16 Maggio 2021

Brusaporto, Massimiliano Radici non ha dubbi: «Ho parlato con la società, la mia intenzione è quella di restare»

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«Ho già parlato con Stefano Turchi, il responsabile del nostro settore giovanile, comunicandogli la mia intenzione di restare. Malgrado gli inconvenienti dovuti alla pandemia, nel mio primo anno a Brusaporto mi sono trovato molto bene». Limpido e cristallino, senza troppi giri di parole. Massimiliano Radici ha tutto l’interesse nel proseguire la sua avventura in gialloblù anche la prossima annata, continuando a coltivare la sua più grande passione: il calcio. Da trent’anni infatti l’attuale tecnico dei bergamaschi dedica gran parte del suo tempo allo sport più bello del mondo. La prima fase della sua carriera calcistica lo ha visto battagliare in prima persona, direttamente sul campo. Che fosse cementato o d’erba, non faceva nessuna differenza. «Come tanti, ho cominciato a giocare per strada, sul sagrato di una chiesa. È stato un passaggio fondamentale, perché ho imparato cosa significhino la competizione e la carica agonistica. Ho ricoperto sempre il ruolo di difensore e il calcio giocato mi ha lasciato tanti ricordi indelebili. Uno su tutti, il gol del pareggio nel secondo tempo supplementare dello spareggio per la promozione in Seconda Categoria contro la Calcinatese, quando ero a Comonte. Realizzai anche uno dei cinque calci di rigore». Poi, siccome le passioni non svaniscono, l’inizio del percorso da allenatore. «Nel 2014 mi infortunai al gemello e si era aperto un corso per il patentino da allenatore dilettante. Decisi di intraprenderlo e, da lì in avanti, mi si è aperto un mondo. Ho cominciato a provare piacere vedendo i giovani crescere e maturare, conservando la stessa adrenalina che avevo da giocatore». Già, i giovani. Quelli che del calcio giocato non ne sentono parlare da due anni. Inclusi, ovviamente, i ragazzi di Radici. «La situazione è unica. Non mi era mai accaduto nulla di simile prima d’ora. Continuiamo ad allenarci tramite delle sedute online, arrangiandoci come possiamo. Con lo stop della Juniores nazionale, oltretutto, abbiamo smesso definitivamente di andare sul campo. Per fortuna, ho un gruppo fantastico, sempre sul pezzo. Anche perché, alcuni di loro, sono già entrati nei radar della prima squadra. Perciò è giusto che continuino a lavorare con serietà, anche se non è facile». Come tanti suoi colleghi, anche il tecnico del Brusaporto è favorevole all’introduzione della categoria Under 18 per la prossima stagione. «Nei due anni di Allievi, i calciatori si trasformano mentalmente e fisicamente, soprattutto grazie alle partite. Essendo queste venute meno, credo che questa sia una buona soluzione per permettere loro di maturare e crescere. Qualcuno non è ancora pronto per il salto di categoria». Una novità che però deve ancora essere ufficializzata. Al contrario del futuro di Radici. Quello è già una certezza ed è a tinte gialloblù. Nella speranza che possa tornare a veder crescere e migliorare i suoi giocatori il prima possibile.


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