9 Agosto 2020 - 11:04:34

Rhodense Under 16: intervista a Davide Bellandi, allenatore storico e colonna portante degli orange

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Sbarchiamo in casa Rhodense per conoscere meglio Davide Bellandi, tecnico dell’Under 16 orange. Con l’allenatore della Rhodense Under 16 abbiamo parlato della stagione appena trascorsa e della sua lunga e lungimirante carriera a Rho.

Ciao, tutto bene? Come hai passato questa quarantena?
Ciao Andrea, io sto molto bene grazie. Ho passato questi mesi diviso tra lavoro e famiglia. Nonostante siano stati mesi passati esclusivamente a casa, in compagnia di mia moglie e mia figlia sono stato molto bene.

Ti manca il campo? Hai sentito i tuoi ragazzi in questo periodo?
Il campo manca davvero tanto, ma soprattutto mi mancano i miei ragazzi. Spero di poterli vedere al più presto. In generale ci sentiamo spesso, sia singolarmente che nelle chat di gruppo. C’è però da dire che vedersi al campo è tutta un’altra cosa.

Credi ci siano i presupposti per riprendere a settembre?
A questo punto non lo so davvero, innazitutto credo che la salute vada messa al primo posto. Vedremo quello che accadrà in Serie A: sarà un bel banco di prova.

Regnano ancora incertezze su promozioni e retrocessioni: qual è la tua opinione a riguardo?
Per ora, come dici tu, ancora non è chiaro quello che potrà accadere. Credo che la soluzione che accontenterebbe più o meno tutti sia quella di non permettere retrocessioni, bensì permettere eventualmente le promozioni delle prime in classifica. Staremo a vedere.

Passiamo alla vostra stagione. Eravate in lotta per i playoff: possiamo definirla una buona stagione?
Sì e no. Il gruppo dei 2004 è davvero valido, ma non siamo partiti con il piede giusto. Dopodiché ci siamo messi a pedalare e i risultati sono iniziati ad arrivare. Posso dire con certezza che fino alla fine, se si fosse ancora giocato, ce la saremmo giocata alla pari contro chiunque.

Qual è stato nell’arco dell’annata il vostro momento più bello e quello meno bello?
Sicuramente quello meno bello è stato l’approccio al campionato. Mentre il momento migliore credo sia in concomitanza tra la fine del girone d’andata e l’inizio di quello di ritorno. Abbiamo offerto in quel frangente grandi prestazioni, portando anche a casa diversi punti.

Sei da anni alla Rhodense: che tipo di società è? Che significato hanno per te questi colori?
Prima da calciatore e poi da allenatore, ho sempre vestito la maglia della Rhodense. Questo rapporto credo sia speciale e dura ormai da vent’anni. Ho iniziato da loro nel settore giovanile ai tempi della C1: ogni volta che entro al Cadorna ho i brividi. La Rhodense è una società ricca di storia, molto seria e con dei valori importanti. La dirigenza è sempre più che presente in ogni momento della stagione, permettendo a noi tecnici di svolgere al meglio il compito di formare i nostri ragazzi.

Che tipo di allenatore sei? Qual è la tua filosofia di calcio?
Sono un allenatore molto pretenzioso. Da ogni mio ragazzo cerco sempre di tirare fuori le qualità, il carattere e la disciplina. E, nel caso ci dovesse essere, anche un eventuale talento nascosto. Per ottenere tutto questo credo sia fondamentale il dialogo con ognuno di loro.

Hai un ricordo dei tuoi trascorsi da tecnico a cui tieni particolarmente?
Non ricordo un singolo evento della mia carriera, bensì mi porto dietro tantissime emozioni. Esse mi hanno anche formato, portandomi ad intendere il calcio come lo intendo ora

Hai un sogno nel cassetto?
Il mio sogno è vedere la Rhodense arrivare nei professionisti: è quello il posto che si merita una società come questa. Come si dice da noi: “Fino alla fine forza Rhodense“.

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