16 Maggio 2021

Accademia Inter Under 15: alla scoperta di Cristian Sarpa, la stella splendente dei nerazzurri

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Cristian Sarpa ha cominciato la stagione con due gol in tre partite e stava trascinando la sua squadra verso le parti alte della classifica ma l’ennesima interruzione del campionato ha interrotto i suoi sogni e quelli dei suoi compagni. Nasce nel Superga di Vigevano quando, all’età di otto anni, inizia a dare i primi e veri calci al pallone ma l’ambiente attorno a sé non lo stimolava tanto che decide, dopo due anni, di interrompere il suo percorso con il calcio: «Devo ringraziare molto i miei fratelli che mi sono stati vicini e mi hanno trasmesso la passione per questo sport. Sono tornato a giocare a calcio a distanza di un anno da quando ho smesso anche grazie al loro supporto e alla convinzione che mi hanno trasmesso». Da quattro anni ormai Sarpa è al centro del progetto dell’Accademia Inter, unica società con cui ha svolto il provino prima di ricominciare a giocare a calcio. Il passaggio da centrocampista centrale ad esterno, avvenuto proprio tra le fila nerazzurre, ha cambiato anche un po’ la vita calcistica di Cristian oltre allo stile di gioco che è totalmente diverso tra i due ruoli: «L’ambiente qui in Accademia è favoloso, mi hanno accolto tutti benissimo fin dal primo giorno e tuttora ho un bellissimo rapporto sia con gli allenatori, in particolare Toscano e Tonani, sia con tutti i miei compagni di squadra. Sono stato aiutato dal punto di vista dell’atteggiamento da avere in campo, in modo tale da poter sfruttare tutte le mie potenzialità al massimo e il fatto di esser stato spronato così tanto, sia dai tecnici ma anche dai miei stessi fratelli, ha permesso che potessi giocare in maniera così brillante». Ormai è un anno che il calcio che conosciamo e che abbiamo vissuto per tanti anni non è più lo stesso perché tra allenamenti individuali e interruzioni dei campionati i ragazzi non hanno praticamente più giocato. Sarpa è riuscito a trovare l’aspetto positivo di tutta la vicenda cogliendo le poche gioie che ci sono state come attimi di felicità che conserva con entusiasmo, sperando di ricominciare a giocare il più presto possibile: «All’inizio l’ho vissuta veramente molto male, la solita routine e le giornate tutte uguali stavano diventando una brutta abitudine. Nonostante questo sia stato un colpo pesante sono riuscito a tenermi abbastanza in forma, sfruttando il piccolo giardino di casa per allenarmi. Quando la scorsa estate sono tornato al centro sportivo sono riuscito a respirare una nuova aria, data dal fatto che ho potuto rivedere i miei compagni di squadra e con loro ero già proiettato ad affrontare il campionato che sognavo di vincere». Sarpa è un giocatore molto abile a superare il diretto avversario, gioca sull’esterno dell’attacco nel tridente nerazzurro guidato dall’allenatore Alessandro Tonani e il suo punto forte è proprio il dribbling, che spesso gli consente poi di puntare la porta e sfoderare il tiro con il suo piede preferito, il destro. L’esplosività di questo ragazzo gli permette di fare cose straordinarie, da gol di superba fattura a giocate non comuni per uno della sua età. Il campionato cominciato lo scorso fine settembre aveva messo in luce le qualità di Sarpa che, nelle uniche tre giornate disputate, ha messo a segno ben due gol, siglati entrambi nella partita d’esordio che ha visto l’Accademia Inter vincere due a uno contro la Castellanzese grazie proprio alla doppietta del suo dieci: «L’inizio di stagione era stato convincente, siamo riusciti ad ottenere due vittorie e un pareggio ed eravamo pronti e preparati ad affrontare tutta la stagione con tanta determinazione e voglia di stupire». Per un ragazzo che ha appena compiuto quindici anni solo poche settimane fa è molto importante focalizzarsi su quello che sarà il suo futuro piuttosto che concentrarsi su ciò che è passato, anche se anch’esso è fondamentale per costruire una base da cui sviluppare la propria carriera, che sia calcistica come in questo caso, ma anche in qualsiasi altro ambito. «Tra cinque o sei anni mi immagino di poter giocare ancora sperando che il calciatore possa essere il mio lavoro a trecentosessanta gradi perché è quello che ho sempre sognato di fare. L’obiettivo è quello di migliorarsi giorno dopo giorno e ambire a raggiungere traguardi sempre più importanti, ma non voglio che tutto ciò accada troppo in fretta perché preferisco compiere un passo alla volta dedicando sempre tutto me stesso».


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