27 Settembre 2020 - 03:33:07
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Villa Under 15: #acasadi Marcello Manini, un veterano dei campionati regionali

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Il Villa, nella stagione appena conclusa, ha raggiunto la salvezza posizionandosi al decimo posto, appena fuori dalla zona playout. La squadra di capitan Minelli, vero trascinatore del gruppo, ha alternato buone prestazioni ad altre meno convincenti, tuttavia l’allenatore Marcello Manini rimane soddisfatto del lavoro svolto dai ragazzi e valuta positivamente i risultati ottenuti. Il tecnico bianconero ora è pronto a fare un passo in avanti e, dopo solo un anno al Villa, è pronto ad abbracciare i colori arancioblù dell’Atletico Alcione. Nel futuro di Manini ci saranno ancora gli under 15 regionali, una categoria a lui molto conosciuta viste le recenti esperienze, l’ultima quella sulla panchina bianconera.

Come stai? Come hai trascorso questo periodo?
Sono stato bene fortunatamente, all’inizio è stata dura poi col tempo mi sono abituato a questa situazione. Sono rimasto a casa con la mia famiglia e con mio figlio di 6 anni. Diciamo che mi ha tenuto abbastanza impegnato. Calcisticamente parlando mi sono preparato, ho consultato alcuni colleghi per tenermi comunque in costante aggiornamento.

Cosa pensi riguardo la situazione generale che stiamo vivendo?
Penso che usciremo più forti, soprattutto le regioni più colpite. Parlo soprattutto per quanto riguarda l’ambito lavorativo. Dal punto di vista sociale invece, anche confrontandomi con i ragazzi, credo che abbiano voglia di uscire, di riabbracciarsi, di trascorrere il loro tempo libero facendo sport.

E dal punto di vista calcistico? Di recente è arrivata l’ufficialità della ripartenza della Serie A…
All’inizio ero molto timoroso, pensavo come tanti che fosse giusto sospendere tutto a dispetto dell’enorme quantità di soldi che ruota attorno a questo mondo, soprattutto per la situazione grave in cui ci trovavamo qualche mese fa. Allo stesso modo, ora credo sia giusto ripartire come stanno facendo tutti i settori dell’economia. Abbiamo visto che anche altri paesi hanno ricominciato a giocare e penso che per salvaguardare i diritti degli addetti ai lavori sia giusto ripartire.

Per quanto riguarda i campionati giovanili tutto è ancora appeso a un filo, si va verso un annullamento delle retrocessioni mentre accederà alla promozione solo la prima classificata. Sei d’accordo oppure hai una soluzione alternativa?
Le prime dei regionali e delle provinciali devono essere promosse, mentre l’ultima diciamo che potrebbe anche retrocedere. È anche vero però che così ci troveremo in situazioni ambigue in cui accontenti qualcuno da una parte e svantaggi qualcun altro dall’altra. Non è facile. Si potrebbe anche aumentare il numero di squadre dei gironi regionali o addirittura creare un altro girone in più.

Sei rimasto in contatto con i tuoi ragazzi in questo periodo? Vi siete sentiti?
Ci siamo sentiti sia su WhatsApp che su Skype. Ho un bel rapporto con loro, siamo riusciti a creare un gruppo unito, solido e con dei valori. Durante questa quarantena, per quanto fosse possibile, ho cercato anche di tenerli allenati. C’è chi si allenava nel box sotto casa, chi nel parco vicino e chi nel buon vecchio muretto per affinare la tecnica.
Il pensiero che più continuano a rivolgermi è il fatto che siano stanchi di stare lontano dal calcio, vogliono ricominciare il più presto possibile. Purtroppo loro sono gli ultimi a sapere quando si ricomincerà, ci sono tante voci che bisogna prendere con le pinze.

Come giudichi la stagione della tua squadra fino al momento dell’interruzione? Avevi altre aspettative?
La valuto in maniera molto positiva. Era il mio primo anno al Villa e tra l’altro il mio primo anno di regionali. Ho allenato a Caronno, a Castellanza e il salto da provinciali a regionali l’ho notato nell’intensità della partita. Al momento dell’interruzione eravamo fuori dai playout con una partita in meno rispetto al Bresso che aveva perso nell’anticipo contro l’Ac Leon. Avevamo tutti gli altri scontri diretti in casa quindi penso che la salvezza sarebbe stata alla nostra portata.

Domenica 23 febbraio avreste dovuto giocare contro il Manara. Ricordo che all’andata avete perso 2-0 subendo entrambi i gol nel finale ma la prestazione che avete offerto è stata eccellente contro una delle squadre più attrezzate in campionato. Quanto ti sarebbe piaciuto prenderti una rivincita?
Tantissimo, veramente! Loro sono una squadra molto fisica, ci hanno messo in difficoltà soprattutto su quell’aspetto. All’andata abbiamo sbagliato un gol clamoroso a fine primo tempo e l’abbiamo pagato nella ripresa. Un pareggio l’avremmo potuto anche portare a casa. Poi chi lo sa, magari quella mattina di febbraio avremmo potuto prendere 5 reti e uscire dal campo a testa bassa, ma la palla è rotonda e ci avremmo provato più che volentieri.

Pensi che un ritorno a settembre sia pura utopia oppure sei fiducioso nella ripartenza dei campionati?
Penso che dobbiamo valutare questi mesi estivi, parlo soprattutto della Lombardia. Se i risultati e l’indice dei contagi è positivo, forse possiamo tornare ad allenarci già a inizio, metà settembre. Credo che iniziare un campionato tra due o tre mesi sia un sogno, molto lontano dalla mia realtà ma resto fiducioso. Poi c’è chi dice che ci possa essere una eventuale ricaduta del virus a ottobre…

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