quello che venga gestito da una società vicina in quanto le associazioni Cairatesi non hanno la portata.
Nel frattempo, per tutto giugno, luglio, agosto, l’ufficio tecnico si coordina con il Cairate Calcio per l’opportuno utilizzo parziale del centro al fine di consentire lo svolgimento dei lavori (il Cairate Calcio accetta il pagamento dell’utilizzo dei campi imposto dalla linea politica e amministrativa e baratta le ore prenotate e non utilizzate con il proprio personale addetto pulizie evitandole al comune). Con l’assessore allo sport si formulavano domande di progettualità in vista del bando nel rispetto della continuità ed efficacia che tanto apprezzata fu nei 40 anni di gestione e di successi del Cairate Calcio.
Intanto, però, la giunta comunale procedeva ad accogliere la richiesta di indirizzo di gestione della Varesina Calcio che in maniera ufficiale al 14 gennaio 2020 viene approvata dalla giunta stessa all’unanimità e che diverrà la base di proposte di un bando che nel frattempo pare debba passare da “gestione di appalti di servizi” a “gestione di servizi con redditività” inserendo l’area feste in un centro sportivo che non ha precedenti sul territorio provinciale.
Ci vengono forti dubbi su come si possa collaborare con l’ufficio tecnico da un parte e intanto dall’altra si accoglie una proposta d’indirizzo fatta dalla Varesina Calcio. Erano informati di procedure cui non eravamo a conoscenza? Una base di gestione imprenditoriale è garante del tagliafuori delle associazioni? Così si danno più garanzie alle associazioni? Perché non hanno mai fatto sapere al Cairate Calcio, che chiedeva, ripetutamente, risposte alla progettualità di gestione futura del comune, se non rimandarci all’uscita dal bando? Perché parlano di futuri prese in carico di fasce deboli sul territorio e fanno arrivare puntuali le rendicontazioni mensili dell’utilizzo del campo per i nostri bambini e per i disabili?
E’ doveroso rispondere a queste domande ad una società che per 40 anni è convenuta nella gestione di un centro sportivo agli occhi di tutti come uno dei più belli. Se prima era utile interloquire con noi per gli interessi della collettività, come mai oggi chiediamo chiarezza e non abbiamo risposte?
Abbiamo programmato un’attività nel tentativo di rilanciarci aspettando sostegno da questa amministrazione e in cambio abbiamo avuto la base di gestione del prossimo bando fatta dalla Varesina Calcio. E’ così che si aiutano le associazioni del territorio?
Vogliamo sia rispettato quanto è stato fatto da presidenti, dirigenti, allenatori e genitori di intere generazioni per le giovani cairatesi e non passate, affinché tutti coloro che hanno ancora voglia di impegnarsi nel sociale e nello sviluppo educativo dei giovani (che non richiama rendicontazione) non incontrino ostacoli alla loro passione, ma soprattutto che siano rispettati quei valori costituzionali della persona in divenire che noi attraverso il calcio e le nostre attività abbiamo sempre favorito verso le giovani generazioni.


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