23 Giugno 2021

AlbinoGandino Under 17: intervista doppia a Maffeis e Cambiaghi, guardiani di ferro della porta dei bergamaschi

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L’AlbinoGandino è una delle grandi rivelazioni di questo inizio stagione; la sua formazione, bilanciata e con un piglio offensivo, è infatti riuscita a conquistare già 10 punti nelle prime quattro gare. Ciò che più colpisce, in questo importante avvio, è la straordinaria solidità della difesa dei bergamaschi, che ancora non ha subito nessuna rete. Tra i responsabili di questo notevole risultato, oltre all’intelligenza tattica del tecnico, ci sono certamente le belle prestazioni offerte da Lorenzo Maffeis e Cristiano Cambiaghi, i due portieri della squadra.

Da quanto tempo giochi a calcio?

Cambiaghi: «Gioco a calcio da quando ho 6 anni».

Maffeis: «Gioco a calcio da 12 anni. Ho iniziato dalla scuola calcio di Gazzaniga».

Come e perché hai scelto il ruolo di portiere?

Cambiaghi: «In realtà tutto è nato per caso. Ero a scuola calcio quando il nostro allenatore mi chiese se volessi provare ad andare in porta. Dopo cinque minuti provai a parare un tiro in tuffo, fu una bellissima sensazione. Da lì cominciai ad innamorarmi di questo ruolo».

Maffeis: «Nei primi anni in cui ho iniziato questo sport non avevo idea de ruolo che avrei praticato. Poi però, grazie anche ad una convincente spinta di mio padre – anche lui praticante il ruolo di portiere- ho deciso che il mio posto sarebbe stato tra i pali».

C’è un portiere che hai scelto come modello, a cui ti ispiri?

Cambiaghi: «Il mio idolo è senza dubbio Samir Handanovic. Ma un altro professionista a cui mi ispiro è il terzo portiere del Monza: Daniele Sommariva. Lo ammiro molto per la sua voglia di fare, per quel che sa dare alla squadra durante la partita e per la sua capacità di rispondere nel migliore dei modi quando viene chiamato in causa».

Maffeis: «Essendo juventino il mio grande esempio è Buffon. Molto spesso accendo il telefono e guardo video di sue grandi parate, pensando che devo dare il meglio per poter un giorno diventare come lui».

Quali sono le tue principali qualità? Quali gli aspetti su cui vorresti migliorarti?

Cambiaghi: «Forse la mia qualità principale sono i riflessi. In merito alle mie mancanze, dovrei personalmente lavorare sulla spinta, sia nelle uscite che per quel che riguarda il tuffo. Specialmente sul lato debole: il sinistro».

Maffeis: «Per mia fortuna sono abbastanza alto, qualità favorevole per un portiere. In questi anni, grazie ai preparatori delle diverse squadre in cui ho giocato, ho migliorato molto la tecnica, in fondamentali quali ad esempio i riflessi, il metodo di tuffo, la lettura della traiettoria del pallone e altre tecniche importanti. Purtroppo ho ancora molto da imparare sul ruolo del portiere, in particolare in merito alla mentalità da mantenere durante la partita».

Quanto credi che sia determinante il tuo ruolo in una squadra?

Cambiaghi: «In una squadra il portiere è il ruolo forse più importante. Se il difensore viene saltato dall’attaccante c’è sempre il portiere; ma se l’attaccante salta il portiere, allora sì che è finita!».

Maffeis: «Molto, il ruolo del portiere è sia importante che impegnativo, perché, come si sa, nel caso sia un attaccante a fare un errore non viene evidenziato a fine partita, mentre se l’errore è del portiere questo viene ricordato da tutti. Eppure un portiere non può essere perfetto, non credo ne esista uno che non abbia mai fatto una “papera”. Ma, al netto di tutto ciò, credo che questo sia uno dei compiti più belli: salvare la partita con parate eccezionali, far ripartire l’azione con precisione e velocità e seguire l’azione dal fondo del campo, da cui si può avere veramente il quarto generale della partita».

