4 Marzo 2021

Calcio Bosto: una vita in gialloblù, Marco Figliolia vuole far continuare a crescere la sua Under 16

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È un percorso ben preciso quello che ha scelto di intraprendere il Bosto per la sua under 16, un progetto a lungo termine che punta alla valorizzazione dei suoi giocatori, com’è nella tradizione della società gialloblù, da sempre orientata sulla crescita dei propri giovani talenti. E quale modo migliore per percorrere questa strada se non quello di affidare la squadra a chi questa filosofia la conosce molto bene, essendo nato e cresciuto con questi colori, come Marco Figliolia.

È un legame speciale quello tra Figliolia ed il Bosto, in cui milita da calciatore attraverso tutta la trafila delle giovanili, per poi passare al Buguggiate, non essendoci ancora una prima squadra della società. Il suo però non è certamente un addio, ma solo un arrivederci, con il ritorno sul campo di Capolago, alla Belfortese, non più come calciatore, ma come allenatore, iniziando questo percorso da vice di Michelangelo Epifani nell’Under 19, continuando poi nella stessa categoria anche con i successivi allenatori, fino a quando, dallo scorso anno, il Bosto ha voluto puntare su di lui per l’ambizioso progetto che coinvolge l’annata 2005, che per la prima volta lo vede in prima persona alla guida di un gruppo, che per lui ha molte prospettive: «La squadra è sicuramente molto valida, c’è sicuramente la possibilità di fare un bel lavoro, anche perché sono in un ambiente che per me è come una seconda casa, dunque le motivazioni vengono da sé. Il nostro è un percorso sicuramente di crescita, ma devo dire che già l’anno scorso, pur essendo il nostro primo anno insieme, abbiamo fatto un ottimo campionato, chiudendo nelle zone alte della classifica e giocandocela con tutti».

Sarà infatti la quarta posizione quella in cui termineranno i suoi ragazzi nello scorso campionato, in un’annata di certo utile per portare avanti un lavoro ed una crescita fortificata dalle risposte ricevute sul campo, tra cui una partita in particolare che per Figliolia ha saputo dare delle importanti indicazioni: «La partita simbolo della passata stagione è stata sicuramente il ritorno con la Valceresio. All’andata avevamo perso 6-1, e loro erano di certo un grande gruppo che battagliava per la vittoria del campionato, ciò nonostante, in casa loro, abbiamo fatto un partitone, perdendo di misura solo nel finale dopo essere stati anche in vantaggio. È stata importante questa partita perché, nonostante il risultato e la superiorità dell’avversario, non abbiamo mai mollato: è questa la squadra che vorrei e che stavamo iniziando ad essere».

Idee e metodologie che la sua squadra stava apprendendo più che bene, nonostante questa sia la prima vera esperienza per Figliolia come primo allenatore, un ruolo che per lui è ancora tutto da scoprire, ma che interpreta con una filosofia precisa: «A dire la verità non mi sento ancora un allenatore, sono troppi pochi anni che faccio questo, tuttavia quello che faccio è cercare di trasmettere ai ragazzi tutto quello che posso, aggiornandomi spesso, puntando a lasciargli qualcosa alla fine dell’annata. Calcisticamente parlando invece, mi piace avere una squadra propositiva e di carattere, che ci metta sempre la faccia sconfiggendo la cultura dell’alibi». Filosofia chiara ed ambiziosa, per un allenatore che ha tanta voglia di crescere e migliorarsi, esattamente come la sua squadra.


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