12 Maggio 2021

Enotria Under 15: uno sguardo sul futuro rossoblù del tecnico Alessandro Ferraioli

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Nei giorni scorsi è arrivato il definitivo annullamento da parte della FIGC dei campionati giovanili, dunque i pensieri e le speranze di allenatori, giocatori e società sono già verso il possibile ritorno in campo nella prossima stagione, che comincerà presumibilmente a settembre. In Enotria, così come nella maggior parte delle squadre lombarde e non solo, si è tornati ad allenarsi nei mesi di dicembre, gennaio e in parte febbraio, ma il ritorno alla zona rossa ha riportato i ragazzi e tutto lo staff a ricominciare le attività dallo schermo del computer. Alessandro Ferraioli, allenatore alla guida dei classe 2006 che quest’anno avrebbero dovuto disputare il campionato Èlite, ha fatto il punto della situazione su quello che è successo nel corso di questa stagione e su quello che accadrà a partire dall’anno prossimo, elogiando la grande risposta che hanno dato i ragazzi nell’ultimo periodo. «Nel limite del possibile ci siamo allenati, devo dire che l’adesione è sempre stata ottima. La mancanza delle partite non permette di dare lo stimolo a fare qualcosa in più, ma io e i miei collaboratori abbiamo sempre cercato di creare situazioni in cui divertirsi e imparare qualcosa. È un periodo che non è stato buttato via, per noi allenatori è stato stimolante perché avendo dei vincoli, non potendo fare un certo tipo di esercizi, ci siamo reinventati un po’ di più trovando soluzioni alternative». In ottica futura il progetto dell’Enotria è ambizioso, sempre alla ricerca di talenti da scovare e da inserire nel proprio settore giovanile per realizzare il loro sogno di entrare nel mondo del calcio professionistico. Su questo aspetto Ferraioli è stato molto diretto sostenendo che la metodologia di allenamento, a partire dal prossimo anno, debba cambiare per puntare su una maggiore integrazione tra i vari settori, da quello atletico a quello tecnico-tattico e viceversa. «Il lavoro che è stato fatto è di importanza vitale, siamo riusciti ad aprire il loro punto di vista dandogli più responsabilità e facendogli vedere come si allenano. Se volessimo proseguire su questa strada, come se nulla fosse successo, andremo incontro a uno sbaglio evidente. Ne sto già parlando col mio staff e l’obiettivo è quello di unire il più possibile tutti i reparti per garantire più stimoli sia a noi che ai giocatori, ma questo processo di cambiamento inizia fuori dal campo». Per quanto riguarda la struttura organizzativa dei campionati, Ferraioli ha provato a dare il suo parere riguardo alla probabile introduzione della nuova categoria dell’Under 18 che, secondo lui, è poco interessante: «Sarebbe come ritardare il naturale progresso di determinati giocatori all’interno del mondo degli adulti. Potrebbe diventare come una Berretti e infatti le prospettive non sono rosee, anzi io avrei provato a bloccare le categorie già l’anno scorso ma questo non sarebbe stato possibile per due anni consecutivi. Credo si debba dare più rilievo a campionati di fascia B come il primo anno di Giovanissimi e il primo di Allievi». Infine, uno dei punti più interessanti che ha voluto toccare il tecnico rossoblù è stato quello del legame che esiste ed è continuato a sopravvivere tra i ragazzi e il gioco del calcio, la loro passione più grande. «Penso che siano loro i primi a voler ricominciare a giocare, infatti in Enotria non abbiamo notato un distacco da parte loro anche perché gli allenamenti sono sempre stati facoltativi, ma l’adesione è sempre stata forte. Il pericolo maggiore sarà alla ripresa quando si troveranno di fronte a un impatto con l’attività agonistica, con il mondo della competizione e vorranno tornare a essere quelli di prima, ma non sarà facile. Bisognerà conferire a loro la massima autostima che riacquisiranno con le giocate e gesti tecnici».

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