29 Novembre 2020 - 10:06:31

Mario Rigamonti Under 17: a tu per tu con Angelo Piovani, sapiente guida della compagine granata

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Quest’oggi visita tra le fila della Mario Rigamonti Under 17. Padrone di casa, nonché condottiero di una delle compagini più interessanti del proprio girone, è il tecnico Angelo Piovani. L’ormai storico allenatore della società bresciana ha non solo analizzato la positiva stagione disputata assieme ai suoi ragazzi, ma anche le prospettive per il suo futuro a breve termine.

Ciao, come hai trascorso questi mesi lontano dal campo e dalla tua squadra?
Ho cercato di intrattenere i ragazzi con sfide tra di loro e schede di allenamento, che ho continuato a mandare loro per tenersi in forma quando ancora non si avevano certezze sull’interruzione o meno della stagione. A livello personale invece mi sono aggiornato e ho seguito diversi corsi così da migliorarmi anche in un periodo complicato come questo. Pandemia venuta nel periodo di crisi, a noi lo stop e sconfitte del ritorno ci penalizzeranno in caso di ripescaggio. Una delle poche squadre a giocare l’ultima giornata, persa; tanta delusione, oltre allo stop non gratificato il lavoro fatto da questa squadra, dopo grande campionato l’anno scorso con Virtus e Sarnico, molto sfortunata. Tristezza per non portare ragazzi a fine percorso e di farli valutare dalla società o da altre.

Qual è invece l’aspetto che ti manca di più?
Più che le partite della domenica, eventi in cui spesso è l’agonismo e la voglia du vincere a venir fuori, ciò che mi manca di più sono lo spogliatoio e il rapporto con la squadra. E’ inevitabile soffrire un po’ di nostalgia quando si ha avuto a che fare con un gruppo così bello, e ciò non fa altro che aumentare il dispiacere per non aver potuto concludere il biennio. Non posso poi fare a meno di sottolineare quanto mi manchi anche il rapporto con il mio staff, in particolar modo il momento in cui si andavano a decidere le convocazioni per il turno di campionato.

Cosa ti attende a livello personale nella stagione che verrà?
Quello purtroppo terminato in anticipo è stato il mio sesto anno qua alla Rigamonti; è grazie a questa società se ho preso il patentino, e questo perché ci sono dirigenti che pensano non solo alla crescita dei calciatori, ma anche a quella degli allenatori. La categoria Allievi, che mi viene affidata ormai da diversi anni, mi piace davvero molto, e dal momento che l’anno prossimo mi hanno proposto di ricominciare ancora da questa categoria ho accettato di buon grado. Delle telefonate, che sicuramente fanno piacere ci sono state, ma non sono state prese in considerazione perché penso che la Rigamonti, oltre che la mia famiglia “sportiva”, sia l’ambiente

Riguardo questione promozioni e retrocessioni, da che parte ti schieri? Pensi sia stata presa la scelta giusta?
Sinceramente, non sono d’accordo con la direzione intrapresa. Personalmente avrei annullato tutto per il settore giovanile, facendo quindi finta che la stagone attuale non sia mai esistita. Nel nostro girone squadre con partite diverse impossibile accontentare tutti, difficile trovare una quadra. E’ davvero una questione complicata in ogni caso, poiché sicuramente si andranno a creare degli scontenti e delle situazioni piuttosto antipatiche. Sta di fatto che anche qualora fosse stato utilizzato come parametro il girone d’andata non avrei mai sentito la vittoria del campionato.

Passando a quanto visto sul rettangolo verde, qual’è il tuo giudizio sulla stagione disputata dai tuoi ragazzi?
Alla mia squadra do sicuramente un voto alto, anche nei momenti di crisi agli allenamenti sotto il profilo dell’impegno e e del sacrificio i ragazzi sono stati impeccabili, non posso che ringraziarli. Sarebbe ingiusto imputare solo a loro il periodo di crisi avuto a febbraio, e che purtroppo ci è costata la vetta; le responsabilità caso mai vanno suddivise equamente tra giocatori, allenatore e staff. Ciò ovviamente non toglie il fatto che sicuramente c’è stato calo mentale importante dopo una prima parte di altissimo livello.

Quali sono le prospettive future per i tuoi ragazzi?
Molti di loro andranno a militare nella neonata Juniores provinciale, che quest’anno, nonostante fosse composta da soli 2003 e 2004, gli stessi che poi la domenica scendevano in campo con le formazioni Allievi, ha insidiato il terzo posto. L’obiettivo sarà la promozione ai regionali, categoria in cui la Rigamonti ha già tutte le altre categorie che vi competono. Altri invece intraprenderanno altre strade, andando a competere in campionati regionali importanti e Juniores nazionali.

Quali sono state le migliori partite disputate dalla tua squadra sino a febbraio?
Ci tengo a sottolineare che soprattutto nel girone d’andata, abbiamo giocato diverse partite In cui c’era da stropicciarsi gli occhi. Sicuramente le due perle però rimangono le partite vinte convincendo con due compagini davvero ostiche come il Darfo e il Mantova.

Come chiosa finale, cosa pensi sull’attuale stato di salute del movimento e dei settori giovanili?
Penso che il gap tra i campionati provinciali e quelli regionali sia ancora troppo ampio. Inutile girarci intorno, per preparare ed allenare bene i ragazzi è necessario avere allenatori e staff che sappiano in che direzione andare; questa è l’unica via per formare giocatori completi, che a livello giovanile deve essere sempre il primo obiettivo, molto di più di un successo a breve termine come la vittoria di un campionato o di una semplice partita.

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