I ragazzi del Sant'Angelo posano insieme ai ragazzi cinesi, il tricolore in Cina
I ragazzi del Sant'Angelo posano insieme ai ragazzi cinesi, il tricolore in Cina

Da ormai una decina di anni la Repubblica Popolare Cinese ha deciso di puntare forte sul calcio, investendo tanti soldi in questo settore. La crescita è stata costante e rapida ma, guardando al settore giovanile, ancora non si è arrivati ad un livello significativo. Ebbene, a Sant’Angelo sono al settimo cielo perché, nel tentativo cinese di avvicinarsi e comprendere il calcio giovanile italiano, una società d’interscambio culturale, la ZhonGjiaZhiLian Beijing Education Technologi Co. Ltd, ha deciso di organizzare un camp in Cina e ospitare gli allievi del Sant’Angelo.

I ragazzi sono partiti venerdì 12 luglio direzione Pechino, accompagnati da Carlo Piraino, coordinatore tecnico, Pierangelo Vaccari, allenatore e consigliere della società, Roger Chen, accompagnatore e organizzatore dell’iniziativa, Gianluigi Calvi e Gianni Mascheroni, dirigenti accompagnatori, e Valeria Stella, trainer motoria. Stanno passando venti giorni all’insegna del calcio, con allenamenti e amichevoli, anche contro formazioni giovanili di squadre della massima serie cinese. A presentarci le tappe che hanno portato alla realizzazione di questa iniziativa ci ha pensato il responsabile del settore giovanile del club, Roberto Tarlocco: «Nel mese di gennaio, Roger Chen, padre di uno dei nostri ragazzi, ci ha messo in contatto con un società di interscambio culturale, la ZhonGjiaZhiLian Beijing Education Technologi Co. Ltd, perché interessati al mondo del calcio giovanile. Per l’occasione, mi sono occupato di presentare loro la storia del Sant’Angelo. A febbraio sono venuti a trovarci alcuni dirigenti cinesi per qualche giorno così da poter toccare con mano e ammirare coi loro occhi il mondo Sant’Angelo. A tutto ciò non pensavamo potesse esserci un risvolto nell’immediato, eppure, ci è stato proposto di mandare i nostri ragazzi per venti giorni in Cina, ospiti loro, per poter svolgere un camp calcistico a Yibin City, città di circa 650mila abitanti. Tutto questo praticamente a costo zero, con solo parte del volo e visto a carico dei ragazzi».

L’avventura sta per concludersi: i ragazzi torneranno in Italia il 30 luglio e, per l’appunto, Tarlocco ci fornisce qualche dettaglio in più sulle città visitate in queste settimane dai ragazzi e le attività che verranno svolte in questi ultimi giorni: «Nella giornata di giovedì abbiamo incontrato e pareggiato 3-3 contro l’Academy dell’Hebei China Fortune Football Club, formazione che milita nella Serie B asiatica. Ci tengo a sottolineare la sportività dei ragazzi cinesi, che al termine della partita sono venuti davanti alla nostra panchina a renderci omaggio. Sabato, invece, abbiamo giocato la partita più importante di questa esperienza: contro le giovanili del Beijing Guoan Football Club, la più importante squadra di Pechino, che milita nella massima serie cinese. Purtroppo abbiamo perso 5-1, ma in questo caso il risultato contava relativamente. Oltre a Pechino e Yibin City abbiamo avuto la possibilità di visitare e allenarci a Chengdu, capoluogo della regione dello Sichuan che conta 14,5 milioni di abitanti. Era un’opportunità da cogliere al volo, – continua Tarlocco – che sta permettendo ai nostri ragazzi di poter visitare un paese meraviglioso, visitando i luoghi incantevoli che offre un paese come la Cina, e di conoscere una nuova cultura».

Come ci spiega il responsabile del settore giovanile, è una grande opportunità per i ragazzi ma anche per la città e la società Sant’Angelo e, soprattutto, un’occasione che non capita a tanti in Italia: «Tutto ciò sta permettendo di far conoscere la storia del club e di esportare un marchio importante come quello del Sant’Angelo in oriente. Stiamo vivendo un sogno noi come società, figuriamoci i ragazzi. Quello che ci sta capitando non è da tutti e di questo ne andiamo fieri. Ho avuto modo di parlare con alcuni dirigenti di Serie C e mi è stato detto che, per esempio, a loro non è mai capitato di fare un’esperienza simile. Questo testimonia e certifica ancor di più l’importanza di quello che ci sta accadendo». Grazie a questa iniziativa, ci spiega ancora Roberto Tarlocco, si sono potute constatare anche le differenze tra i settori giovanili italiani e quelli cinesi: «Parlando con alcuni dei dirigenti cinesi, ho potuto notare come da loro non ci siano squadre giovanili fondate da società private, ma bensì, i loro settori giovanili nascono direttamente nelle scuole in cui i ragazzi studiano. Per l’appunto, nei giorni che ci hanno fatto visita, per loro era una novità vedere un settore giovanile in mano ai privati». In conclusione, si può dire che si sta vivendo una favola per i ragazzi del Sant’Angelo. Sarà un’estate che ricorderanno per tanto tempo sia la società che i ragazzi. L’augurio è che, in futuro, tutto ciò possa prendere sempre più piede e che diventi una costante per il movimento calcistico giovanile sia lombardo che nazionale.

ECCO LA GALLERY DELL’ESPERIENZA CINESE DEL SANT’ANGELO


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