25 Settembre 2020 - 12:44:05
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Pro Sesto Under 15 Élite: a tu per tu con il tecnico Daniele Angellotti

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Mattia Albertella
Studente, aspirante giornalista e amante della scrittura. Milanista dalla nascita, appassionato di Serie Tv, divoratore di Dan Brown e profondo estimatore di Ligabue.

Il nuovo format dell’Under 15 Élite. Andiamo a conoscere meglio gli allenatori delle squadre di questa stagione di entrambi i giorni. Nella lunga intervista che segue, saranno tanti i temi toccati. Dalla stagione attuale e le tante emozioni, passando dai ragazzi e le proprie società e dando un’occhio alla situazione d’emergenza attuale. Insomma, delle interviste davvero imperdibili!

A tu per tu con … Daniele Angellotti, allenatore della Pro Sesto.

Ciao Daniele e grazie per essere nostro ospite quest’oggi.

Ciao Mattia, grazie a te è sempre un piacere.

Apriamo l’intervista parlando dell’emergenza legata al Covid-19. Come stai vivendo queste giornate così insolite? La tua squadra, invece, come ha reagito?

Purtroppo ho vissuto quest’emergenza nel peggiore dei modi, visto che mi ha colpito personalmente. Per quanto riguarda i ragazzi, cerchiamo di sentirci il più possibile mantenendoci in contatto come possiamo. Sento che sono molto frastornati, in difficoltà nel vivere una quotidianità così insolita, diversa, cambiata così repentinamente. Scuola, calcio, amici: hanno perso tutto velocemente. Quello che a tutti manca di più è proprio lo stare insieme.

Come immagini il tuo ritorno nello spogliatoio assieme ai tuoi ragazzi?

Penso sarà l’emozione a far da padrona, con tanta felicità e gioia. Sarà bello rivederci tutti assieme e poter condividere tanti momenti che davamo per scontati fino a qualche mese fa. Quest’emergenza penso ci abbia fatto capire quanto bisogna godersi e condividere il più possibile emozioni e momenti di socialità. Il calcio è uno di questi, un vero e proprio percorso di vita dove si condividono gioie e dolori.

Passando al calcio giocato, la classifica attuale, per il momento cristallizzata, recita: Pro Sesto prima. Da dove nasce il primato?

Il primato nasce da lontano, dal 19/20 agosto, un periodo che ora mi sembra davvero impercettibile. Fin dai primi giorni ci siamo trovati al cospetto di un gruppo che ha dimostrato di avere grande voglia e si è messo subito a disposizione. Chi c’era già è stato bravo a facilitare l’ingresso dei nuovi arrivati, facendoli sentire subito a casa. Penso che questa sia stata una delle nostre armi segrete. In più, voglio citare Andrea Saldarini, un grande collaboratore, importantissimo sia me sia per i ragazzi. Fin dalle prime gare, disputate al “Torneo Scirea” contro due professioniste, abbiamo capito di avere delle doti importanti ed eravamo molto curiosi di capire dove saremmo arrivati.

Ripercorriamo insieme qualche tappa del campionato. Partiamo dal debutto nel panorama Elite: vittoria al fotofinish contro l’Olginatese.

Me la ricordo bene. La prima partita in un campionato nuovo, con grande qualità e diverse difficoltà, ma comunque tutto da scoprire. Fu una partita molto tirata, contro un avversario molto preparato, ben messo in campo e guidato da un ottimo allenatore. Ricordo che nel primo tempo faticammo molto a trovare spazi, mente nella ripresa riuscimmo a gestire meglio la gara e a creare qualche occasione. Nel finale la fortuna ci ha aiutato. Ultimo minuto, punizione in area, la palla è rimasta lì e Stefanini è stato lesto nel fare gol. Il grande merito fu quello di volerci provare fino alla fine, una convinzione collettiva che è rimasta costante in tutto il campionato.

Arriviamo alla decima giornata. Vittoria in casa dell’Accademia Inter: la partita perfetta.

Sono d’accordo, è stata la partita più bella dell’anno. I ragazzi hanno rasentato la perfezione. Abbiamo interpretato al meglio ogni punto di vista: tattico, tecnico, mentale, di situazione. Fatico davvero a ricordami errori o ragazzi sottotono. È stato il giusto risultato per una gara preparata benissimo, con un modo di giocare ancora più aggressivo e che tutti hanno interpretato al meglio grazie ad una concentrazione altissima.

Nel finale del girone d’andata, però, la squadra ha tirato un po’ il freno. Pensi ci sia stato un calo fisico?

È vero, le ultime prestazioni non furono esaltanti e, di conseguenza, anche i risultati non arrivarono. Non penso sia stato un problema fisico, sotto quell’aspetto non avevamo segnali di cedimento. Penso sia stato più una questione mentale. I ragazzi hanno avvertito la stanchezza di quanto di buono fatto fino a quel momento. Avevamo quindi bisogno di staccare e recuperare energie mentali. La pausa ha giocato a nostro favore. La conferma è arrivata subito alla ripresa, quando abbiamo ricominciato a giocare come sapevamo.

Lo stop del campionato è arrivato prima del big match contro l’Alcione. Come sarebbe andata?

Questo solo il campo lo può dire. Certo, eravamo entrambe in grande salute. Penso fosse il momento giusto per capire dove saremmo potuti arrivare. Una nostra vittoria sarebbe stata più determinante rispetto alla loro in termini di classifica. Mi spiego: se avessimo vinto avremmo dato una bella sterzata, con un allungo importante visto che saremmo andati  a +7 proprio dall’Alcione. Invece, se avessero vinto loro il gruppo si sarebbe compattato di più, creando ancora più incertezza.

Parlando di sistema di gioco, la tua squadra quest’anno ha utilizzato spesso il 4-3-3. Ritieni sia il tuo cavallo di battaglia o l’hai adottato per via delle caratteristiche dei ragazzi?

No, non è il mio cavallo di battaglia. Noi abbiamo lavorato fin da subito su questo sistema di gioco viste le caratteristiche della squadra. Proprio i ragazzi sono stati bravissimi a recepire subito le nostre richieste ma soprattuto, nel corso della stagione, ad adattarsi anche ad altri sistemi. Penso che questa sia stata la nostra arma in più: la capacità di giocare in base alle caratteristiche dell’avversario che avremmo dovuto incontrare.

La rosa a tua disposizione in quest’annata era davvero di grande qualità. Che futuro immagini per questo gruppo?

È vero, la rosa era molto competitiva e ha dimostrato sul campo di poter star lassù. In ottica futura vedo un molto gruppo coeso, al quale andranno aggiunti pochissimi elementi per perfezionarlo. Il grosso del lavoro è stato fatto l’anno scorso, con tante novità, tutte validissime e che hanno dimostrato di avere grandi qualità. Sottolineo ancora una volta che la fortuna di questo gruppo é stata la coesione globale, anche di chi ha giocato meno. E sono convinto che la fortuna per un tecnico dipenda proprio dai ragazzi che giocano di meno, i quali sono in grado di creare l’alchimia giusta.

Infine, un tuo desiderio sia per l’immediato sia per il futuro.

Il mio desiderio nell’immediato é riprendere il più in fretta possibile, purché si possa fare, una passione per uno sport che ho praticato prima da giocatore e poi come allenatore. La mia speranza è quella di proseguire il lavoro con lo stesso gruppo, visto che è stato interrotto in maniera così brusca. Questa, però, sarà una valutazione che farà la società. Nel lungo periodo il mio obiettivo rimane quello di poter trasformare questa passione in un lavoro vero e proprio. Però, solo il tempo e la fortuna lo decideranno.


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