15 Aprile 2021

La Valceresio ha anticipato il DPCM. Prini: «Interrotto prima del lock-down, non ci sentivamo tranquilli»

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C’è chi ha provato a resistere con gli allenamenti fino a giovedì scorso (magari solo del Settore Giovanile per “giustificare” le rette anticipate) e chi, come la Valceresio, ha fermato l’intera attività appena è stata ufficiale la sospensione dei campionati arrivata in seguito alle Ordinanze Regionali e alla decisione del CRL.
Una «scelta responsabile» quella del club varesino con sede ad Arcisate che, forse più di tutti, rispetta il protocollo (frequentando l’impianto di Brenno Useria per gli allenamenti del Città di Varese abbiamo visto con i nostri occhi il livello di applicazione della normativa). «Non ci sentivamo tranquilli e sereni nel riprendere in quelle condizioni. La salute viene davanti a tutto il resto – dice il direttore sportivo del settore giovanile Roberto Prini – Nel momento in cui arriverà il via libera saremo ben lieti di ripartire». I bianco-verdi sono stati tra i primi a dire «stop» in provincia di Varese pur consapevoli che, dal punto di vista economico, la scelta non era la migliore. «Siamo una società solida e con delle strutture di alto livello che in provincia di Varese hanno in pochi: come a noi non funziona il campo di Brenno così vale per le altre società – prosegue Prini – Siamo solidi come dimostra la nostra storia e crediamo che sia stato giusto tutelare la salute».
Il club arcisatese, che negli ultimi anni è diventato uno dei riferimenti del territorio, vanta la presenza nei Regionali di Under 17 e Under 15, oltre che dell’Under 19 Fascia B. Un polo che è diventato un vero e proprio “modello” a cui guardano in tanti. «Per la crescita e formazione dei ragazzi questo stop non è il massimo. Per quanto ci riguarda abbiamo stilato per i nostri atleti dei programmi di lavoro da casa quindicinali. Cerchiamo di stare vicino ai ragazzi e farli sentire tutti vicini sia con le chat di squadra che su Zoom», dice il ds.

Come ripartire

Roberto Prini da navigato dirigente abituato a guardare oltre la sua società ha un’idea sul come portare a termine la stagione: «Si potrebbe bloccare il campionato al termine del girone di andata e poi dividere la classifica in due blocchi: le prime otto si affrontano tra loro in sette incontri e la stessa cosa faranno le squadre dal nono posto. In questo modo si affronterebbero squadre più o meno di pari livello e si riuscirebbero a vedere i valori anche per i campionati futuri». Soluzione che, a livello di calendario, lascerebbe il giusto margine di organizzazione e consentirebbe di chiudere la stagione in tempi giusti affinché le società possano organizzare i tornei di fine stagione.


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