9 Marzo 2021

Torino Club Under 14, Banfi: «Manteniamo i ragazzi motivati»

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Il Torino Club è certamente una delle squadre più complete del Girone B del campionato provinciale Under 14 di Varese. Ad allenare il gruppo insieme a Mattia Giannini è il giovane Gabriele Banfi. Prima della sospensione la squadra aveva esordito alla prima giornata con 20 gol segnati in una sola gara e il tecnico ventottenne crede nelle potenzialità dei calciatori che allena.

Banfi si autodefinisce un tecnico alle prime armi, allena infatti da solamente due anni, ma ha già avuto la possibilità di togliersi qualche piccola soddisfazione. La sua carriera calcistica inizia all’età di sei anni nella polisportiva di Origgio e per diverso tempo pratica contemporaneamente calcio e tennis, abbandonati dopo 10 anni di percorso per dare priorità agli studi. Ovviamente la passione è un qualcosa di indelebile e quella per il calcio Banfi la porta con sé, coltivando l’idea di diventare un allenatore. Il desiderio si avvera all’inizio della stagione scorsa quando un suo ex compagno di calcio, Mattia Giannini, gli propone di collaborare con lui per allenare i 2007 della società Torino Club Scuola Calcio Elite Marco Parolo: «Questa società sportiva è stata premiata quest’anno come la migliore in Italia nel 2020, un grande motivo di orgoglio per tutti. Sono ai miei primi anni da mister e ho tanta voglia di imparare. Posso dire che nella mia piccola carriera da allenatore qualche soddisfazione l’ho avuta; una gioia in particolare è arrivata quando verso l’inizio dell’anno abbiamo affrontato il Milan in un torneo a Vismara: a fine primo tempo l’allenatore avversario si è congratulato con i nostri ragazzi rivelando che eravamo stati l’unica squadra fino a quel momento ad essere riuscita a strappar loro un pareggio. Anche le buone prestazioni nelle amichevoli con Sampdoria e Inter sono state motivo d’orgoglio per noi. Siamo fortunati ad avere l’opportunità di confrontarci con squadre di così alto livello e questo è grazie al lavoro della nostra società, guidata da persone eccezionali, che lavorano per far crescere i ragazzi come gruppo, ma anche a livello individuale».

Per contrastare questo momento di emergenza che sta penalizzando il mondo del calcio, la società Torino Club ha promosso questa interessante iniziativa voluta fortemente dai mister, un progetto che ha come obiettivo quello di tenere attivi e allenati i ragazzi e allo stesso tempo tenere vivo il gruppo della squadra: «Noi prepariamo varie schede tecniche ad hoc con gli esercizi che i ragazzi devono svolgere. I ragazzi svolgono questi esercizi e si riprendono, con brevi video da circa un minuto, mentre si allenano. Questi filmati vengono poi mandati su un gruppo che abbiamo creato apposta, di modo che noi mister, dopo averli visti, possiamo apporre le relative correzioni. Sono allenamenti da 45 minuti per due volte a settimana, che si suddividono in diverse parti: quella coordinativa, tecnica, atletica e analitica. Il sabato, invece, facciamo una videochiamata di un’oretta circa, prima di tutto per sapere sempre come stanno i ragazzi e per star loro vicini, ma anche per analizzare tecnicamente gli esercizi fatti in settimana. I ragazzi hanno risposto alla grande a questa pianificazione online degli allenamenti, stanno dimostrando impegno e serietà».

Banfi ha conseguito una laurea magistrale in Filosofia, un traguardo che gli permette di capire e trovare il giusto metodo di insegnamento e che risulta per lui fondamentale per ciò che sta facendo come tecnico: «Il punto di vista mentale della squadra è un fattore importante. Il contatto che abbiamo con i ragazzi è essenziale per mantenere alto il morale. Questo stop è certamente difficile da digerire per dei ragazzi così giovani: lontano dai campi è difficile, cerchiamo di fare il possibile per stare vicini a loro sperando che la ripresa arrivi presto». Il desiderio di Banfi di diventare allenatore nasce anche dall’idea di voler trasmettere ai ragazzi l’educazione e i valori di questo sport. Gli allenatori dei settori giovanili, prima di essere dei tecnici, secondo Banfi devono essere dei veri e propri educatori, degli esempi di vita: «Se in un momento come questo, così delicato per loro, non ci muovessimo con questo tipo di iniziative, i ragazzi ne risentirebbero da un punto di vista propriamente mentale. In questo modo, invece, credo che potrà essere più facile ricominciare e i ragazzi capiscono che noi teniamo a loro anche come persone oltre che come atleti».

Banfi è dell’idea che con un modulo semplice, un 4-4-2, i ragazzi possano imparare meglio gli schemi di gioco che, passando da 9 a 11, sono più complessi e più elaborati: «Più che prendere spunto da qualcuno in particolare, cerco di prendere spunto dalla mia piccola carriera calcistica, trasmettendo ciò che ho appreso ai ragazzi che alleno. Ho tutto da imparare essendo all’inizio. Io credo molto nell’aspetto psicologico e motivazionale, perché loro sono lo specchio di ciò che vedono in panchina. Se tu fuori dal campo dimostri di essere attento e carico, loro assorbono questa energia positiva e la riversano in campo, giocano meglio. Io sono molto ambizioso come persona, ma come me lo è la società in cui mi trovo, ed è compito di noi mister trasmettere questa ambizione anche ai ragazzi».

Le prospettive per la stagione sembrano buone per una squadra così forte con un gruppo così curato, anche se Banfi non si sbilancia troppo perché la sospensione potrebbe rendere i campionati imprevedibili: «Sono sicuro che potremo tornare in campo più carichi e motivati di prima, ora però la priorità assoluta è la salute, perciò pensare a come finirà la stagione è molto difficile. I ragazzi sono fortissimi, abbiamo dei singoli con grandi doti tecniche, ma tutti hanno margini di miglioramento: dobbiamo credere in loro. La nostra mentalità deve essere quella di scendere in campo per vincere tutte le partite, ogni match per noi dovrà essere una finale. Ho un bellissimo gruppo, i giocatori sono forti, siamo completi in tutti i reparti, ovvio è che la prima partita è stata una situazione particolare, ma ci auguriamo di poter rendere così tutto il campionato. Dico spesso ai ragazzi che questo sport richiede tanti sacrifici, e a volte anche quelli non sono sufficienti, perciò bisogna dare sempre il massimo. Spero che anche uno solo dei ragazzi che alleno possa arrivare ad alti livelli, per loro è l’età per sognare e io sono il primo ad assecondarli».


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