12 Agosto 2020 - 00:23:43

Ausonia Under 17: a tu per tu con Claudio Di Marco, tecnico dei neroverdi

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Quest’oggi facciamo tappa in casa Ausonia Under 17, dove il tecnico Claudio Di Marco tira le somme della stagione purtroppo terminata con largo anticipo a causa dell’emergenza Covid-19.

Ciao mister, come hai trascorso questi lunghi mesi di stop forzato?
In questa triste pausa forzata ho approfittato del maggior tempo a mia disposizione per andare a rivedere le nostre partite, che filmiamo sempre, sia in casa che fuori (ovviamente previa autorizzazione della società ospitante). In questo modo sono riuscito ad andare ad osservare quelli che sono gli errori a cui far fronte in vista della prossima stagione, in cui l’Ausonia è chiamata assolutamente a riscattarsi.

Come è andata con i ragazzi invece? Sei riuscito a farli allenare, per quanto possibile, anche in questa strana situazione?
Si, ovviamente ci siamo continuati a sentire. Ho preparato per loro due diverse preparazioni; una con esercizi fisici, compresa anche della pesistica per chi avesse a disposizione l’attrezzatura, ed una incentrata su esercizi con il pallone, dedicati per chi avesse lo spazio necessario per poterli eseguire. E’ chiaro comunque che in una situazione complicata come quella che si è venuta a creare noi allenatori ci siamo dovuti basare sulla fiducia nei nostri giocatori e nella loro voglia di continuare ad allenarsi lo stesso.

Passiamo al calcio giocato. Anche se arrivato in corsa, consideri soddisfacenti le risposte avute dalla squadra?
Una volta che mi è stata affidata La Rosa, per prima cosa ho cercato di capire quale fosse la situazione del gruppo: ho riscontrato grande anarchia e poco rispetto delle regole e penso sia quella la causa principale dei deludenti risultati ottenuti nella prima parte di stagione. Nel mese e mezzo che ho avuto a disposizione, sono riuscito a mettere un tampone ma non ancora a risolvere tutti i problemi; siamo riusciti anche a sistemare diversi problemi tattici e tecnici, ma con l’importante contributo dato dai 2004 stavamo riuscendo a rientrare sulla carreggiata.

Qual’è invece il tuo giudizio sulla categoria in cui ti sei trovato a competere?
Direi che la classifica parla abbastanza chiaro: il Crema è stata sicuramente la squadra con la base tecnica più solida e idee molto precise, che si manifestavano puntualmente in campo; direi che il primato è indubbiamente meritato. Per il resto invece mi è sembrato di vedere squadre che più che contare sull’organizzazione abbiano puntato sull’esaltare le proprie individualità e sullo sfruttare il proprio momento di forma fisica.

Quale pensi sia stata la partita migliore disputata dai tuoi ragazzi?
Il match con il Sancolombano, finita 3-0 per noi. E’ stata una grande vittoria su un campo davvero molto difficile; ci siamo comportati bene a 360 gradi, mettendo in pratica i principi offensivi e difensivi che ho provato ad inculcare; è stata anche la prima partita in cui ho visto i ragazzi divertirsi.

Quali possono essere le prospettive future per i ragazzi presenti in rosa?
Ce ne sono diversi, sia tra i 2003 (Cipolletta, Bustamante e D’Auria) che tra i 2004, che penso possano dire la loro in una Juniores Regionale e nel prossimo campionato Under 17. Ai nomi citati aggiungerei anche quelli di Colanzi, giocatore dotato di grande fisicità che è cresciuto molto. Come già detto, anche sui 2004 ho grosse aspettative per la prossima stagione, in cui l’obiettivo sarà quello di conquistare l’Elite.

Ripercorriamo la tua esperienza da allenatore: quali sono state le tue esperienze prima di approdare all’Ausonia?
L’anno scorso ho allenato i 2004 dell’Aldini assieme a Francesco Morrone. Con lui è scattata subito l’intesa nonostante non sia stato facile, soprattutto all’inizio, abbinare due metodi diversi ma alla fine abbiamo arrivati. Detto ciò siamo comunque riusciti a disputare un ottimo campionato, in cui ci siamo classificati al terzo posto. Due anni fa invece ho trascorso una stagione indimenticabile alla Lombardia Uno.

Parlando di momenti indimenticabili, quale ricordo da allenatore è per te indelebile?
Sicuramente l’annata trascorsa con la Lombardia Uno. Con una rosa che ho iniziato ad allenare a stagione in corsa, abbiamo fatto en plein, vincendo campionato, Coppa Lombardia, finali provinciali e Coppa Fairplay. Oltre alle vittorie in sé, si è costruito un rapporto molto forte con i ragazzi, alcuni due quali ho avuto la possibilità di allenare anche successivamente.

Tornando invece ai tasti dolenti, cosa pensi del modo in cui sono stati gestiti i campionati?
E’ chiaro che le decisioni vanno rispettate; allo stesso tempo però non può non essere considerato il fatto che siamo a giugno e non sappiamo ancora cosa accadrà con precisione. Potrebbe risultare azzardato, ma non penso sia un eresia dire che allo stato attuale, ovviamente con le dovute proporzioni, i campionati si potevano concludere; i ragazzi sono comunque in giro, anche in situazioni in cui il rischio di contagio è davvero molto più alto rispetto a quello che correrebbero in campo.

Per concludere: come valuti lo stato attuale del movimento e soprattutto dei settori giovanili? Pensi ci sia ancora da migliorare determinati aspetti?
Già una volta terminato il corso per il patentino, ho capito una cosa: prima che sugli aspetti tattici e tecnici, c’è da lavorare il più possibile sull’aspetto psicologico ed educativo. Noi istruttori dobbiamo essere i primi ad educare i ragazzi, forse oggi un po’ troppi poco predisposti al sacrificio; allo stesso tempo spesso le società per prime non sanno gestire le lamentele dei ragazzi e dei genitori, ad esempio quando non si gioca quanto si pensa di meritare, finendo per diventare ostaggi dei capricci. La responsabilità più grossa in ogni caso è dei tecnici, che devono rimanere aggiornati sul modo di comunicare tra i ragazzi e capire come creare una connessione con i propri giocatori.

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