7 Marzo 2021

Academy Brianza Olginatese Under 15, captain identikit: a tu per tu con Andrea Ponzoni

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La figura del capitano rappresenta il riferimento principale della squadra in campo, il giocatore che ha la facoltà di parlare con l’arbitro (secondo regolamento l’unico che potrebbe farlo), mediatore tra egli ed il resto della squadra; il primo protagonista in campo con il classico “lancio della monetina” a centrocampo, che a volte può risultare decisivo, dato che il vincitore può scegliere la propria parte di campo, che permette alla squadra di giocare con il sole alle spalle per evitare che questo sia un ostacolo durante una bella giornata, prevedendo che il secondo tempo lo vedrà tramontare, o giocare a favore di vento, sperando che nella ripresa esso cambi senso o smetta di soffiare; è il primo ad entrare in campo, con la fascia sul braccio, simbolo di responsabilità, che fa sentire chi la indossa più simili ai propri idoli del calcio mondiale; in campo è colui che alza la voce e non lascia soli i compagni, trascinandoli, indipendentemente dal ruolo, che prova in tutti i modi a vincere la partita.

Chi è consapevole di tutto ciò è Andrea Ponzoni, capitano dell’Academy Brianza Olginatese Under 15, alla seconda stagione da capitano dei bianconeri, intervistato per sprint e sport.

Ciao Andrea, cosa ti trasmette la fascia al braccio?

Trasmette tanta responsabilità, bisogna dimostrare di meritarla, dando un buon esempio partita dopo partita. Giocando a centrocampo, sono sempre nel vivo del gioco e posso trascinare i miei compagni in modi diversi: pressando e attaccando durante una situazione di svantaggio e difendere ed unire tutta la squadra per non subire gol durante gli ultimi minuti di una partita tirata. Posso parlare con l’arbitro e a volte devo ammettere che non ho mantenuto il sangue freddo, reagendo in maniera animata ad una brutta decisione arbitrale – mai in maniera esagerata – e devo migliorare sotto questo aspetto, devo essere più lucido in queste situazioni, gestendo meglio la tensione della partita.

Come hai visto la squadra quest’anno? Come valuti le prime partite di campionato?

Avevamo un’ottima base con i ragazzi che sono rimasti dall’anno scorso e siamo migliorati molto rispetto all’anno scorso, abbiamo rinforzato tutti i reparti, sono arrivati tanti ragazzi nuovi che hanno rimpiazzato ottimamente i vecchi compagni di squadra che sono andati in altre squadre, come Mattia Zandonà, seconda punta che ha giocato bene le prime partite, Luca Sala, esterno, che purtroppo soffendo di tallonite non è stato sempre disponibile, am ha sempre giocato bene ogni volta che è sceso in campo. Purtroppo nella prima partita di campionato abbiamo regalato tre gol al Colognola e abbiamo perso 4-3, ma in quanto a valori in campo siamo superiori, la seconda giornata abbiamo subito una rimonta inaspettata dal Manara, che però si candida ad essere tra le prime forze del girone, (da 4-0 per noi nel primo tempo a 4-4) e nella terza partita abbiamo battuto meritatamente l’A.C. Leon per 5-2, dimostrando di aver imparato dagli errori delle partite precedenti.

Come ti sei trovato al ritorno agli allenamenti?

Mi sono trovato bene, ovviamente facendo un po’ di fatica all’inizio, anche perché il nuovo tecnico Sergio Formenti, arrivato quest’anno, impronta gli allenamenti in modo diverso rispetto agli allenatori che abbiamo avuto precedentemente, con più esercizi di tattica, spiegandoci come giocano gli avversari e su come approfittare dei loro punti deboli, si vede che il livello si è alzato, per noi è la prima esperienza a livello regionale e questo allenatore sembra molto preparato per permetterci di giocare una buona stagione?

E adesso con lo stop come ti stai allenando?

A livello fisico, mi alleno con la bicicletta in strada, cercando di percorrere più strada della volta precedente, a livello tecnico svolgo diversi esercizi con la palla nel giardino di casa, per non perdere il feeling e soprattutto per tenermi pronto al ritorno agli allenamenti che è ormai vicino, allenamenti distanziati, ma per me vuol dire già molto.

A livello scolastico come gestisci compiti ed allenamenti?

Tendo sempre ad anticipare tutti i compiti che dovrei svolgere il giorno dell’allenamento in modo da non arrivare stanco al campo ed essere fresco mentalmente, adesso è un po’ diverso, non dovendoci presentare agli allenamenti. Devo ritrovare il giusto ritmo, avevo trovato un bel metodo che mi consentiva di allenarmi al meglio.

I tuoi genitori ti seguono in questa avventura calcistica?

Mio padre Luca è il dirigente accompagnatore della squadra, quindi è sempre con la squadra e mi segue da vicino, inoltre è molto interessato alle statistiche e si tiene sempre aggiornato guardando anche come si comportano le altre squadre del girone; mi dà tanti consigli su come migliorare, ma mi lascia vivere il calcio con serenità, senza troppe pressioni, anche perché sa che sono il primo a mettersi molta pressione addosso per giocare bene. Mia mamma mi segue un po’ meno ma fa sempre il tifo per me e mi supporta.

Qual è l’aspetto che la squadra deve migliorare di più secondo te?

La tenuta mentale, a livello di singoli e di organizzazione di gioco siamo forti, il problema è che molliamo mentalmente dopo il primo gol subito arrivato in maniera fortuita o dopo tante occasioni sprecate da parte nostra e non riusciamo a reagire. Questo ha portato a subire più gol di quanto meritassimo e di conseguenza ci ha fatto perdere qualche punto. Sono sicuro che saremo capaci di migliorare molto.

Un’ultima domanda, cosa rappresenta questa società per te?

Per me questa è una seconda casa, conosco tutti e mi sento a mio agio, allenamento dopo allenamento sento sempre di più lo spirito di appartenenza. La società è seria e siamo sempre competitivi, sono felice di giocare qui e di essere il capitano della mia squadra. Se dovesse chiamarmi un’altra squadra, rifiuterei, non me la sentirei di lasciare questa squadra.

Grazie Andrea per l’intervista.

Grazie a voi che mi avete intervistato, è stato un piacere parlare con Sprint e Sport.

 

 


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