14 Agosto 2020 - 17:08:53

Ponte San Pietro Under 17: intervista doppia a Brusamolino e Bonassi, coppia di stelle dei blues

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Una coppia stellare che rappresenta la ciliegina sulla torta di una rosa, quella 2004 blues, formidabile. Parliamo di Brusamolino e Bonassi: capitano il primo, trascinatore con il suo grande talento il secondo.

Come avete passato il periodo di stop dal calcio giocato?
Brusamolino: « È stato un periodo difficile per tutti, in cui abbiamo avuto molto tempo a disposizione per imparare cose nuove e approfondirne altre. La cosa che mi è mancata di più è la vita di squadra e il gioco in campo. Per noi ragazzi abituati a fare ciò che ci piace di più ovvero giocare a calcio, fermarsi è stato un duro colpo».
Bonassi: «Il periodo di stop dal calcio l’ho passato a casa partecipando alle videolezioni la mattina e allenandomi il pomeriggio. Quello che mi è mancato di più è sicuramente l’allenamento con i miei compagni, stare insieme alla squadra e ai mister e divertimi giocando a calcio in compagnia».

Credete che la didattica a distanza abbia in qualche modo influito negativamente nella vostra formazione?
Brusamolino: «Per fortuna oggi si hanno i mezzi tecnologici necessari per continuare la nostra formazione, ma secondo me purtroppo non ha avuto la stessa efficacia delle lezioni in presenza».
Bonassi: «La didattica a distanza è stata molto complessa per me da seguire. Ascoltare le lezioni attraverso un PC non è coinvolgente come partecipare a una lezione in classe ed interagire con i propri compagni e professori, ma almeno ci ha permesso di continuare ad imparare. In qualunque caso questa parte della nostra vita non ce la dimenticheremo facilmente e sarà parte del bagaglio del nostro vissuto».

Che aspettative avete per la ripresa dei campionati? In che modo credete si tornerà alla normalità?
Brusamolino: «Mi piacerebbe tornare alla normalità al più presto possibile e penso che l’unico modo sia quello di rispettare le regole. Anche se adesso sembra che tutto possa tornare come prima, bisognerà mantenere alta l’attenzione».
Bonassi: «Non ho delle vere e proprie aspettative per la ripresa del campionato ma spero che si riprenda a giocare al più presto, ovviamente in sicurezza e rispettando le diverse disposizioni e normative. Non so se e quando si tornerà alla normalità ma mi auspico che avvenga a breve. Spero però che si riesca a trovare una soluzione in caso ci volesse un lungo lasso di tempo prima di ritornare alla quotidianità a cui eravamo abituati. Ma sono sicuro che ce la possiamo fare se ognuno fa la sua parte».

Avete ripreso gli allenamenti? Come è stato l’approccio al calcio dopo mesi di stop? Avete trovato difficoltà?
Brusamolino: «Non abbiamo ancora ripreso gli allenamenti, ma la società si è prodigata a farci avere un lavoro individuale da svolgere per far sì che all’inizio della stagione nessuno si trovi in difficoltà. Comunque penso che riprendere non sarà facile».
Bonassi: «Per il momento gli allenamenti sono ancora in fase di stallo, ma la nostra società ha abilmente stilato un piano di preparazione che prevede esercizi da svolgere a casa e in sicurezza cosicché al momento di riprendere attività sul campo, insieme ai compagni, nessuno si ritrovi in difficoltà».

Vi apprestate a giocare il campionato élite: cosa vi aspettate da questo campionato nuovo per voi?
Brusamolino: «Nessun campionato è semplice, soprattutto quello di quest’anno in cui ogni giornata sarà un battaglia. Ma una squadra unita e pronta a combattere può far sembrare tutto un po’ più semplice: noi questo campionato lo affronteremo con il coltello fra i denti, nello stile del Ponte San Pietro».
Bonassi: «Ci tengo a sottolineare che il campionato non è mai stato una passeggiata. Riuscire a rimettersi in gioco dopo tanto tempo non sarà un’impresa facile. Sono sicuro però che la volontà e l’impegno siano basi solide da cui partire e so che ognuno di noi darà il massimo per poter raggiungere buoni risultati. L’unione fa la forza e io confido nella forza mia e dei miei compagni».

