14 Luglio 2020 - 00:31:31

Solbiatese Under 16: intervista doppia a Tommaso Minuzzi e Stefano Parisi, coppia di giovani talenti nerazzurri

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Sbarchiamo in casa Solbiatese Under 16 per mettere sotto la nostra lente d’ingrandimento due calciatori. Parliamo di Tommaso Minuzzi e Stefano Parisi, colonne portanti della rosa dei 2004 agli ordini del tecnico Mezzotero.

Ciao, come state? Come avete passato questa quarantena?
Tommaso Minuzzi: «Ciao, tutto bene grazie. Penso di aver passato questi mesi come ogni ragazzo, facendo lezione e allenandomi principalmente».
Stefano Parisi: «Ciao, tutto bene, malgrado il periodo lungo e noioso».

Vi manca il campo? Qual è l’aspetto di questo sport che vi manca di più?
Tommaso Minuzzi: «Ovviamente sì, il campo manca davvero molto. Ciò che mi manca di più sono le partite e l’atmosfera che si vive durante essa, ma in generale mi manca giocare con i miei compagni di squadra».
Stefano Parisi: «L’idea di riabbracciare il campo è sempre stato uno dei miei pensieri in questo periodo e non vedo l’ora davvero di poter incontrare e allenarmi con i compagni di squadra».

Avreste paura di tornare in campo senza un vaccino? Come vedete una possibile ripresa a settembre?
Tommaso Minuzzi: «Se ad un ragazzo della mia età venisse data la possibilità di giocare senza un vaccino, non ci penserebbe nemmeno e giocherebbe dunque più che normalmente. Secondo me si dovrebbe riprendere a settembre tenendo conto delle regole da rispettare, non sarà di certo facile però.».
Stefano Parisi: «Sinceramente non penso che un vaccino possa risolvere il tutto. Secondo me si dovrebbe riprendere a settembre con la stagione regolare, tenendo conto però delle regole da seguire in campo e fuori, così come si farà nei massimi campionati».

Passiamo alla stagione appena trascorsa. Come giudicate la vostra annata? Eravate in linea con gli obiettivi?
Tommaso Minuzzi: «Penso che questa annata per noi sia stata abbastanza positiva, nonostante ovviamente degli alti e bassi. Fino a prima dello stop eravamo in linea con i nostri obiettivi, ma di sicuro avremmo potuto fare ancora meglio migliorando sempre di più».
Stefano Parisi: «La nostra annata è stata un’altalena di emozioni: alcune molto positive, altre molto negative. Nonostante ciò nell’ultimo periodo ci eravamo rimessi nelle posizioni a cui avevamo puntato all’inizio della stagione e stavamo facendo punti molto importanti».

Parlando invece della vostra stagione personale, come credete sia andata?
Tommaso Minuzzi: «A livello personale credo che sia prima che dopo l’infortunio alla schiena sia stata una buona stagione. Fortunatamente non sono uno che si accontenta facilmente, bensì punto sempre a fare di più e a migliorarmi. Grazie al mio impegno sono arrivate anche delle piccole soddisfazioni e di questo ne sono molto contento».
Stefano Parisi: «Questa stagione è stata una delle più belle della mia carriera perché ho raggiunto tanti piccoli obiettivi e sono migliorato sotto tanti aspetti, perciò la reputo come una buona stagione».

Qual è stato secondo voi il momento più bello e quello meno bello della stagione?
Tommaso Minuzzi: «Il momento più bello sono stati gli allenamenti e l’esordio in Juniores: un’esperienza grazie alla quale sono migliorato soprattutto mentalmente. Sono stato fortunato ad aver conosciuto ragazzi e allenatori che mi hanno aiutato davvero tanto. Il momento più brutto di sicuro l’infortunio e anche le sconfitte con Varesina e Seguro. Nonostante gli “zero” in queste due occasioni, quei momenti ci hanno aiutato perché ci hanno fatto cambiare mentalità».
Stefano Parisi: «Sicuramente il momento più bello è stato il debutto in Juniores dove sono migliorato tanto, soprattutto mentalmente. Mentre quello più brutto è stato probabilmente le sconfitte contro la Varesina e contro il Seguro all’andata, ovvero probabilmente le nostre due peggiori partite della stagione».

Avete sempre ricoperto il ruolo attuale? Dove credete di rendere al meglio?
Tommaso Minuzzi: «Da quando giochiamo a undici ho ricoperto diversi ruoli, dal terzino alla punta. Mi piace giocare in diverse posizioni, penso però di rendere al meglio come trequartista o esterno alto a sinistra.».
Stefano Parisi: «Sono sempre stato un difensore centrale e mi è sempre piaciuto il esserlo. Mi trovo bene sia a giocare a destra che a sinistra nei due posti da centrale».

Fatemi il vostro identikit come calciatori: punti di forza, caratteristiche ed eventuali punti in cui si può migliorare.
Tommaso Minuzzi: «I miei punti di forza sono la tecnica e la personalità. Inoltre penso di riuscire a stare bene in campo. Di certo ho però anche molti difetti. Non mi piace parlare di me stesso, preferisco far parlare il campo e di conseguenza le persone che mi vedono».
Stefano Parisi: «I miei punti di forza sono il senso della posizione, il tempismo, marcatura e comunicare in campo. Dopodiché mi piace anche impostare dal basso. Ciò su cui potrei migliorare di più è il colpo di testa, lo stacco aereo, il piede debole, lo scatto e ovviamente anche in tutto il resto».

Avete un ricordo che vi portate a cuore nella vostra carriera?
Tommaso Minuzzi: «Ci sono molti ricordi che porto nel cuore, ad esempio il torneo che abbiamo vinto a Barcellona o l’esordio in Juniores. In generale ogni piccola cosa, che sia bella o brutta, la porto nel cuore».
Stefano Parisi: «Mi ricorderò per sempre il mio primo allenamento a calcio a 5 anni e da lì ho intrapreso questa strada.».

Avete un idolo o un giocatore al quale vi ispirate?
Tommaso Minuzzi: «Il mio idolo e giocatore a cui mi ispiro è di certo Lionel Messi. Mi piace ogni aspetto di lui: non esistono parole per descriverlo. ».
Stefano Parisi: «Per il ruolo e le caratteristiche, Sergio Ramos e Maldini sono indubbiamente due giocatori che ammiro: abili a difendere e bravi tecnicamente con il pallone fra i piedi».

Avete un sogno nel cassetto?
Tommaso Minuzzi: «Il mio sogno principale è giocare con una squadra professionistica e in nazionale. Per ora però penso a migliorarmi e a giocare bene, poi con l’impegno sono certo che i risultati arriveranno».
Stefano Parisi: «Il mio obiettivo principale è quello di debuttare tra i professionisti per poi fare strada e a puntare a livelli ancora più alti. Puntando ancor più in alto, vorrei tanto arrivare a vestire la maglia della Nazionale».

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