9 Agosto 2020 - 10:52:12

Seregno Under 16: alla scoperta di Igor Galimberti, tecnico dei little spartans

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Sbarchiamo in casa Seregno Under 16 per conoscere meglio Igor Galimberti. Il tecnico dei little spartans si è raccontato ai nostri microfoni attraverso una serie di domande su passato, presente e futuro.

Ciao, tutto bene? Come hai passato questi mesi?
Ciao, sì tutto bene grazie. Questi mesi li ho passati in famiglia, essendo costretti in casa. C’è comunque stato il beneficio di poter stare insieme: è stata una grande occasione. Per quanto riguarda il calcio ho avuto occasione di seguire molti aggiornamenti online interessanti che danno sempre qualche spunto.

Ti manca il campo? Senti spesso i tuoi ragazzi?
Mi manca davvero moltissimo. Senza il campo manca sempre qualcosa. Il nostro è un ruolo difficile ma, allo stesso tempo, molto appagante. Gli allenamenti e la partita della domenica sono infatti una grande motivazione. Con i ragazzi ci sente sia via chat che con incontri online. Fa sempre piacere anche solo ‘vedere’ i ragazzi per scambiare quattro chiacchere e fare due risate. Per loro credo che questo particolare periodo credo sia stato ancora più pesante considerato l’età e quindi la loro esuberanza.

Stagione finita, ma ancora non si sa come: qual è la tua idea a riguardo?
Qualsiasi siano le decisioni sarà impossibile accontentare tutti. Ci saranno sicuramente dei malcontenti, ma non si può che accettare le decisioni che verranno prese dalla Federazione in modo sereno. Io personalmente, per quanto riguarda il nostro ambito, cioè i settore giovanili, annullerei completamente i campionati. Stagione senza ”vincitori e vinti”. Sarebbe forse la soluzione migliore.

Credi che si potrà riprendere a settembre? Con che presupposti?
Sinceramente non ho idea in quali condizioni ci troveremo a settembre. Spero solo si possa ricominciare nella maniera più normale possibile. Spero inoltre che possa essere finito questo particolare periodo e che i nostri ragazzi possano tornare a fare quello che amano.

Il girone, soprattutto in vetta, è apparso molto equilibrato: come sarebbe andata a finire?
Si, il nostro un girone molto equilibrato, oltre che difficile e impegnativo. Come sarebbe finita la stagione non lo so, ma la classifica, al momento dell interruzione del campionato, credo rispecchi i valori delle singole squadre. Personalmente sono comunque dispiaciuto perché ci saremmo divertiti molto nel finale di campionato.

Il momento più alto credo coincida con il trionfo casalingo per 3-1 contro la Vis Nova: qual è stato invece il momento più negativo?
Sinceramente non vedo nulla di negativo nella stagione dei miei ragazzi. Loro sono stati davvero fantastici, sia per impegno che per dedizione. Li ho visti lottare in ogni momento della stagione e soprattutto nelle partite per loro più sentite. Quello dei 2004 è un gruppo davvero fantastico.

Cosa significa vestire i colori del Seregno? Che tipo di società hai trovato?
Seregno è una grande piazza, una società storica del nostro territorio. Per me è stato il primo anno, e devo dire che mi sono a trovato a mio agio. Questo sia con le persone che hanno collaborato a stretto contatto con me sul campo e seguendo la squadra, sia con preparatori e dirigenti. Inoltre anche con i responsabili, ovvero tutte persone di calcio, mi sono trovato molto bene nel condividere lo stesso pensiero calcistico.

Passando alla tua carriera, qual è il ricordo che ti porti più a cuore?
Io personalmente sono molto legato al mio passato calcistico, e allenare mi da davvero grosse soddisfazioni. La maggior parte dei esse dono dovute ai rapporti con le persone, soprattutto con i ragazzi. I momenti migliori sono sempre legati a loro.

Hai un sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto non è strettamente personale. Mi piacerebbe davvero si potesse un giorno arrivare ad avere per questi ragazzi delle figure, parlo degli allenatori, più professionali e professionisti possibili. Persone che dedicano davvero tantissimo tempo e passione al calcio. L’allenatore dovrebbe essere un professionista, una figura che si costruisce un percorso e aiuta i ragazzi nella loro crescita. Lo ritengo un ruolo importantissimo. Del resto le società sportive sono delle agenzie educative importanti, dunque avere dei professionisti a disposizione dei ragazzi dovrebbe essere la normalità.

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