25 Settembre 2020 - 13:12:22
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Enotria Under 16: alla scoperta di Andrea Saracino, giovane rossoblù dal mancino fatato sulle orme di Messi

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Sbarchiamo quest’oggi in casa Enotria per conoscere meglio Andrea Saracino. Il giovane attaccante rossoblù è stato autore di una stagione formidabile, impreziosita da sedici gol che hanno permesso all’Enotria Under 16 di prendersi, prima dello stop, il primo posto del girone.

Ciao Andrea, come hai passato questi mesi? Come ti sei tenuto impegnato?
Ciao, in questi mesi di quarantena, come penso tutti quanti, non ho fatto granché: passavo le giornata a giocare alla playstation con i miei amici e fare video chiamate con la fidanzata; poi ovviamente ogni tanto facevo un po di esercizio giusto per tenere in movimento le gambe. Quando si è potuto iniziare ad uscire liberamente, ovviamente con le precauzioni, sul gruppo WhatsApp della squadra i mister hanno iniziato a mandare un programma di allenamento per tutta la settimana da seguire per iniziare a riprendere la condizione fisica.

Ti manca il calcio? Qual è l’aspetto di questo sport che ti manca di più?
A chi non manca il calcio? Mi mancano sia le partite di Serie A ma soprattutto quello giocato con i compagni. Si è passato infatti dal vedersi praticamente tutti i gironi al non vedersi da quasi 3 mesi: mi mancano soprattutto gli allenamenti durante la settimana, i quali secondo me sono parte fondamentale sia per la squadra a livello calcistico ma soprattutto a livello umano. Vedendosi tutti i giorni si crea di giorno in giorno un rapporto con il gruppo sempre più forte. Sicuramente quando ci sarà la possibilità di vedersi tutti di nuovo sarà molto bello.

Come credi sia andata la vostra stagione fin quando si è potuti scendere in campo?
La stagione di quest’anno è andata sicuramente bene. Nonostante i nostri pregi e difetti, siamo comunque riusciti a rimanere costanti in quasi tutte le partite, dimostrando soprattutto di saper giocare un bel calcio: molti allenatori avversari infatti ci hanno fatto i complimenti al termine delle partite. Mi ha fatto sempre grande piacere ricevere questa notizia dal nostro mister una volta entrati in spogliatoio.

Passiamo invece alla tua annata da singolo: com’è andata?
Passando alle mie prestazioni durante la stagione, credo che tutto sommato abbia fatto bene sia a livello personale, ovvero per la quantità di gol e assist, sia a livello di squadra che come collettivo. Ho aiutato spesso i compagni quando ce n’era bisogno, magari facendo una corsa in più per il compagno stanco. Io sono comunque contento della stagione in generale perché giocare a calcio è sempre bello. Dopodiché, poi se ci aggiungi le vittorie e un gruppo di amici che vince con te, ovviamente diventa ancora molto più bello.

Qual è stato il momento più bello di quest’anno?
In realtà non ce n’è stato solamente uno. Per me ogni singolo momento è bello: dalla battuta di un tuo compagno, al gol all’ultimo minuto; oppure quell’allenamento dove ti sei divertito tantissimo. In generale ci sono tanti momenti belli che caratterizzano una stagione, però se dovessi sceglierne uno uno probabilmente direi questo. Inaspettatamente, alla prima partita del girone di ritorno, il mister mi chiamò fuori dallo spogliatoio dicendomi che quel giorno sarei stato capitano grazie al mio impegno: questo mi rese molto contento.

Che gruppo siete voi 2004 dell’Enotria? Siete molto legati?
Devo dire che siamo un gran bel gruppo. Abbiamo un bel rapporto, tutti ci vogliamo bene e sono risate assicurate ogni allenamento. Per fortuna abbiamo legato fin dai primissimi allenamenti e abbiamo creato un legame sempre più forte.

Hai sempre fatto l’attaccante? Ti piace come ruolo?
Sì, ho sempre fatto la punta centrale oppure la punta esterna, dipende poi dal modulo con cui si gioca. Mi è sempre piaciuto farlo perché durante ogni partita, quando sento il fischio d’inizio, ho come obbiettivo principale il gol: che esso sia sia di piede o di testa non è importante, basta farlo per aiutarci a raggiungere la vittoria. Questa è davvero una sensazione bellissima che mi porta ogni giorno a cercare di migliorarmi sempre di più.

Facciamo l’identikit di Saracino. Che giocatore sei? Quali sono le tue caratteristiche?
Sono un giocatore agile e veloce, ma allo stesso tempo uno che fa a sportellate e che ha sempre voglia di far gol. Sono mancino ma ho migliorato tanto anche l’utilizzo del piede destro. Credo di essere molto abile nel dribbling e preciso nel servire i compagni con assist e passaggi.

Qual è il ricordo più bello della tua carriera da calciatore?
Il ricordo più bello è rappresentato da quelle partite in cui ho segnato il gol vittoria negli ultimi minuti di gioco. E’ un’emozione davvero indescrivibile: urli tantissimo, hai il cuore che ti batte a mille ed è un momento strepitoso.

Hai un idolo o un giocatore al quale ti ispiri?
Mi ispiro a l giocatore, a mio avviso, migliore al mondo: Lionel Messi.

Hai un sogno nel cassetto?
Come prima cosa il mio sogno è riuscire a diventare un calciatore professionista e giocare in una grande squadra. Il sogno più grande sarebbe invece riuscire a vincere la Champions League.

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