12 Agosto 2020 - 15:31:57

Alcione Under 17: alla scoperta di Alessandro Latini, giovane talento degli orange

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Sbarchiamo in casa Alcione Under 17 per conoscere meglio Alessandro Latini, giovane centrocampista tuttofare della squadra milanese.

Ciao, tutto bene? Come hai passato questa quarantena? Come ti sei tenuto impegnato?
Ciao, grazie innazitutto per avermi concesso quest’intervista. Io sto bene, il periodo in quarantena non è stato facile, soprattutto perché abbiamo dovuto cambiare le abitudini quotidiane e questo fa effetto. Comunque mi sono tenuto impegnato allenandomi in casa e giocando alla Playstation con i miei amici.

Ti manca il campo? Qual è l’aspetto che ti manca di più?
Il campo mi manca tantissimo, non vedo l’ora di ricominciare. Mi manca tutto, dagli allenamenti all’ansia pre-partita, per poi passare ai veri e propri match e ai momenti in spogliatoio con il gruppo.

Credi che la situazione d’emergenza abbia influito sulla tua formazione sia calcistica che scolastica? Hai seguito lezioni via web?
Questa situazione ha cambiato il mio modo di vivere sia la scuola che lo sport. Ho seguito costantemente delle videolezioni, le quali mi hanno fatto apprezzare maggiormente lo studio. Per quanto riguarda la mia formazione calcistica, se da un punto di vista questi tre mesi hanno penalizzato l’aspetto fisico e tattico, sicuramente hanno migliorato l’aspetto mentale: ho capito quanto sia importante per me questo sport e darò il meglio di me stesso per arrivare al livello più alto a cui posso aspirare.

Avresti paura di tornare a giocare a settembre senza un vaccino? Qual è la tua opinione riguardo la situazione attuale? Giusto non far retrocedere?
Non avrei paura di tornare a giocare senza un vaccino. Sto vedendo che pian piano la situazione sta migliorando in Italia e spero che per la ripresa della prossima stagione si sarà normalizzata la situazione. Per quanto riguarda il discorso retrocessioni è un po’ complicato: proprio ieri, 8 Giugno, la Lega Calcio ha fatto retrocedere alcune squadre di C in D, mentre per quanto riguarda il settore giovanile le retrocessioni sono state annullate, giustamente a mio avviso. Però sono dell’idea che anche tra i grandi ci debba essere quantomeno un discorso playout pure per le ultime in classifica perché mancavano ancora diverse partite e tutto poteva cambiare.

Passiamo alla vostra annata come Alcione. Come credi sia andata? Eravate in linea con gli obiettivi?
Quest’annata è stata positiva tutto sommato. Avevamo un bel gruppo guidato da un ottimo mister che ci ha insegnato a giocare un bel calcio. Siamo stati parecchio sfortunati durante tutta la stagione, tra infortuni e partite “maledette”, e probabilmente non eravamo nella zona di classifica che meritavamo. Seppur eravamo in zona playoff, non eravamo in linea al 100% con i nostri obiettivi stagionali.

È stato il primo anno per l’élite: proposta promossa o bocciata? Che campionato hai trovato?
L’élite è stato un campionato entusiasmante. Ogni giornata era una vera e propria battaglia, con risultati spesso anche molto sorprendenti. Il livello di tutte le squadre era molto alto e lo si può notare dalla classifica, la quale era davvero molto corta. Dal mio punto di vista, questo cambiamento è stato positivo: ho potuto imparare da molti avversari forti che ho sfidato e non ci sono mai state partite che sapevamo di vincere ancora prima di giocare.

Passando alla tua personale stagione, come credi sia andata?
Dal punto di vista personale, penso sia stata una grande stagione. Ho sempre dato il massimo per la squadra e spero di essere stato un buon capitano per i miei compagni. Ho ricevuto poi diverse soddisfazioni: oltre alla varie convocazioni in Rappresentativa Regionale, ho avuto l’onore di ricevere una convocazione per la Rappresentativa Nazionale a dicembre. Quando l’ho saputo, pensavo mio padre stesse scherzando e non ci credevo: è stata un’emozione indescrivibile.

