10 Luglio 2020 - 18:47:42

NibionnOggiono Under 15: #acasadi Giovanni Antonuccio, allenatore della squadra rivelazione del girone B

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Il viaggio in profondità, alla scoperta di alcune delle squadre dei campionati under 15 regionali, continua. Questa volta andiamo conoscere una delle realtà più sorprendenti del girone B, il NibionnOggiono. Giovanni Antonuccio, allenatore del gruppo rossoblù, ci racconta alcuni aspetti della sua vita in questo periodo di stop forzato, dal lavoro alla famiglia, passando attraverso momenti e ricordi legati alla stagione calcistica vissuti con i suoi ragazzi.

Ciao mister! Come stai? Come stai vivendo tu e la tua famiglia questo periodo?
Stiamo tutti bene anche se la situazione non è bella e per tornare a essere serena come prima, secondo me, dovremo aspettare tanto tempo. La mia vita, come per molte persone, è concentrata su lavoro, spesa, supermercato e casa, almeno finché la quarantena non sarà terminata. Anche la mia famiglia sta bene, mia moglie fa l’insegnante quindi riesce a lavorare in “smart working” e lo stesso fanno i miei figli, seguendo le videolezioni che la scuola gli fa pervenire.

Dal punto di vista lavorativo invece, come procede?
Io sono un macchinista e a livello ferroviario hanno ridotto il lavoro. Stiamo lavorando meno, il traffico al momento è garantito per il 40%. Ci sono stati due step principali, il primo, agli inizi, prevedeva una circolazione dei mezzi garantita per il 60%, mentre ora è al 40. Stiamo garantendo pochissimo ma d’altronde c’è anche pochissima gente che viaggia. Probabilmente da metà maggio torneremo di nuovo al 60 ma non c’è nulla di certo. La gente deve ricominciare, per forza di cose, a prendere il treno ma ci devono essere le condizioni e, a mio parere, fino a settembre lavoreremo a singhiozzo. Anche il carico di ore di lavoro è diminuito, se prima ne facevo otto, ora non più di quattro o cinque. La questione è anche abbastanza complicata, nel senso che non tutti lavorano. Alcuni miei colleghi stanno smaltendo ferie degli anni precedenti in modo che tutti si portino in pari, io per esempio non ne ho e quindi continuo a lavorare.

E il resto della giornata come lo trascorri? Come occupi il tuo tempo libero?
Solitamente lavoro al mattino, quindi il mio tempo libero è al pomeriggio. Cerco, rispettando le regole, di fare due passi all’interno dell’area condominiale e, da qualche settimana, ho iniziato ad allenarmi anche dentro casa. Non ho attrezzature ma con un tappetino riesco a fare esercizi con tutto il corpo, gambe, spalle, addominali… Nel mese di marzo ho letto molto, il genere dei libri dipende molto dal periodo e quindi, forse per la nostalgia del campo, ho letto soprattutto libri di calcio, “Il calcio totale” di Arrigo Sacchi e l’autobiografia di Johan Cruyff.

Tra l’altro, un paio di settimane fa hai compiuto gli anni. Come hai festeggiato?
Ho festeggiato a casa, chiaramente con la mia famiglia. Ho pensato però che l’8 aprile è stato di mercoledì e quel giorno avrei avuto allenamento con la squadra. Sicuramente avrei portato i ragazzi a mangiare la pizza e sarebbe stato un compleanno perfetto, pranzo con famiglia e cena con la squadra. Non è stato possibile ma è il pensiero che c’è stato.

Qual è il tuo rapporto con lo sport, c’è qualche altra passione oltre al calcio?
Amo lo sport in generale, sono molto appassionato di basket che, per certi versi, reputo molto simile al calcio dal punto di vista tattico. Ti svelo che quando si conclude la stagione, verso fine maggio e giugno vado spesso a camminare in montagna, stacco totalmente dal calcio. Riesco a scaricare lo stress del campionato appena concluso, mi ritrovo e riprendo gli equilibri. Il mese di giugno è di reset totale, a luglio invece incomincio pian piano a pensare alla stagione che verrà. Sono riuscito a trasmettere questo amore per lo sport anche ai miei figli, quello più grande, di 16 anni, gioca a calcio e questa passione sta arrivando anche al più piccolo, di 5 anni. Mia figlia invece gioca a pallavolo.

È ufficiale che la FIGC abbia annullato tutte le competizioni di calcio giovanile, sei d’accordo?
Quando c’è stato lo stop, prima di capire la gravità della situazione, abbiamo impiegato parecchio tempo per realizzare cosa ci stesse accadendo. Non ci siamo resi conto di come stessero andando le cose e sinceramente pensavo che il campionato potesse riprendere. La situazione, col passare delle settimane, è diventata chiara e la scelta della Federazione è stata saggia. Diciamo che, dal punto di vista dei numeri e delle classifiche, è come se non avessimo mai cominciato.
La mia esperienza con i ragazzi è stata incompiuta. C’eravamo ritagliati spazio, stavamo dicendo la nostra e, azzardo a dire che, con un po’ di fortuna, avremmo ambito anche al quinto posto. Sarebbe stato un risultato pazzesco, questo aspetto mi lascia l’amaro in bocca.

A proposito dei ragazzi, come stanno? Sei in contatto con loro?
I ragazzi li sento ogni tanto e inizialmente gli avevo assegnato qualche lavoro. Anche loro stanno vivendo in maniera strana questa situazione. Penso che questa lunga pausa ci lascerà qualcosa. Non sarà facile ripartire, per tutti. È un’esperienza importante.

Se dovessi scegliere, quale partita di questo campionato ti ha entusiasmato di più? E quale meno?
I ragazzi hanno fatto tante buone gare, considerando i nostri limiti e difficoltà. Il più delle volte abbiamo sempre approcciato bene alla partita e, lasciando stare il mio passato da ex, ti dico che la vittoria contro il Manara per 3-1 è stata fantastica. È stata di un’intensità molto alta, tenendo per settanta minuti il piede sull’acceleratore. Nello spogliatoio è stata vissuta con molto entusiasmo e gioia anche perché, oltre a me che ho allenato, c’erano tanti nostri ragazzi che hanno giocato per il Manara e diciamo che se la sono goduta di più.
La partita peggiore sai bene anche tu quale sia, perché eri presente e ci hai visto. A Bresso abbiamo smesso di giocare dopo i primi venti minuti, nei quali comunque abbiamo dimostrato il nostro valore rischiando di andare più volte in vantaggio. Quella sconfitta è stata comunque un punto di svolta perché da lì in poi, fino al definitivo stop di fine febbraio, non abbiamo più perso.

Ti faccio un’ultima domanda… Tutto il calcio giovanile è stato definitivamente annullato, pensi che questa decisione influenzerà anche lo sport a livello professionistico?

Il calcio a certi livelli è business. Mi rendo conto che vogliano ripartire ma soprattutto hanno bisogno di farlo, ci sono tantissimi interessi dietro. Adesso non ci sono le condizioni, tutte queste date che escono dal nulla hanno poco senso perché non ci sono le basi. Ho visto il Bayern Monaco, per esempio, che ha ripreso ad allenarsi ma è un lavoro fino a sé stesso. Non condivido quella scelta, non dai nessun segnale. Comprendo le difficoltà di tutti, non solo in Italia, ma in tutta Europa. È giusto rimanere fermi. Se tra un mese siamo ancora qui a dirci le stesse cose, credo sia opportuno annullare tutto.


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