10 Luglio 2020 - 18:03:10

Ciliverghe Under 14, Fabio Brunelli presenta la sua squadra e il piccolo bomber Filippo Ferrari

Le più lette

Gunners Milano, Stefano De Marinis confermato alla corte di Michele Forcisi

Stefano De Marinis giocherà nell'Asd Gunners Milano anche nella prossima stagione. Ecco il comunicato del club: «L'ASD Gunners Milano...

Comunicato della Valceresio: «A chi racconta bufale chiediamo rispetto»

Comunicato stampa della Valceresio per smentire le voci di mercato che vorrebbero l'attaccante classe 2002 Diego Cervone (nella foto)...

Legnano Serie D, altro tassello per il centrocampo dei lilla: Simone Damo

Marco Di Lernia, Luigi Ronzoni e Simone Damo. Questo sarà il centrocampo del Legnano, o almeno sono i nuovi...

Quella del Ciliverghe è stata una buona stagione, incoronata dalla vittoria e promozione ai Regionali nel girone invernale degli Under 14. Rallentata successivamente dall’effettivo cambio di passo che questa nuova avventura ha portato con sé, la squadra di Fabio Brunelli ha comunque dimostrato di avere carattere da vendere e soprattutto di poter proporre una rosa di tutto rispetto, da cui spuntano fuori i nomi di Samuele Pagani e Riccardo Colosio, che già nel girone d’andata si erano fatti notare spesso, e Filippo Ferrari, il bomber da nove gol in sei partite. Brunelli ci racconta la sua squadra, come sta proseguendo questo periodo lontano dal campo e cosa si aspetta dal futuro.

Iniziamo. Come stava andando la stagione? Mi racconti sia il girone d’andata che l’avventura ai Regionali?
«Il girone di andata è stata una bella avventura perché abbiamo costruito la squadra da zero, cercando di basarci anche su qualche rinforzo. A settembre abbiamo preso alcuni calciatori provenienti dal Botticino, dal Feralpi Lonato e altre società e devo dire che sono stati tutti bravi: si sono messi a disposizione della squadra e hanno creato un gruppo solido. Questo ci ha consentito di fare un bel girone, che abbiamo vinto meritatamente sia a livello di gioco che di gruppo. Devo dire, invece, che i Regionali li abbiamo presi un po’ sottogamba all’inizio e non abbiamo avuto il giusto atteggiamento nell’affrontarli; poi, dopo qualche partita, ho capito come fare e li ho caricati molto, facendo capire che il livello era molto diverso da quello dei provinciali. Mi è spiaciuto interrompere perché se non ci fosse stato il problema del virus saremmo cresciuti parecchio e avremmo avuto delle belle soddisfazioni: non dico che avremmo vinto, ma avremmo potuto giocarcela nella fascia alta della classifica».

Con che modulo giochi solitamente?
«Nei provinciali ho usato prevalentemente il 3-5-2 perché potevamo gestire meglio le partite, dato il livello di difficoltà. Nei Regionali ho cominciato a cambiare in modo tale da rimanere più coperti e ho usato il 4-4-2, ma proseguendo con la stagione avremmo anche potuto cambiare qualcosa e cercare di spostarci più in avanti».

Qual è stata la squadra che hai trovato più insidiosa?
«Devo dire che il Brusaporto mi è piaciuto tanto. Loro sono leggermente superiori a noi, ma ammetto che la nostra prestazione è stata molto buona e qualche difficoltà l’abbiamo sicuramente creata».

I ragazzi li senti? Hai lasciato qualche esercizio da fare?
«Sì, ogni tanto facciamo una videochiamata di gruppo per tenerci in contatto. Ho lasciato da fare degli esercizi semplici come ad esempio i palleggi, la conduzione della palla, i colpi di testa, insomma tutto quello che si riesce a fare in uno spazio chiuso».