Alcione Under 17, Alessandro Latini in azione
Alessandro Latini in azione

Qual è stato il momento più bello della tua annata e quello meno bello?
Il momento più bello sicuramente la convocazione in Rappresentativa Nazionale, mentre il momento meno bello sono state tutte le sconfitte che abbiamo avuto con Accademia Inter, Masseroni e Pro Sesto.

Che esperienza hai avuto in Rappresentativa? Che gruppo si era creato? Si sarebbe potuto fare bene?
L’esperienze in rappresentativa, sia quest’anno che lo scorso, sono state spettacolari. Ho avuto compagni fortissimi e allenatori ben preparati che mi hanno aiutato molto in campo. Per me è stato un onore rappresentare la mia regione in molte partite. Il gruppo di quest’anno era strabiliante e molto unito. In ogni zona del campo c’era l’imbarazzo della scelta e nel mio ruolo ho avuto la possibilità di confrontarmi con ragazzi fortissimi. Sono sicuro che ci saremmo tolti moltissime soddisfazioni e potevamo puntare al titolo nazionale. Purtroppo tutto questo non si è potuto svolgere, ma è giusto così, la salute prima di tutto.

Alcione Under 17, Alessandro Latini in Rappresentativa Regionale
Alessandro Latini in Rappresentativa Regionale nel Torneo Eusalp del 2019

Cosa significa vestire la maglia dell’Alcione? Cosa significano per te questi colori?
Penso che a parole non riuscirò a spiegare l’onore e la bellezza di indossare questa maglia. Quando sono stato preso dopo un provino tre anni fa ero felicissimo e non stavo più nella pelle di iniziare con questa società. Poi quando mi hanno fatto capitano ad agosto scorso per me è stata una gioia e una soddisfazione indescrivibile. Se mi avessero detto tre anni fa che sarei diventato capitano non ci avrei creduto. Devo un sacco all’Alcione, soprattutto li ringrazio per avermi fatto crescere sia dentro che fuori dal campo. Ne sarò sempre grato.

Fammi il tuo identikit come calciatore: pregi, difetti e caratteristiche che ti contraddistinguono.
Mi ritengo un giocatore tecnico, con anche una buona visione di gioco. In questi anni all’Alcione sono migliorato parecchio anche in fase difensiva, infatti mi capita spesso di rubare parecchi palloni. Penso però che le caratteristiche che mi contraddistinguono siano la determinazione e la voglia di non mollare mai. Ovviamente però ho ancora parecchio da migliorare. Soffro spesso i contrasti aerei e devo migliorare nel tiro dalla distanza che è fondamentale in un mediano.

Qual è il ricordo più bello legato al calcio?
Ne ho parecchi di ricordi belli, ma ne ho scelti due. Il primo riguarda una mia partita a San Siro quando avevo 7 anni. Ai tempi giocavo nell’oratorio del mio paese con i miei amici e mi ricordo che quella partita vincemmo 3-2 con ben tre miei gol: fu una grandissima gioia. Il secondo ricordo è più recente e corrisponde a circa un anno fa: nel giugno 2019 sono stato selezionato dalla Rappresentativa Regionale per il torneo internazionale Eusalp in Trentino Alto Adige, torneo che successivamente ci siamo portati a casa.

Hai un idolo o un giocatore a cui ti ispiri?
Essendo centrocampista i miei idoli sono abbastanza banali. Parliamo infatti di Pirlo e Iniesta, due tra i centrocampisti più forti di sempre, a cui mi ispiro molto.

Hai un sogno per il tuo futuro?
Il mio sogno è quello di rendere questo sport il mio lavoro. Sarebbe stupendo poter diventare un giocatore professionista e vivere di calcio ogni giorno.

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