23 Giugno 2021

Villa Valle Under 16: Andrea Terzi a tutto tondo dalla vittoria dello scudetto all’esperienza tra i giallorossi

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Andrea Terzi, allenatore del Villa Valle Under 16 racconta la lotta contro gli infortuni, la delusione dello stop e la sua storica vittoria del campionato nazionale con l’Olginatese.

Ciao Andrea, come stai?

Ciao Samuele, in questo periodo si soffre un po’. Eravamo ripartiti con entusiasmo, voglia e speravamo di andare avanti. Sapevo che ci sarebbero state difficoltà nel ripartire, ma non pensavo che ci saremmo fermati così presto. Siamo fermi da metà ottobre, sono già tre settimane di stop. Avevamo iniziato con entusiasmo e non è stato facile; quando abbiamo comunicato ai ragazzi la notizia, ho visto molte facce deluse. Spero si possa riprendere presto.

Come aveva iniziato il campionato la tua squadra?

Le prime partite di campionato sono state davvero difficili. Siamo una squadra nuova, abbiamo cambiato diversi giocatori e avevamo bisogno di tempo per conoscerci. Abbiamo perso due partite, contro La Virtus CiseranoBergamo, che era molto forte, e contro il Mapello, che invece aveva un vantaggio, poiché era ripartito con lo stesso allenatore. Il campionato regionale è difficile e nessuna squadra regala punti. Ogni partita è una storia a sé, i punti bisogna sudarseli. Nonostante le due sconfitte, i ragazzi avevano mostrato dei segni di miglioramento ed eravamo riusciti a vincere contro la Concorezzese. In quel caso non abbiamo fatto una partita eccezionale, ma siamo stati bravi nella lettura dei vari momenti dell’incontro.

Cosa vorresti che migliorasse nella vostra squadra dopo lo stop?

Spero innanzitutto che gli infortunati si riprendano. Siamo partiti con soli 14 giocatori ed è stato davvero difficile. Abbiamo infatti avuto quattro sfortunati infortuni: uno dei ragazzi infortunati, che aveva avuto una distorsione alla caviglia, si è sacrificato e ha giocato lo stesso. Spero di recuperare gli altri tre, anche se uno di loro ha avuto un problema al crociato e non credo che possa tornare prima di marzo. Anche gli altri due ragazzi hanno risentito di problemi dovuti a traumi e non ad affaticamento muscolare. Credo dunque che il problema non sia stato la preparazione. Abbiamo fatto degli ottimi allenamenti, i ragazzi si sono applicati molto per soddisfare le mie richieste. Spero di ripartire allo stesso modo, ma con un mese e mezzo di lavoro assimilato. Sicuramente ripasseremo e spolvereremo ciò che avevamo iniziato. Ci siamo però conosciuti, abbiamo studiato dei principi di gioco e ripartiremo con maggior consapevolezza.

Quali sono gli obiettivi della squadra e della società?

Gli obiettivi dipenderanno da come riprenderà il campionato. Se si giocherà solo il girone d’andata, diventeranno soltanto 12 partite e sarà importante fare punti. Il nostro obiettivo rimane sempre e comunque quello di far crescere i ragazzi e di portare qualcuno in prima squadra. Giocando però un calcio agonistico, è chiaro che contano i risultati. Giocheremo un campionato difficile in cui ci saranno quattro retrocessioni dirette e due squadre che disputeranno i playout. Alla ripresa, mi auguro di avere 18 giocatori e più scelte. Avevamo anche pensato di integrare qualcuno a dicembre nella squadra per sopperire alle mancanze, ma questo stop forse consentirà di recuperare chi è stato indisponibile. Se il 2021 sarà un anno più fortunato, potremo fare grandi cose.

Hai vinto con l’Olginatese il campionato nazionale under 17 dilettanti. Ci racconteresti il 4-0 contro il Calcio Sicilia, la partita che decise la vittoria del titolo?

Sì, quell’anno fu entusiasmante. I ragazzi erano un gruppo fenomenale. Abbiamo ottenuto la vittoria perché ci abbiamo creduto fortemente. Avevano una mentalità pazzesca, volevamo arrivare fino in fondo e ci siamo riusciti, con sacrifici. La partita a San Marino della finale è stata una partita in cui ci siamo sentiti imbattibili. La squadra aveva acquisito consapevolezza e fiducia ed era stata aiutata in questo dai risultati. Siamo riusciti ad arrivare a quella finale con serenità. Osservavo il riscaldamento degli avversari che erano molto concentrati, fin troppo. Noi invece abbiamo preservato la tranquillità mentale che ci ha consentito di vincere. Siamo passati in vantaggio dopo 30 secondi e questo ci ha fatto vivere la gara diversamente. Loro hanno speso molto nel primo tempo per recuperare, si sono stancati e nel secondo tempo abbiamo fatto 3 gol in 10 minuti. Siamo stati maturi nel riconoscere i momenti: abbiamo capito bene quando accelerare e quando gestirla. Siamo stati bravi nel soffrire senza mai scomporci. Abbiamo giocato gli ultimi 30 minuti praticamente con vittoria in tasca, e infine è finita 4-0. Il segreto di quella squadra era l’unità di intenti; eravamo una squadra serena e compatta.

Oltre all’emozionante finale, quali altre partite di quell’annata sono state per te memorabili?

Una partita memorabile fu sicuramente, a livello regionale, la vittoria contro l’Alcione ai calci di rigore. Oltre a quella ricordo anche un 4-2 in casa della Vitus CiseranoBergamo. Queste partite hanno aumentato la nostra fiducia a dismisura e ci hanno permesso di giocare meglio successivamente.

C’è un allenatore che è stato per te un mentore, una guida?

Sì, io ho iniziato come vice-allenatore alle Juniores della Fiorente Grassobbio, per me lì cominciava un percorso nuovo. Conobbi l’allenatore Romano Zanchi che fu il mio primo punto di riferimento. Parlo di dodici anni fa, quando ancora andava molto di moda il guardiolismo. Molti allenatori restavano ancorati al metodo italiano, Zanchi invece era proiettato verso una filosofia diversa, vicina a quella di Guardiola. Aveva una visione moderna del calcio e mi insegnò molto. Mi portò a vedere il calcio con degli occhi diversi.

Oltre a Guardiola, ci sono degli altri allenatori professionisti a cui ti ispiri?

Guardiola è stato per me un maestro, proponeva un calcio unico e irripetibile. In questo momento, invece, è impossibile non imitare Gasperini. Fa un calcio diverso. Tanti allenatori cominciano adesso a prendere spunto dall’Atalanta. Ha principi di gioco moderni ed europei. Io, da tifoso della Dea, ho guardato tutte le partite e prima della chiusura andavo sempre allo stadio. Ho avuto modo di studiare da vicino come Gasperini guida in campo la sua squadra.

Usi anche tu la difesa a 3 come Gasperini?

Gasperini usa il 3-4-1-2. Io cerco di essere più flessibile, lui invece è un integralista. Io cerco di adattarmi alle varie situazioni e non mi fossilizzo su un unico modulo. Sono partito quest’anno con il 3-4-1-2, ma mi oriento sempre in base ai giocatori che ho a disposizione. La maggior parte delle squadre oggi gioca con la difesa a 3, prima invece questo era visto come un’eresia. Lo stesso Gasperini non fu apprezzato e fu esonerato all’Inter. L’Inter stesso, tuttavia, utilizza oggi la difesa a 3 con Antonio Conte, è diventata quasi una moda. Secondo me, comunque, i moduli sono relativi, ciò che conta è valorizzare i punti forti di propri giocatori.


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