20 Ottobre 2020 - 22:19:55
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Lainatese Under 16: intervista a Vincenzo Bilotti, tecnico dei classe 2004 biancorossi

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Prosegue in casa Lainatese Under 16 il viaggio per la Lombardia delle squadre classe 2004. Quest’oggi facciamo visita a Vincenzo Bilotti, condottiero dell’Under 16 rossoblù.

Ciao mister! Tutto bene? Come hai passato questi mesi?
Ciao, tutto bene grazie. In questo periodo particolare per il mio lavoro sono stato molto impegnato, dunque sono stati momenti molto intensi.

Ti manca il campo? Senti spesso i tuoi ragazzi?
Certamente il campo mi manca davvero tanto. Riguardo i miei ragazzi, li sento abbastanza poco anche perché sono impegnati con la didattica a distanza.

Ancora non si sa come far finire questi campionati: qual è la tua opinione a riguardo?
Purtroppo questa pandemia ha preso tutti alla sprovvista. L’unica cosa che spero è che chi di dovere possa prendere un decisione risolutiva, anche se non si potrà ovviamente accontentare tutti.

Saresti pronto a tornare in campo a settembre? In che condizioni?
Certo! Tornerei in campo anche domani, ovviamente con le giuste precauzioni e rispettando i protocolli che verranno imposti.

Passando alla vostra stagione, come la giudichi fino allo stop? Eravate in linea con gli obiettivi?
Nonostante abbiamo avuto, come normale che sia, alcuni alti e bassi, eravamo in linea con i nostri obiettivi, ovvero raggiungere la salvezza senza passare dai playout.

Qual è stato a tuo avviso il momento migliore e quello peggiore della vostra annata?
Il momento peggiore è sicuramente coinciso con la fine del girone d’andata dove abbiamo subito ben cinque sconfitte consecutive. Il momento migliore invece credo sia stato proprio l’inizio del girone di ritorno, quando siamo riusciti a battere numerose squadre davanti a noi in classifica.

Cosa ne pensi del gruppo dei 2004? Ha del potenziale?
Il mio gruppo devo dire che è migliorato davvero molto con il passare del tempo. Credo che come collettivo ci sia un buon potenziale, così come è presente qualche individualità interessante.

Qual è la tua tua filosofia di calcio? Ti rispecchi in qualche filosofia di allenatori famosi?
Mi definisco un allenatore vecchio stampo: preferisco infatti le squadre che, oltre ad avere l’abilità tecnica, siano forti caratterialmente. L’allenatore che ho sempre ammirato è Carletto Mazzone.

Hai un sogno nel cassetto?
Certo, vorrei vedere uno dei ragazzi che ho allenato esordire nei campionati professionistici.

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