10 Luglio 2020 - 19:17:04

Olginatese Under 17: a tu per tu con Luca Gnutti, tecnico e direttore sportivo dei bianconeri

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Il nostro giro della Lombardia per l’Under 17 sbarca quest’oggi in casa Olginatese. Ai nostri microfoni abbiamo Luca Gnutti, tecnico dell’Under 17 élite e direttore sportivo del settore giovanile dei bianconeri.

Ciao mister, come stai? Come hai passato questa quarantena?
Ciao Andrea! Per fortuna durante la mia quarantena ho avuto la possibilità di lavorare e quindi di distrarmi, anche se l’emergenza sanitaria mi ha accompagnato per tutto il tempo.

Ti manca il campo? Hai sentito i tuoi ragazzi?
Naturalmente il campo manca molto. Ricoprendo il doppio ruolo di allenatore e responsabile sono rimasto in contatto con tutti i nostri giovani e con le loro famiglie. La mia priorità va alla loro salute, con la speranza che possano stare lontano dal contagio. Il calcio comunque tornerà e noi saremo pronti: troverà ragazzi anche più maturi visto quello che è successo in tutto il mondo.

Manca ancora l’ufficialità sul termine della stagione, e non si sa ancora come farla finire. Qual è la tua opinione a riguardo?
In questo momento penso che le priorità siano altre. Dobbiamo preservare la salute dei nostri giovani: il calcio comunque tornerà e saremo pronti a ripartire con entusiasmo.

Qual è la tua posizione su una possibile ripresa a settembre? In quale modo si potrà tornare a fare calcio?
Credo che si ripartirà solamente se ci saranno i presupposti per ripartire. Personalmente nutro però diversi dubbi sulla possibilità che si possa riprendere a settembre come se nulla fosse. Ci saranno sicuramente precauzioni da prendere, le strutture andranno messe a norma. Insomma, ognuno di noi dovrà essere più responsabile. Se tutto questo potrà essere rispettato, forse torneremo a fare la cosa che più ci piace senza dover aspettare troppo.

Come Olginatese in che modo avete vissuto questo stop? Avete promosso particolari iniziative?
Non è stato facile, così come sicuramente non lo è stato per tutti. Abbiamo cercato, per quanto fosse possibile, di organizzare e sistemare alcune cose. In generale siamo rimasti in contatto e ci siamo sempre aggiornati in modo tale da farci trovare pronti per un’eventuale ripresa.

Si è giocato poco più di metà stagione, ma ti chiedo comunque un bilancio. Iniziamo dalle categorie “B”, ovvero Under 16 e Under 14.
Quelle citate da te sono due categorie alle quali teniamo in particolar modo. Il compito dei tecnici è quello di preparare al meglio i ragazzi in vista delle categorie “A” del settore giovanile. Dunque ciò che ci interessa di più è la crescita e in questo senso, aldilà dei risultati, siamo molto soddisfatti.

Olginatese under 16Prima di parlare delle due élite, c’è da dire che era il primo anno dopo la grande riforma dei campionati. Cosa ne pensi avendo vissuto una stagione in prima persona con questo cambiamento? Promossa o bocciata?
Da allenatore direi sicuramente promossa. Il livello si è alzato ancora di più ed ogni settimana ci si confronta con realtà importanti: in poche parole non c’è mai nulla di scontato. Però da responsabile non posso non pensare ai colleghi che devono provare a colmare il gap con le società d’élite. Per loro programmare e raggiungere gli obiettivi è ancora più difficile causa questa riforma.

Parlando delle due élite, il bilancio credo sia più che positivo: cosa ne pensi?
Più che positivo direi. I nostri classe 2003 sono cresciuti molto e sono pronti per il salto in Under 19, mentre qualcuno già per la prima squadra. I 2005 di Conca sono stati, almeno a mio modo di vedere, la vera rivelazione del proprio girone. Nessuno si poteva aspettare una tale crescita, ma penso che siamo stati molto bravi nel saper costruire un gruppo caratterizzato da un’alchimia perfetta tra il tecnico e il suo staff. Questa connessione la reputo tra le migliori in Lombardia.

Dove saremo Under 15 Élite Girone A, Olginatese

Passiamo ai tuoi 2003. La categoria veniva da un titolo di campioni d’Italia, replicarsi dunque sarebbe stato molto complicato. Se non ci fosse stato lo stop come sarebbe potuta finir? Qual’era l’obiettivo?
Come ho detto prima, siamo cresciuti molto. Prima dello stop eravamo in un periodo più che positivo e sono sicuro che avremmo potuto migliorare ancora di più la nostra posizione in classifica. Per quel che conta, naturalmente, visto che per noi la priorità è la crescita e la formazione dei ragazzi.

Faccio un salto indietro a un anno fa. Avete raggiunto con l’Under 17 di Terzi un risultato pazzesco. Che ricordi ti porti dietro di quella squadra e quel periodo?
E’ stata una storia incredibile, iniziata due anni prima con una semifinale regionale, con il sottoscritto in panchina. Il risultato poi raggiunto con la vittoria del titolo prima regionale e poi nazionale ha dell’incredibile. Sono stati momenti incredibili, condivisi con i ragazzi e con Andrea Terzi, il tecnico artefice di tale impresa. Ricordo ancora l’organizzazione per il viaggio in Sardegna: emozioni uniche che non capitano spesso nella vita. Ancora oggi ho modo di vedere e sentire gran parte di quel gruppo: non finirò mai di ringraziarli per le emozioni che ci hanno regalato e per aver portato questi colori sul tetto d’Italia.

gironi campionati
L’Olginatese campione d’Italia Under 17

Cosa significa far parte dell’Olginatese? Come descriveresti la società a qualcuno di esterno?
Sarebbe facile dire che siamo una famiglia, ma credimi: è davvero così. Siamo molto lontani dalle grandi piazze milanesi, e cerchiamo dunque di rappresentare nel migliore dei modi il nostro territorio mettendoci professionalità e competenza: tutte caratteristiche che ci contraddistinguono. Da noi non ci sono contrasti, non ci sono invidie: si rema tutti nella stessa direzione, e le persone ne sono consapevoli. Credo sia questo il segreto dei nostri successi.

Ti chiedo ora di individuare i momenti più belli della tua carriera.
Ogni anno il momento più bello è ricominciare con un nuovo gruppo e iniziare una bella storia insieme.

Hai un sogno nel cassetto?
La mia volontà è proseguire nel migliore dei modi in quello che faccio all’interno della società. Affermarsi è difficile, ma confermarsi lo è ancora di più. Voglio che i nostri ragazzi possano avere chance per passare tra i professionisti, alla fine il nostro lavoro è finalizzato a questo. Credo dovrebbero farlo tutti: in questo modo il livello del calcio italiano si alzerebbe sicuramente.

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