Che rapporto hai con loro?
«Insieme al mio secondo abbiamo creato un gruppo molto solido: siamo stati bravi a coinvolgere tutti e loro ci hanno ripagato perché ci danno il 100%. Abbiamo davvero un ottimo rapporto: li rendiamo partecipi e loro sono molto felici».

E come si rapportano tra di loro? Che gruppo è?
«Sicuramente un gruppo bellissimo e partecipe, dove tutti ascoltano e tutti sono concentrati ad ottenere un obiettivo comune. Hanno tutti un metodo di lavoro molto preciso e cosa più importante – quella che rende davvero felice un allenatore – è che vogliono crescere. Questa è la soddisfazione più bella che mi possano dare».

Ti faccio una domanda generale sul calcio: cosa pensi che accadrà da qui a settembre e alla fine dell’anno? Quali sono i tuoi timori e le tue speranze?
«Ti dico: per me già stare fermo tre mesi è stato brutto e pesante e so che anche per i miei ragazzi è stato così. Pensare di stare fermi fino a dicembre o fino all’anno prossimo mi fa venire il magone: non posso pensare che ci sia la possibilità di non vederli e di non farli crescere. Anche perché è uno dei pochi divertimenti di gruppo che hanno: a parte giocare ai videogiochi o uscire con gli amici, cosa possono fare? Per noi era diverso, bastava scendere in strada e avere un pallone ed era fatta. Per loro, invece, è una delle poche possibilità concrete di fare gruppo e giocare. Sinceramente, spero di tornare in campo a settembre».

Alcuni dei tuoi ragazzi hanno avuto la possibilità di farsi notare in questi mesi: mi parli di loro?
«Sicuramente tra i tanti bravi spicca Samuele Pagani, centrocampista, che è arrivato dal Feralpi Lonato due anni fa e si è fatto subito notare per la tanta voglia di fare e la bella personalità in mezzo al campo: è stato segnalato al Brescia e prima che iniziasse la quarantena avrebbe dovuto fare il provino. C’è Riccardo Colosio – anche lui arrivato dal Feralpi – , che è molto in gamba: ha margini di miglioramento, ma porta molto bene la palla. Tra quelli più arretrati ho Davide Scolari: è un difensore centrale, ma all’occorrenza può fare il centrocampista. È dotato di una personalità fortissima. C’è anche Filippo Ferrari, la nostra punta…»

Ecco a proposito di lui. È appena dietro a Marco Turani, attaccante del Villa Valle, per numero di gol: ne ha fatti nove in sei partite. Mi racconti di lui?
«È arrivato dal Botticino quest’anno e si è fatto notare subito. Anche lui ha grandi margini di miglioramento, ma per la sua età è un portento: fisicamente è davvero abile, ha la progressione e sotto porta è formidabile. È uno che se non segna, fa segnare gli altri. Sono sicuro che già da quest’anno poteva crescere molto».

Calcisticamente parlando a chi lo paragoneresti?
«A Ciro Immobile, per la progressione».

Ti ricordi la partita in cui ha giocato meglio?
«Con lo Sporting Desenzano, all’andata: grazie a quella vittoria abbiamo staccato la seconda. Mi ricordo che ha fatto una grandissima prestazione, sia di squadra, che di gol: ha avuto tre o quattro occasioni importanti ed è andato a segno tre volte. Ha fatto la differenza, ma anche grazie all’aiuto della squadra».

Da qui a due anni dove lo vedi?
«Stava crescendo tanto e se ne è accorto anche il Brescia. Lo vedrei bene lì, anche se so che lo hanno notato anche Chievo ed Inter. Un domani, quando si potrà rientrare in campo, spero che possa avere la sua chance, se lo merita».

Filippo Ferrari, autore di nove gol in sei partite con la maglia del Ciliverghe


Sprint e Sport lo trovi in tutte le edicole di Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia il lunedì mattina e sullo store digitale. Abbiamo attivato la sezione PREMIUM, un servizio riservato agli abbonati.

Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli