24 Gennaio 2021

Riunione della Delegazione di Varese, il pagellone della serata

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Nell’ultimo venerdì di novembre arrivò anche la prima call del 2020 della Delegazione di Varese dove, nell’incertezza dei format per l’eventuale ripartenza (il Delegato Alessio De Carli ha illustrato con delle slide una proposta di ripartenza per il 23-24 gennaio) si è finito per riparlare, inevitabilmente, dell’abolizione del vincolo decisa dal Governo due giorni fa.

Le pagelle federali

Dario Silini, chapeau al consigliere bergamasco costretto a vestire anche i panni dell’informatico. Controllo capillare degli accessi per evitare gli “incidenti” delle call regionali delle scorse settimane. Pronto a dare spiegazioni approfondite, anche riguardo a questioni che non sono di sua competenza dove può trovarsi a improvvisare ma ne esce in modo ottimale. I bandi, dal 1950 in avanti, li conosce tutti.
Andreino Bignotti, i soliti tre-quattro picchi di nervosismo che ormai non fanno più testo quando si trova di fronte chi ha ragione da vendere o chiede spiegazioni. Una considerazione giusta: «I politici non sanno di cosa parlano», una che fa venire i dubbi sulla capacità decisionale del Comitato: «Se le società non vogliono giocare non giochiamo più». La chiusura: «Siamo qui per farci sentire o ce ne andiamo dall’Italia». Tutti che tremano: buonanotte.
Paola Rasori, saluto da spot elettorale: «Nessuno pagherà nulla fino alla ripresa» e difesa a spada tratta dei copia-incolla sulla pagina del Comitato. Magari dopo stasera la pagina Facebook arriverà a 2.000 like: da domani controllare l’area news e il canale Telegram.
Mario Teti, meno “Papa mancato” di altre volte: «Non mi interessa di essere deferito, voglio continuare a tutelare gli interessi delle società». Tradotto, è pronto all’ennesima candidatura.
Giorgio Arioli, altro spot elettorale: «Solo quest’anno abbiamo firmato novecento deroghe per gli allenatori del Settore Giovanile. Ad alcune società rilasciato deroghe anche per otto-nove allenatori». E Giovanni Cortazzi, presidente dell’Aiac Varese che era in collegamento, sicuro non sarà stato contento
Alessio De Carli: saluto iniziale, presentazione proposta dell’improbabile ripartenza al 23 gennaio e saluto finale.

Le pagelle dei dirigenti

Carmine Gorrasi, dg della Solbiatese, è come se parlasse da Consigliere Regionale in pectore. Idee chiare, conosce la materia come pochi e vede lontano. Dalla ripartenza impossibile nel mese di gennaio-febbraio alla questione vincolo con una proposta pronta ad essere elaborata e inviata al CRL o a tutto il fronte del Nord con Piemonte e Veneto.
Massimo Foghinazzi, presidente del Gavirate, è per il mantenimento dello status quo. Meglio non lasciare la strada vecchia per la nuova e proseguire nel solco tracciato. E poi: «la causa dell’abbandono dei ragazzi non è il vincolo».
Vero, magari lasciano il calcio a 11 (dove sono vincolati) per il calcio a 5 del paesello a pochi chilometri.
Marco Dallo, ds Morazzone, avanti sulla linea di chi sa cosa vuol dire gestire (e metterci garanzie) una società. La Lombardia non è il Molise, lo ricorda in un paio di occasioni, ma la mano della Lombardia ha le stesse dita di quella del Molise…
Jezim Elmazi, presidente CrenneseGallaratese, chiede chiarezza al CRL: «Da che parte state sul vincolo? Cambierete idea come avete fatto su altre cose nell’ultimo mese?».
Alberto Brovelli, presidente della Sestese, attento all’aspetto economico: del resto non si tiene ad alti livelli una società da solo per decenni. «Ai ragazzi diamo il rimborso spese e il Governo gli dà 600-800 euro: contento per loro…». La storia parla per lui, anche riguardo il settore giovanile: il premio giovani in Eccellenza è affar suo da anni e nelle giovanili agonistiche nessuno paga la retta mensile. Dirigente da prendere ad esempio.
Dirigente anonimo, quello che tutti avrebbero voluto dire: «Ma piantalaaaaa»: ed erano ancora le 21:45…

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