12 Agosto 2020 - 15:05:46

Pavoniana Under 17: quattro chiacchiere con Mattia Vitale, condottiero dei classe 2003 biancoblù

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Il giro della Lombardia sbarca nel bresciano, precisamente in casa Pavoniana Under 17. Conosciamo meglio Mattia Vitale, tecnico dei biancoblù.

Ciao mister, tutto bene? Come hai passato questi mesi? In che modo ti sei tenuto impegnato?

Ciao a te, sto bene grazie, ovviamente mi manca il campo ma il resto è tornato per fortuna alla normalità. Le prime settimane l’ho presa abbastanza alla leggera, pensavo di rientrare a breve e quindi fondamentalmente mi sono goduto un po’ di riposo. Quando ho capito che saremmo arrivati a questa situazione mi sono dedicato ad alcuni corsi di aggiornamento, al confronto con altri tecnici ed ho rispolverato il materiale che ho prodotto in questi anni, analizzandolo a mente fredda.

Campionati finiti, ma ancora non si sa come. Cosa ne pensi a riguardo? Quale sarebbe la soluzione più corretta?

Un peccato davvero. Non penso esista una soluzione corretta, penso che le variabili siano davvero tante. In primis rimane il fatto che non si sa davvero quando potrà ripartire l’attività al 100%. Diciamo che condivido le non retrocessioni. Per le promozioni invece avrei fatto qualcosa di diverso, magari un mini torneo con le prime tre dei gironi, così da poter avere un vincitore. Sinceramente però, la cosa che mi preoccupa di più in assoluto è capire come riprenderanno i ragazzi. Tantissimi corsi “tecnici” ma non cosi tanti psicologici.

Ti manca il campo? Qual è l’aspetto del calcio che ti manca di più?

Mi mancano soprattutto i ragazzi. Ogni tanto li videochiamo, magari a gruppi di tre o quattro, perché mi piace proprio stare con loro. Sono un tecnico poi che ama stare in campo, quindi tutta la “ritualità” dell’allenamento che era ormai una costante nella mia vita è un qualcosa di difficile rinuncia.

Si tornerà in campo a settembre? In che modo?

Per me a Settembre. Se andrà tutto bene, potremo tornare a fare allenamento in modo simile anche prima. Quindi con tutta la squadra prendendo alcune precauzioni. Il campionato secondo me non può iniziare prima di ottobre o novembre. Spero vivamente di sbagliarmi. Purtroppo per me il calcio dilettantistico non ha molte opzioni, o torna come prima o sarà veramente dura per le società.

Passiamo alla vostra stagione. Eravate impegnati nel complicato campionato élite. Come credi sia andata?

Io non ho iniziato la stagione con i 2003 ma con i 2004. Sono subentrato ed ho giocato con loro cinque partite. Per me il gruppo era in una posizione che non delineava assolutamente le vere potenzialità. Sono convinto che la squadra si sarebbe salvata ma è fuori dubbio che il campionato era bello tosto. Quando si alza il livello il margine di errore è ridottissimo e spesso si perdono o vincono le partite per un dettaglio.

Qual è la tua opinione sul gruppo 2003? Credi ci siano ragazzi già pronti magari per la prima squadra?

Colgo l’occasione per ringraziare tutto il gruppo 2003 perché in una situazione difficile mi ha accolto e creduto nelle mie idee. Stavamo lavorando veramente bene ed era un piacere andare all’allenamento. Detto questo sono convinto che all’interno di questa squadra ci siano delle individualità molto interessanti, e che se avranno la costanza di continuare con la stessa voglia avranno la possibilità in breve tempo di essere protagonisti nel giro delle prime squadre.

Cosa ne pensi della riforma élite? Cosa è cambiato dal regionale normale?

Penso sia una bella riforma. Trovo che il passaggio da regionale a regionale Elite sia stato più che corretto. Il percorso di una società cosi diventa molto più graduale. Per quanto riguarda il campionato Elite posso dire che è divertentissimo, ogni domenica è una sfida di altissimo livello. Torno a casa anche io distrutto!

Parlami della Pavoniana come società: come ti trovi?

Che dire, per me la Pavoniana è ormai una seconda casa. Da giocatore prima ad allenatore poi. Calco quei campi da sempre. Ho avuto la fortuna di lavorare quattro anni a Lumezzane con i professionisti ma il resto della mia carriera è biancoblù. Negli ultimi anni il vento è davvero cambiato, si sta cercando grazie a Sanna e De Paoli di portare avanti un progetto sulla società davvero importante.

Qual è il tuo primo ricordo che ti porti dietro riguardo la tua carriera da allenatore?

Non posso non pensare a due persone che hanno cambiato il mio modo di vedere il calcio. Il primo è stato Giovanni Valenti (ora collaboratore con l’Italia U19), lavorava al Milan ed eravamo una società satellite, mi ha fatto capire che c’era molto di più del semplice esercizio. Erano le mie prime stagioni e, come tutti, facevo quello che ho imparato da ragazzo. Lui mi aprì un mondo emi fece face conoscere Urgnani (ora all’Inter Under 8 e Under 9) . Gianluca alzò il mio livello, mi trattò come un suo pari, spingendomi sempre a trasformare le idee in qualcosa di più, ad organizzare tutto nei dettagli spingendomi ad essere sempre migliore.

Quale credi si stata la tua miglior stagione nel corso della tua carriera? E perché?

Devo dire che non ci ho mai pensato. Tutte le stagioni hanno alti e bassi, sicuramente le ultime tre legate alla Pavoniana sono state incredibili: una salvezza con gli Allievi del 2000 subentrando a sette giornate dalla fine, con un gruppo di ragazzi conosciuti quando ne avevano sei o sette. Con i 2001 invece ho affrontato il primo campionato regionale arrivando ai playoff dopo diversi anni. Infine con i 2002 all’ultima giornata potevamo anche vincere il campionato. Insomma in questi ultimi anni le emozioni non sono mancate.

Hai un sogno nel cassetto? Se si, quale?

Più che sogno vero e proprio è uno “sfizio” che voglio togliermi. A Lumezzane ero il secondo negli Esordienti Regionali. Mi piacerebbe affrontare un campionato professionista da primo allenatore. Speriamo possa arrivare il momento. Per ora testa alla Pavo!

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