12 Giugno 2021

Brianza Olginatese Under 17: parola a Diego Galbusera, dirigente accompagnatore dei bianconeri

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Quando vi raccontiamo dei campionati regionali, lo facciamo attraverso le gesta e le dichiarazioni di calciatori e allenatori. Non potrebbe essere altrimenti. A prescindere dalla categoria, sono loro i protagonisti indiscussi del calcio. Ma c’è un’altra figura di rilievo all’interno dei settori giovanili delle varie società. Spesso in ombra, ma ugualmente importante. È quella del dirigente accompagnatore. Uno di questi è Diego Galbusera, spalla destra del tecnico Luca Gnutti alla Brianza Olginatese. La sua esperienza in questo ambito è cominciata qualche anno fa quando Luca Viscardi, l’allora tecnico degli Esordienti 2004 della Brianza Cernusco Merate, gli chiese di aiutarlo prima come dirigente accompagnatore, poi come suo secondo nelle sedute di allenamento. E Diego, come ogni volta che gli è stato proposto di collaborare, non si è tirato indietro. A stimolarlo maggiormente, la presenza fissa in squadra di almeno uno dei suoi due figli, Tommaso e Andrea. Dalla scorsa stagione, il trio si è trasferito nel club bianconero. E il più grande dei Galbusera continua a svolgere il compito di… tuttofare. Prepara le distinte e il materiale prima di ogni gara, accoglie gli avversari fornendo loro le indicazioni richieste per l’accesso al centro sportivo e dialoga con l’arbitro, riportando ai ragazzi le indicazioni e firmando la distinta al termine di ogni partita. Inoltre, gestisce i rapporti con la stampa, fornendo i tabellini comprensivi di formazioni, risultato e marcatore. Quando gli viene chiesto, rilascia anche alcune dichiarazioni in merito alla partita. Rimanendo in tema rapporti umani, impossibile non citare il legame con i ragazzi. Galbusera cerca sempre di instaurare una buona sinergia con loro, facendo anche da tramite con l’allenatore, cercando di cogliere le loro esigenze e aiutandoli nei momenti di difficoltà. Paradossalmente, forse il ragazzo con cui ha riscontrato più difficoltà a livello comunicativo è stato proprio suo figlio Tommaso: «Inizialmente, vedeva i miei consigli e i miei rimproveri come commenti paterni, non come quelli di un dirigente o di un allenatore in seconda. Adesso invece, dopo un po’ di tempo, abbiamo imparato a gestire il nostro rapporto» ha dichiarato. Insomma, quello del dirigente è un impiego a tutto tondo, che Galbusera svolge con tanta disponibilità, dedizione e, soprattutto, passione. Quella che, dopo decenni trascorsi da calciatore, non è ancora venuta meno e della quale, probabilmente, Diego non si stancherà mai, a prescindere dal suo ruolo all’interno della società.

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