23 Giugno 2021

Ausonia Under 16: alla scoperta di Sammarco, il rigorista sulle orme di Ibrahimovic

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Il bomber dell’Ausonia Under 16 Alessandro Sammarco ci ha raccontato delle sue ambizioni, del suo passato all’Enotria e della sua complicata lotta contro un infortunio. Prima dello stop Alessandro era partito benissimo con 3 gol in 3 partite e ottime prestazioni.

Ciao Alessandro, come stai?

Ciao Samuele, io sto bene. Ultimamente ho ricominciato ad allenarmi senza partite o contatto con gli altri. Questa situazione è molto difficile per noi giocatori, soprattutto per un gruppo come il mio che ha lavorato molto sul gioco di squadra. Spero si ritorni presto alla normalità.

Ti sei recentemente trasferito all’Ausonia dopo molti anni passati all’Enotria, come ti trovi con i nuovi compagni e con la nuova società?

Mi sono trovato subito bene, il nostro punto di forza è il gioco di squadra e la grinta che tiriamo fuori durante le partite decisive. Lo abbiamo dimostrato in questo inizio di campionato, in cui abbiamo affrontato squadre importanti come l’Alcione. Nello spogliatoio non c’è tensione, anzi andiamo molto d’accordo.

Sei il migliore marcatore della tua squadra con 3 gol, avete una media realizzativa di 2,7 gol a partita. Quale credi sia il segreto del vostro reparto offensivo?

Il segreto credo sia l’intesa della squadra. Dobbiamo sempre cercare di collaborare e di passarci la palla al momento giusto. Spesso inoltre è difficile mantenere la concentrazione contro dei difensori molto forti. La difesa tende spesso a provocare gli attaccanti per farli innervosire. Per me è importante restare calmi e non reagire alle provocazioni, giocare con grinta ma senza nervosismo. Dobbiamo concentrarci e non lasciare che niente ci distragga.

Hai segnato ben 2 gol su calcio di rigore. Come ti alleni a calciare i rigori e qual è il tuo segreto per rimanere freddo in quei momenti? 

Io prima di ogni partita di allenamento, di solito il venerdì, passo 20 minuti a calciare i rigori, così provo a migliorarmi. Cerco sempre di mantenere la calma nel momento decisivo. Quando ho segnato contro l’Alcione, ad esempio, ho pensato che fosse impossibile che il portiere rimanesse fermo in una partita così importante. Allora ho optato per un tiro centrale ma molto potente, il portiere l’ha toccata con un piede ma il pallone è rimbalzato sulla traversa ed è entrato in porta. Contro l’Enotria invece l’ho leggermente angolato e il portiere si è tuffato dall’altro lato, restando spiazzato.

L’allenatore ha dunque fiducia in te come rigorista? Pensi di continuare a tirarli alla ripresa del campionato?

Sì, sui calci di rigore credo si fidi di me. Io, comunque, voglio allenarmi per tirarli sempre meglio. Sicuramente spero di continuare a calciarli e di segnare ancora tanti gol così.

Ho visto che tiri bene sia con il piede destro che con il sinistro. Quanto pensi sia importante per un attaccante saper usare entrambi i piedi?

Sì, uso spesso il mio piede debole ma non sono ovviamente bravo a tirare di sinistro come un mancino. Credo che sia importantissimo per un attaccante saper usare entrambi i piedi perché ti permette di tirare davvero da ogni posizione. Io cerco di allenare sempre il sinistro, e quando riesco lo uso in partita.

Quali sono i tuoi punti deboli e i tuoi punti di forza? C’è qualcosa in cui potresti migliorare?

Sono molto bravo nel giocare di squadra e nel trovare le soluzioni per fare gol. Devo migliorare però dal punto di vista mentale e psicologico. Devo riuscire a rimanere concentrato e a non perdermi durante le partite. Devo lavorare sul mio carattere per esprimere al meglio le mie potenzialità.

Quale giocatore professionista è secondo te un attaccante completo? Quali caratteristiche sono fondamentali?

Secondo me un attaccante completo è Ibrahimovic. Lui da solo riesce a guidare la sua squadra e a portarla alla vittoria. Ammiro poi il suo carattere, lui non si fa innervosire dai difensori avversari, anzi, li stuzzica, dentro il campo si fa rispettare. Ha inoltre una tecnica incredibile e anche molta forza e questo lo rende completo da tutti i punti di vista. Mi ispiro tanto a lui.

Qual è stato il momento più bello della tua carriera?

Il momento più bello finora è stato sicuramente la partita contro la Virtus Bergamo quando ancora giocavo con l’Under 15 all’Enotria. Il nostro allenatore era Ferraioli e riuscimmo a vincere quella partita 2-1. Nonostante fossimo sfavoriti prima dell’inizio della partita, dato che i nostri avversari erano più forti fisicamente, riuscimmo a tenere alto il ritmo e a strappare la vittoria soffrendo fino alla fine. Il gioco di squadra fece la differenza.

Qual è stato invece il momento più brutto? Ce lo racconteresti?

Il momento più brutto è stato il mio infortunio. Devo stare ancora molto attento purtroppo, fortunatamente l’Ausonia e il mister Di Benedetto mi aiutano e mi sostengono. Ho avuto dei problemi sia all’adduttore destro che all’adduttore sinistro, spero di lasciarmi tutto alle spalle al più presto.

C’è qualche rituale pre-partita che ti porta fortuna?

Prima facevo sempre due saltelli prima di entrare in campo ed entravo sempre con lo stesso piede. Ora sono cambiato e preferisco andare a salutare tutti i miei compagni di squadra per incoraggiarli e per aumentare la grinta.

Dopo questo stop quali sono i tuoi obiettivi? Quali sono invece gli obiettivi della tua squadra?

Il mio obiettivo rimane senza dubbio quello di diventare un giocatore professionista. So che è quello che tutti i giocatori della mia età sognano, ma è questo che voglio e sono pronto a lavorare duramente per riuscirci. Per quanto riguarda la squadra siamo molto ambiziosi e credo che il nostro obiettivo sarà fare di tutto per vincere il campionato. Abbiamo dimostrato con i primi risultati di esserne all’altezza. Vorremmo riconfermarci e continuare così.


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