22 Giugno 2021

Calcio Bosto Under 19, il lavoro di Sorrenti alla ricerca della degna conclusione di un ciclo

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È un Calcio Bosto capolista quello del girone A dell’under 19. La squadra di Biagio Sorrenti non ha perso tempo, e fin dalle prime battute ha mostrato chiaro a tutti quelle che sono le sue intenzioni: riprendersi quella promozione al campionato regionale che l’anno scorso è sfumata soltanto per la regola dei ripescaggi.

Non è stato un destino semplice quello dell’under 19 di Capolago, in particolare per l’annata 2002, quella che Sorrenti ha guidato fin dal suo approdo quattro anni fa, con la conquista dei regionali per due anni di fila negli Allievi, vincendo gli spareggi contro Canegrate e Morazzone, ma non beneficiando mai della promozione ottenuta sul campo (saranno infatti i 2003 a partecipare ai regionali). La passata stagione poi, dopo un entusiasmante testa a testa con il Gorla Maggiore, ecco che ancora quell’obiettivo tanto inseguito sfugge di nuovo, con la chiusura dei campionati ed un ripescaggio che non sorride ai ragazzi di Sorrenti, costretti anche quest’anno a ripartire da capo per provare a prendersi quella promozione che fin troppe volte gli è scivolata dalle mani. Non fa proclami però proclami l’allenatore dell’under 19, che pone la concentrazione non tanto sull’obiettivo finale, ma sul percorso da fare per raggiungerlo: «La mia aspettativa di quest’anno è semplicemente quella di fare bene, cercando di far crescere il più possibile i ragazzi che andranno poi in prima squadra; poi ovvio il fine è sempre quello di arrivare alla vittoria, però sia io che la società vorremmo farlo cercando di valorizzare e preparare al meglio i giocatori che andranno poi in futuro a far parte di un calcio totalmente diverso da quello giovanile. Non ho una filosofia particolare per raggiungere questi risultati, ma sia io che il mio vice, Saverio Iaria, pensiamo semplicemente che la partita sia lo specchio dell’allenamento, e che quindi per raggiungere i risultati il lavoro in settimana sia la condizione assolutamente necessaria se si vuole puntare a qualcosa di importante».

È un percorso calcistico a tinte giallo-blu quello di Sorrenti, con un passato da calciatore che lo ha visto per quasi tutta la sua carriera alla Schiannese, ed un percorso da allenatore prima all’Insubria, per poi arrivare al Bosto, dopo una breve parentesi in Seconda Categoria con la Calcinatese. Una vita nel mondo del calcio, sempre con lo spirito di chi fa tutto questo si per divertirsi, ma con lo scopo di farlo con il massimo impegno, come dimostra il patentino UEFA B, conseguito sette anni fa: «L’esperienza che ho fatto quando ho conseguito il patentino da allenatore è stata splendida, in particolare uno da cui ho imparato molto è stato Adriano Cadregari, un tecnico di Coverciano che mi ha aperto molto la mente su tanti aspetti di questo mestiere: c’è sempre qualcosa da migliorare, da scoprire, da fare propria. La professione dell’allenatore è bella proprio per questo».

Una mente aperta la sua, tanto da riuscire a vedere anche dei risvolti positivi, in quella che è una delle peggiori crisi che il movimento calcistico, ed in particolare quello dilettantistico, sta attraversando: «Penso che questo difficile momento farà da lezione a molte società che preferiscono investire massicciamente sulle prime squadre piuttosto che sui giovani: non tutte penso riusciranno a sostenere gli stessi costi di prima, e quindi saranno costretti, per fortuna, a puntare sui giocatori del settore giovanile; da questo punto di vista questa crisi può essere vista come un toccasana per dare un cambio di rotta, che finora non molte società hanno intrapreso». Una strada, quella della valorizzazione dei giovani, che invece è da anni ormai il marchio di fabbrica del Bosto, come ci conferma l’allenatore: «Il bello di lavorare qui al Bosto è che si vede proprio come nel DNA di questa società ci sia la valorizzazione dei giovani. Già da quest’anno giocatori come Munari, Arrigoni e Sgarbi, che erano con me l’anno scorso, fanno parte stabilmente della prima squadra, ed in più ce ne sono altri che sono spesso convocati pur giocando con noi al sabato. Questo da stimolo sia a me, perché vedo come il mio lavoro riesca a valorizzare i giocatori, ma soprattutto ai ragazzi, i quali capiscono come l’aiuto di tutta la squadra possa portare qualcuno ad esprimersi al meglio tanto da meritarsi un posto in prima squadra». Un percorso a lungo termine quindi, che vede il suo traguardo nel raggiungimento di più elementi possibili nella Prima Categoria, ma anche con una stagione, quella di quest’anno che nonostante le complicazioni, ha l’obiettivo di chiudere nella maniera migliore possibile un percorso iniziato quattro anni fa, e che vuole finalmente prendersi quei regionali sfiorati fin troppe volte da Sorrenti ed i suoi ragazzi.

 


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