22 Giugno 2021

Jeraghese Under 17: la gioventù di Mehdi Mchicou, allenatore classe 2000, per riportare entusiasmo e risultati ai rossoblu

Le più lette

Pavia-Alcione Eccellenza: nel recupero usa la testa solo Volpini, Orange sempre più vicini alla D

Volpini nel recupero regala all’Alcione una vittoria meritata, che permette agli Orange di far fuori dalla corsa alla serie...

Chisola staff completato, Fabio Moschini dalla Juve sui 2007

Il Chisola completa, alla grande, lo staff tecnico del Settore giovanile: dalla Juventus arriverà dal 1 luglio Fabio Moschini...

Corneliano Roero, è rivoluzione totale: salutano Brovia e Roman, Telesca in pole

A due giorni dalla fine del proprio campionato, il Corneliano Roero è già pronto a rovesciare tutte le proprie...

Non avrà probabilmente l’esperienza di molti suoi colleghi, o la conoscenza calcistica che deriva da anni e anni passati tra campi e panchine, né magari un curriculum pieno zeppo di squadre o titoli da poter vantare. Almeno non per ora. Sì, perché Mehdi Mchicou, giovane allenatore classe 2000, avrà sicuramente tempo e modo per acquisire tutti quei risultati e quei traguardi, mettendo in campo quelle che, nonostante il poco tempo fin qui avuto, sono sicuramente qualità importanti per chi come lui si è approcciato da poco al mondo della panchina, come la voglia di lavorare, la capacità di creare un gruppo forte e coeso, e soprattutto una grandissima passione, vero e proprio motore di questa avventura.

E sono proprio queste qualità che fin da subito si intrecciano con la squadra che Mchicou ha più a cuore, la Jeraghese, nella quale inizia nel 2016, su invito del direttore sportivo Giorgio Peli, con compiti di assistente-accompagnatore. La sua dedizione in questi anni non passa inosservata, e così, alla fine del 2019, la sfida di guidare una squadra come primo allenatore gli viene offerta dalla Cedratese, con la quale seguirà l’annata 2009. Nonostante questa possibilità però, il richiamo di quella che è la squadra in cui ha più di un pezzo di cuore si fa sentire, e così nell’estate scorsa, il ritorno a Jerago si concretizza, stavolta però non più come dirigente-accompagnatore, ma bensì come primo mister di una categoria decisamente importante come l’under 17.

Una sfida certamente affascinante, ma allo stesso tempo anche rischiosa, considerando la così poca differenza di età tra giocatori ed allenatore. Dubbi e problemi che però Mchicou ha affrontato senza timori, come ci racconta lui stesso: «Quando mi è stato proposto di allenare la squadra degli Allievi, è inutile dire che ero al settimo cielo, specialmente perché essendo così giovane non è una cosa che capita tutti i giorni. Fin dal primo giorno di allenamento però, nonostante conoscessi già molti ragazzi, tra cui anche alcuni con i quali avevo anche dei rapporti di amicizia, ho voluto mettere le cose in chiaro, cercando di definire e di far rispettare i nostri ruoli, mettendo al primo posto il bene della squadra e la voglia comune di cercare di ottenere dei risultati»

E proprio questo “patto comune”, ha fatto si che la squadra si mettesse totalmente a disposizione di Mchicou, con dei miglioramenti più che evidenti sia sotto il profilo mentale che sotto quello calcistico: «Non ci giro attorno, il gruppo ha parecchie “teste calde”, ma dalla poca voglia iniziale, sono diventati velocemente molto affidabili e coinvolti in questo progetto, chiedendo addirittura degli allenamenti aggiuntivi. Per quanto riguarda il campo invece, un nostro punto di forza è sicuramente la condizione atletica, nella quale punto molto, specialmente per esaltare la nostra qualità di squadra battagliera».

Un percorso molto sentito e coinvolgente, tale da non spegnersi nemmeno durante questo stop, con i continui contatti tra giocatori ed allenatore che hanno mantenuto accesa la voglia di continuare su una strada che possa portare a miglioramenti e risultati: «Durante i mesi di sospensione ho mandato spesso allenamenti individuali da fare a casa, ma abbiamo anche organizzato dei gruppetti per andare a correre per il paese. Ora come ora, abbiamo ripreso con gli allenamenti individuali nel centro sportivo, grazie soprattutto anche al mio vice che mi da una grossissima mano. La speranza è quella di ripartire l’anno prossimo con la stessa mentalità e la stessa fame di andare a battagliare per arrivare tra le prime tre del campionato».


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli