25 Giugno 2021

Valceresio Under 14: fiducia, programmazione e compattezza le armi della squadra di Orrù

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Che la Valceresio da un paio d’anni abbia compiuto uno step di crescita che l’ha portata ad essere una società tra le più consolidate del panorama varesino è ormai affermato. Una visione societaria basata sull’organizzazione e la programmazione ed un progressivo miglioramento delle sue strutture (come dimostra il nuovo campo in erba sintetica di Brenno) sono alla base di questo risultato raggiunto dalla società, a cui bisogna però aggiungere anche quello che è un altro ingrediente fondamentale, ossia una grandissima attenzione e dedizione sul suo settore giovanile. Dimostrazione ne è certamente l’under 14 di Alessandro Orrù, che da tre anni ha iniziato un percorso che, come racconta il tecnico, era inizialmente finalizzato a ricostruire un gruppo che rischiava di frammentarsi: «Quando ho preso in mano i 2007, sapevo che mi approcciavo ad un’annata che aveva visto diverse uscite negli anni dei Pulcini, e dunque c’era il progetto di ricompattare il gruppo sia dal punto di vista ambientale, portando serenità, ma allo stesso tempo cercando anche di portare un miglioramento tecnico, in linea con la filosofia della Valceresio». Ed i risultati di questo progetto certificano certamente la strategia vincente di Orrù e della società, che in pochi anni non solo hanno accresciuto il numero dei propri giocatori, ma ha visto anche un netto miglioramento anche dal punto di vista calcistico: «Questo è un gruppo che in tre anni è riuscito a crescere molto, in cui fin dall’inizio si è sempre cercato di impostare delle idee di gioco che portino a giocare il più possibile il pallone. All’interno della squadra poi ci sono certamente dei ragazzi interessanti, con buonissime qualità, ma quello che li caratterizza è lo spirito che si è instaurato tra di loro, molto sano e genuino, ed è probabilmente il clima migliore che mi è capitato di sentire tra i ragazzi».

Non c’è però nessun trucco e nessun segreto nel lavoro di Orrù, che così come nelle sue precedenti avventure con le annate 2003 e 2005 sempre della società bianco-verde, si è approcciato alla squadra semplicemente con un concetto chiaro e preciso: «Il discorso che ho subito fatto ai ragazzi è stato sulla fiducia. Il fatto di impostare delle idee di gioco che richiedono di giocare molto con il pallone infatti, presuppone fiducia in quello che fai e nei tuoi mezzi. È chiaro che optare per delle soluzioni con palla lunga sia più facile, ma abbiamo cercato di lavorare con fiducia su quello che facevamo concentrandoci non tanto sull’oggi, ma sul dove volevamo arrivare».

E la destinazione a cui aspirava la squadra in questa stagione erano certamente i regionali, un traguardo che tuttavia non ha potuto materializzarsi, per via della sospensione dei campionati che inevitabilmente ha avuto ripercussioni anche sulla formazione di Orrù: «Inizialmente, con il primo stop di ottobre, abbiamo cercato di tenere viva l’idea che avremmo ripreso a breve, anche perché quest’anno i ragazzi avevano la consapevolezza di essere una buona squadra e di potersela giocare per qualificarsi alla fase regionale in primavera. Purtroppo però poi con il prolungarsi dello stop in molti hanno mollato psicologicamente, e questo lo si è visto quando appena abbiamo potuto riprendere gli allenamenti a febbraio, nonostante il numero dei ragazzi fosse comunque alto, si è notato subito che erano decisamente molto più spenti». Ecco che quindi, se inizialmente l’obiettivo era chiamato regionali, visto l’andamento di quest’anomala stagione, il tecnico non ha timore di affermare che ora come ora la priorità sia decisamente cambiata in vista del prossimo futuro: «L’obiettivo numero uno ora è ritrovare la compattezza che prima caratterizzava questo gruppo, cercando il più possibile di non far allontanare dei ragazzi che dopo un anno di stop potrebbero aver perso stimoli. Dopo di che l’auspicio è quello di farsi trovare pronti per la prossima stagione, in cui cercheremo di preparaci al meglio delle nostre possibilità».


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