18 Giugno 2021

Accademia Nibionno Under 17, un piccolo De Jong che gioca con i grandi: l’intervista a Giosuè Ferrario

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Continua l’attesa, con le sue speranze e le sue paure, e tra addetti ai lavori e calciatori la voglia di calcare il rettangolo di gioco si fa sempre più grande, soprattutto tra i giovani, che senza dare calci al pallone proprio non sanno stare. Giosuè Ferrario, classe 2004 e capitano dell’Accademia Calcio Nibionno per l’Under 17 che gioca nei Regionali, è sicuramente tra questi: «A tutta la squadra mancano le gli allenamenti, dato che erano 4 a settimana, ma soprattutto l’adrenalina della partita della domenica». Giosuè, come racconta, è al suo secondo anno con la squadra lecchese: «Prima giocavo nell’Accademia Calcio Como, e poi il nostro gruppo è stato diviso tra diverse società: chi all’Inter, chi all’Atalanta, chi in altre società lombarde. Mi si è presentata poi l’occasione di entrare qui all’Accademia Nibionno, ed ho accettato». Un passaggio che è coinciso poi in un avanzamento nel suo ruolo: «All’inizio venivo schierato come difensore centrale, ma dopo poco sono stato avanzato dal mio tecnico, De Pascalis, alla posizione di centrocampista centrale. È un ruolo in cui mi trovo a mio agio: mi piace prendere palla da dietro per impostare l’azione. Un mio punto di riferimento? De Jong, del Barcellona, anche se mi rivedo anche in alcuni stopper del passato».

Giosuè Ferrario
Giosuè Ferrario

Giosuè poi si sofferma sulla stagione fin qui disputata, con la sua Accademia Nibionno che era in piena lotta per non retrocedere nel Girone B: «Sul piano del gioco ci siamo, ma i risultati potrebbero essere migliori. Dobbiamo imparare a gestire meglio gli ultimi minuti del match, soprattutto i calci piazzati: senza i cali di tensione che abbiamo avuto, potremmo tranquillamente essere in zona playoff». Ma il pensiero, per il capitano, è già al rientro: «Non vediamo l’ora: dovremmo solo recuperare un po’ di condizione e di tono muscolare. Sul piano della mentalità non vedo problemi: abbiamo tutti voglia di tornare a giocare a pallone».

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