21 Aprile 2021

Nuova Abbiate Under 15, Trivellato: «Tirare fuori il meglio dai ragazzi come calciatori e come persone»

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Squadra che mette al primo posto l’importanza del gruppo unito è il Nuova Abbiate Under 15, del girone C del campionato provinciale di Varese. La squadra ha ricominciato ad allenarsi e il tecnico, Daniele Trivellato, ha già ricominciato la preparazione atletica per farsi trovare pronto in caso di rientro sui terreni di gioco.

Il tecnico è partito dal suo passato, raccontando della sua carriera da calciatore e di come è poi diventato un allenatore: «Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni, volevo essere come mio papà, anche lui è stato un calciatore. Mi sono tesserato nella Solbiatese, una società che mi ha dato davvero tanto, infatti sono rimasto con loro per 10 anni, passando piano piano tutte le categorie del settore giovanile fino ad arrivare alla prima squadra. Ho fatto qualche anno lì in prima squadra, toccando la Seconda Categoria. Successivamente mi sono trasferito a Cairate, in Eccellenza, dove sono stato allenato da Roberto Montino, un mister che mi sta ancora a cuore. Negli anni successivi ho dovuto partecipare alla Leva Militare, che ai tempi era obbligatoria; a causa di questo motivo e anche per due gravi infortuni fisici che avevo ricavato ho smesso di giocare a calcio. Ovviamente non ho mai rinunciato a continuare a divertirmi giocando con gli amici, senza partecipare a campionati ufficiali. Ho giocato a calcio a 5 e anche a quello a 7. Tuttavia, sentivo che il mondo del calcio, quello vero, mi mancava. Così, quando circa 11-12 anni fa ho ricevuto la richiesta di fare l’allenatore in una scuola calcio non ho esitato a dire di sì: era la Scuola Calcio Milan di Casnago; e così ho cominciato a stare dall’altra parte, ed è iniziata la mia carriera da tecnico».

Trivellato ha poi introdotto il suo stile di gioco e il tipo di calcio che gli piace insegnare: «Il mio stile di gioco è abbastanza offensivo, mi piace avere tanti giocatori che attaccano l’area. Il modulo che prediligo è il 4-3-3, a mio avviso molto versatile, perché posso mettere i due centrocampisti centrali in copertura al centro e il trequartista più avanzato, ma posso anche scegliere di usare un vertice basso che faccia da regista con le due mezzali che si inseriscono; importante è anche il lavoro delle ali, che possono giocare più offensive o più difensive a seconda del tipo di partita, ma svolgono un lavoro che è fondamentale. In generale, però, non mi piace imporre un modulo unico e ostinarmi ad utilizzare sempre quello, perché tutto dipende anche dai giocatori che hai a disposizione. Mi piace che i ragazzi giochino soprattutto per divertirsi, questo deve essere il calcio e lo sport in generale, un divertimento, una valvola di sfogo. La nostra è una società che mira soprattutto alla crescita personale dei ragazzi, migliorarli come calciatori e come persone. Non ci poniamo grandi obiettivi come vincere il campionato o cose simili, anche se poi gli sforzi vengono ripagati e sicuramente ci giocheremo le nostre chance».

Sull’eventuale imminente ripresa dei campionati Trivellato resta scettico: «Non credo che sarà possibile riprendere a breve, la situazione è molto complicata, però io sono del parare che o ci viene dato tutto oppure non ci viene dato niente. Quello di ricominciare gli allenamenti mi sembra quasi un contentino per le società dilettantistiche, ma la partita è tutta un’altra storia ed è proprio quella la cosa importante, la domenica quando si gioca. Siamo tutti felici che gli allenamenti siano ricominciati, ma così in modo individuale, senza contatti con i compagni, è davvero scoraggiante; anche se devo sottolineare che i ragazzi sono tutti entusiasti. La rosa di quest’anno è più o meno la stessa dell’anno scorso, anche se si sono aggiunti alcuni ragazzi che arrivano dal Venegono; la cosa che più ci interessa è che ci sia gruppo, che i ragazzi si fidino l’uno dell’altro e che abbiano una buona intesa tra loro. Le posizioni in campo ci sono, siamo una rosa da metà classifica circa, ma magari anche qualcosa in più, lo vedremo se dovessimo riuscire a tornare sui campi da gioco. In questo momento tutto ciò che ho visto è un grande entusiasmo da parte di tutti, poi magari per qualcuno sarà un po’ più lento il processo di ricominciare, magari perché si è arenato in casa in questi mesi, ma vedremo di andare in contro a tutti e soddisfare anche le necessità dei ragazzi. Da quest’anno mi hanno anche affidato la prima squadra, cosa di cui sono molto onorato e di cui vado fiero: anche loro sono un bel gruppo ed è per me un’esperienza nuova anche questa».


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