12 Agosto 2020 - 00:04:33

Cedratese Under 17, intervista a Gabriele Bortolato: alla scoperta della favola Élite biancoceleste

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Inizia anche in Under 17 Élite il viaggio in giro per la Lombardia. Quest’oggi sbarchiamo in casa Cedratese Under 17, precisamente alla corte di Gabriele Bortolato. Con il tecnico dei biancocelesti abbiamo parlato della stagione trascorsa tra i grandi, del suo passato da tecnico e di quello che potrebbe essere il futuro.

Ciao mister, come stai? Come hai passato questa quarantena?
Ciao Andrea, tutto bene grazie. Questi mesi li ho passati tra lavoro e famiglia, pensando anche al calcio. Ho sentito spesso i ragazzi e ho cercato di stare attivo anche nel mondo sportivo.

Ti manca il campo? Senti spesso i tuoi ragazzi?
Il campo manca davvero tantissimo, così come respirare la passione e stare con i ragazzi: mi manca il calcio in generale. Con i ragazzi, come dicevo prima, sono rimasto in contatto via video-call e WhatsApp. Era questo l’unico modo per sentirli.

I campionati sono ormai finiti, ma ancora non ci è stato detto come. Quale potrebbe essere a tuo avviso la soluzione migliore? E per la prossima stagione?
La soluzione più giusta a mio avviso non esiste: qualsiasi scelta adotterà la federazione sicuramente scontenterà qualcuno. Credo che, almeno per il settore giovanile, la decisione migliore possa essere l’annullamento dei campionati. Per quanto riguarda invece le prime squadre, essendoci anche interessi diversi, non trovo una soluzione che possa accontentare tutti. Per la prossima stagione credo e spero si possa ripartire regolarmente con i campionati.

Ti chiedo ora un bilancio sulla vostra annata.
Per quanto riguarda questa stagione, credo sia stato un anno assolutamente positivo. Anche considerando le tante incognite e le poche certezze, in primis la mia figura da tecnico nuovo in società, credo che abbiamo svolto un buon lavoro. Il gruppo dei 2003 ha anche subito una grossa rivoluzione. Bisogna comunque ringraziare la società Cedratese e Bellorini per aver contribuito prima di me a costruire questo gruppo.

Siete stati interrotti sul più bello: come credi sarebbe andata a finire la vostra stagione e il campionato in generale?
Non è facile rispondere a questa domanda. Se dovessi basarmi sulle sensazioni che avevo sui miei ragazzi, credo che avremmo potuto accedere ai playoff giocandoci anche le nostre carte per vincerli. Abbiamo avuto ovviamente dei momenti di difficoltà, ma ne siamo usciti molto forti, con grande maturità e consapevolezza.

Si è spesso parlato di “favola Cedratese”. Cosa ha fatto la differenza nel vostro gruppo? Qual è stato il vostro segreto?
In parte devo dire che siamo stati davvero una favola, guardando da dove siamo partiti. Ci davano infatti come spacciati e già retrocessi sulla carta, invece abbiamo fatto cose molto importanti giocando anche un buon calcio. Tutto questo è merito soprattutto dei ragazzi. Non abbiamo avuto un segreto in particolare, bensì credo sia stato un insieme di cose a farci andare così bene. Ho trovato ragazzi disponibili ad aprire la mente alle mie idee di calcio, per questo dico che il merito va soprattutto a loro. In generale c’è stata un’ottima alchimia tra tecnico e squadra.

Quello appena trascorso è stato il primo anno dopo la riforma Élite: come vi siete trovati in questo campionato? che tipo di raggruppamento è? Soluzione promossa o bocciata?
Ho avuto la conferma che il campionato Élite è un raggruppamento di livello davvero molto alto. Abbiamo trovato moltissime squadre attrezzate per competere ad alti livelli, con grandi giocatori e ottimi allenatori. E’ stato un bel banco di prova sia per noi tecnici che per i ragazzi, e credo che giocare una stagione con partite di questo livello abbia contribuito alla loro crescita. Soluzione più che promossa.

In questa stagione avete vissuto vari momenti: qual è stato il migliore e quello peggiore?
Posso dire con certezza che durante questa stagione abbiamo vissuto due fasi diverse. La prima è stata quella iniziale, durante la quale abbiamo avuto un grande approccio al campionato, giocando anche abbastanza bene. Dopodiché c’è stata una piccola flessione a cavallo della pausa invernale, non tanto di gioco e mentalità quanto di risultati. A mio avviso questo calo è attribuibile a due fattori. Il primo è il fatto di aver giocato in campi molto pesanti con avversari tosti: essendo la mia squadra fatta di ragazzi molto leggeri che fanno del ritmo la propria dote principale, non è stato affatto semplice. Il secondo fattore credo vada a braccetto con una normale fase di maturazione di ragazzi che, ricordiamolo, sono ancora molto giovani e devono crescere. Sono contento paradossalmente di aver perso qualche punto in quel periodo, ma dall’altra parte è stata una vittoria poter creare un gruppo che avrebbe potuto fare molto bene fino alla fine.

Giro ora la stessa domanda ma alla tua carriera: quel è il ricordo più bello e quello meno bello da tecnico?
Di momenti belli ce ne sono stati diversi. Per quanto riguarda questa stagione, è stata una soddisfazione enorme la vittoria in trasferta contro l’Aldini alla prima giornata: è stato un banco di prova importante contro una squadra molto forte. Come partita ci ha dato davvero tanto. La prima, come detto, è stata bellissima. L’ultima contro la Masseroni ancora di più. Abbiamo fatto un grandissimo risultato contro una squadra incredibile, allenata da un grande allenatore: sicuramente la più forte del campionato. Il momento peggiore invece è stata la partita contro il Villa, durante la quale abbiamo ampiamente meritato di perdere.

Cosa ti aspetti dal tuo futuro come allenatore? Qual è il tuo sogno?
Nel breve periodo mi aspetto ovviamente di poter tornare ad allenare, dopodiché spero di continuare ad imparare e migliorare. Se mai ne avrò la possibilità e la capacità, sarebbe bello mettermi alla prova in categorie più alte.

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