12 Luglio 2020 - 12:00:18

Castellanzese Under 16: alla scoperta di Alessio Cesaro, giovane stella della Cantera neroverde

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Torniamo in casa Castellanzese Under 16 per conoscere da vicino Alessio Cesaro. Capitano e leader tecnico del centrocampo, il giovane neroverde si è raccontato tra sogni ed ambizioni per il futuro.

Ciao, tutto bene? Come hai passato questi mesi? Come ti sei tenuto impegnato?
Ciao! Sisi tutto bene grazie. Ho passato questi mesi in casa, un po’ come tutti, assieme alla mia famiglia. Con loro ho anche rafforzato il rapporto vista la situazione d’emergenza.

Domanda secca: ti manca il campo? Qual è l’aspetto del quale senti più mancanza?
Sì, ovviamente il calcio manca tantissimo. Devo dire che più di tutto mi manca vivere lo spogliatoio assieme ai miei compagni e la tensione prima di una partita.

Ti senti spesso con i tuoi compagni? Avete promosso particolari iniziative per restare connessi?
Con i miei compagni mi scrivo spesso, soprattutto 4 o 5. In occasione di Pasqua abbiamo fatto una video chiamata tutti insieme ed è stato molto bello, soprattutto per aver avuto la possibilità di rivedere sia i compagni che i mister.

Considerando la situazione attuale, saresti favorevole a tornare ad allenarti? E riguardo una ripresa a settembre qual è la tua idea?
Seppur con le dovute precauzioni, sarei assolutamente favorevole ad un rientro in campo sia ora che ovviamente a settembre.

Che rapporto hai con il calcio?
Il rapporto che lega me al calcio è un qualcosa riassumibile con una semplice parola: passione. Mi piace tanto giocare ma anche vedere il calcio.

A quando risale il tuo primo ricordo di questo sport?
Il primo ricordo che mi porto dietro risale ai tempi dell’oratorio di Rescaldina. Ricordo che ci andavo con i miei amici a giocare.

La tua stagione è stata condita da parecchie ottime prestazioni: te l’aspettavi? Come giudichi la tua annata?
Sinceramente non mi aspettavo una stagione di questo tipo, sia per me che per la squadra. E’ stata una bellissima annata, anche molto intensa, fatta ovviamente sia da momenti belli che da momenti più brutti. C’è da dire che i momenti negativi, sia io che come collettivo, li abbiamo sempre superati alla grande.

Eri colonna portante del centrocampo della Caste: cosa significa per te vestire questa maglia? Che rapporto c’è nello spogliatoio?
Per me vestire questa maglia è un vero onore, considerando anche che l’hanno vestite anche mio padre e mio fratello. Sto cercando di dare davvero il massimo per la Castellanzese. Nello spogliatoio c’è un rapporto di rispetto tra tutti i componenti, ma soprattutto non c’è alcun tipo di invidia o egoismo.

Fammi l’identikit di Alessio Cesaro. Punti di forza, punti deboli e caratteristiche.
Le mie caratteristiche principali penso siano la grinta e la determinazione, mentre il punto di forza sia la voglia di giocare e di dare sempre il massimo. Il mio punto debole credo sia dovuto al fatto che prendo un po’ troppi cartellini gialli.

In quale ruolo pensi di rendere al meglio? Ne hai cambiati molti nel corso degli anni?
Penso di rendere al meglio davanti alla difesa. Non ho cambiato molti ruoli, a parte quando ho fatto da piccolo il portiere. E’ stata una parentesi fino alla quinta elementare.

Hai un idolo o un giocatore a cui ti ispiri?
Mi piace molto Bennacer del Milan perché mi rispecchio molto in lui. In generale però non ho alcun idolo.

Raccontami il ricordo più bello della tua carriera da calciatore.
Il ricordo più bello risale alla passata stagione. Abbiamo vinto le finali provinciali conquistando anche un posto nei regionali per i 2005.

Hai un sogno nel cassetto?
Il sogno è quello di poter esordire e diventare un punto fisso nella prima squadra della Castellanzese.

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