Da quanto tempo giochi con l’AlbinoGandino?

Cambiaghi: «Questa é la mia seconda esperienza all’Albino Gandino in anni separati. La prima è stata 4 anni fa. La seconda, ovviamente, quest’anno».

Maffeis: «Sono entrato in società nel 2017, dopo 7 anni a Gazzaniga, uno alla Vertovese e uno alla Virtus Bergamo. In tutte le società mi sono trovato con ottimi tecnici e preparatori di portieri eccezionali».

Come definiresti il gioco della tua squadra?

Cambiaghi: «In questo poco tempo non siamo ancora riusciti a mostrare per intero il nostro gioco, ma credo che l’espressione: “gioco offensivo” descriva bene quello che facciamo».

Maffeis: «Essendo in un girone regionale siamo molto determinati e grintosi, con voglia di far gol e vincere. Ci sono un’infinità di cose da migliorare, e nonostante questa pandemia ci neghi di giocare allo sport che amiamo, so per certo che in qualche modo riusciremo a uscirne sia migliori che vogliosi di vittorie e soddisfazioni».

Quali sono le ragioni per le quali siete riusciti finora a non subire gol in questo campionato?

Cambiaghi: «Il fatto di non prendere gol quest’anno é principalmente dovuto ad un ottimo centrocampo e una solida difesa».

Maffeis: «Di certo il merito non è solo di noi portieri, ma anche della squadra, in particolare dei centrocampisti disponibili nelle situazioni difensive e dei nostri difensori molto solidi. In ogni caso, non si può omettere il fatto che le partite giocate sono ancora poche e che altre difficili sfide e probabili gol subiti ci attendono».

Quali sono le parate più belle e decisive di quest’anno, che vorresti ricordare?

Cambiaghi: «Decisive – lo ammetto – non ne ho ancora fatte; magari Lorenzo sa raccontarvi qualcosa di più».

Maffeis: «Ne ricordo una, in trasferta contro il Castello Città di Cantù. Durante un corner avversario la palla viene messa non in mezzo ma abbastanza corta con una traiettoria di media altezza. L’avversario calcia la palla sul primo palo, ma io, riuscendo a distendermi, la smanaccio fuori dalla porta mettendo al sicuro il pareggio con cui si è chiusa la partita».

Quali sono le ambizioni della tua squadra?

Cambiaghi: «Noi stiamo dando il massimo ogni partita e soprattutto abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. Nonostante il nostro principale obbiettivo fosse la salvezza, a questo punto proviamo a mettere il muso davanti. Sempre stando attenti a ciò che fanno quelli dietro».

Maffeis: «Di certo è quella di vincere il più possibile per poter toglierci soddisfazioni sia personali che di squadra. Ma soprattutto, come dice sempre il nostro allenatore, è importante sia divertirsi che mettere impegno per migliorare se stessi. Come nel gioco anche nella vita».

Quali le tue personali?

Cambiaghi: «Ogni anno che passa guadagnare dal punto di vista dell’esperienza, migliorare giorno dopo giorno e far guadagnare più punti possibile alla mia squadra.

Maffeis: «Di essere una sicurezza per la squadra durante il campionato, per far sì che le partite vengano vinte con i gol dei miei compagni».

Quanto sta pesando questo stop forzato nella tua preparazione? Credi che potrà avere ricadute sulla tua carriera?

Cambiaghi: «Parlare di ricadute sulla mia carriera mi sembra esagerato (sempre che non si prolunghi ancora per molto), ma sicuramente influisce negativamente su quello fatto finora, sia per quanto riguarda me che per quanto riguarda il gruppo squadra».

Maffeis: «Purtroppo molto, l’allenamento tecnico del portiere è diverso da quello di rafforzamento del corpo. Il lavoro di rafforzamento non necessita di molto spazio, dato che può esser praticato con allenamenti fatti in casa. Ma per quello tecnico – e credo di parare a nome di tutti i portieri – c’è bisogno di ampi spazi, cosa che certamente in questo momento ci manca».


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