Dove credete possa arrivare il gruppo dei 2004 del Ponte San Pietro? Che tipo di gruppo siete?
Brusamolino: «Credo e ho sempre creduto che il nostro gruppo possa raggiungere grandi obiettivi. In questi anni abbiamo sempre dimostrato di poter giocarcela con chiunque. Due anni fa siamo stati ad un passo dalla finale regionale, mentre l’anno scorso abbiamo vinto il torneo Cassera. Speriamo di raggiungere anche quest’anno traguardi più importanti. Siamo un bel gruppo, unito e tutti lottano per un unico obbiettivo ovvero il bene della squadra».
Bonassi: «Il nostro gruppo ha già dimostrato di essere in grado di poter fare grandi cose contando sulle forze e sulle abilità dei diversi componenti della squadra. Ogni componente è indispensabile, ognuno dei miei compagni ha grandi capacità e caratteristiche speciali che li rendono ottimi compagni non solo in campo ma anche fuori. Vorrei evidenziare anche l’importante aiuto e contributo da parte dei nostri preparatissimi allenatori che ogni volta ci danno grinta. Si può evincere da ciò che ho detto sopra che ho molte grandi aspettative per me e la mia squadra: siamo pronti a dimostrare quanto valiamo».

Siete entrambi a Ponte da tanti anni: raccontami che tipo di società è e come vi trovate
Brusamolino: «La società Ponte San Pietro, come tutti sanno, è una delle società dilettantistiche più importanti della Lombardia. Personalmente mi trovo benissimo e non penso ci sia qualcuno passato per Ponte che si possa essere lamentato di questo ambiente».
Bonassi: « La nostra società è una delle migliori della bergamasca: sempre disponibile con noi giocatori, aperta al dialogo e cerca sempre una soluzione pratica e conveniente adatta a risolvere qualsiasi problematica. Per me indossare questa maglia è motivo di orgoglio e soddisfazione. Sono davvero contento di sapere che posso contare sull’aiuto e sul supporto della società Ponte San Pietro».

Fatemi il vostro identikit: punti di forza, caratteristiche e cosa si può invece migliorare
Brusamolino: «Il mio punto di forza è essere determinato e non avere paura di sbagliare, quest’ultima caratteristica è fondamentale e l’ho imparata qua a Ponte. Le mie caratteristiche sono la prestanza fisica e l’impostazione da dietro; la caratteristica che reputo comunque più importante penso sia la concentrazione, essere attenti dal primo minuto a quando l’arbitro fischia per tre volte. Credo che non ci sia tempo in cui una persona non possa migliorare, io devo lavorare ancora molto ma soprattutto nell’agilità».
Bonassi: «La tenacia, l’impegno e la voglia d’imparare sono i miei punti di forza. Ho ancora tanta strada da fare per diventare il giocatore che voglio essere e per questo devo concentrarmi sul mio tallone d’Achille: la conduzione del pallone. Questo però non significa che gli altri aspetti vadano trascurati, il mio obiettivo è cercare di perfezionarmi il più possibile».

C’è un giocatore al quale vi ispirate particolarmente?
Brusamolino: «Il giocatore a cui mi ispiro è Sergio Ramos. Lui è il prototipo di difensore completo, ed è sempre stato il mio idolo da quando ero bambino. La caratteristica che più mi affascina di lui è la cattiveria agonistica che in ogni partita mostra».
Bonassi: «Il giocatore che mi è maggiormente d’ispirazione è Jamie Vardy del Leicester city, un giocatore inglese che nel corso della sua carriera non ha mai mollato e che ha dovuto dare il massimo per arrivare dove è ora destreggiandosi tra delusioni e difficoltà».

Qual è il ricordo più bello della vostra carriera calcistica?
Brusamolino: «Ho tanti ricordi stupendi accumulati dal primo giorno fino ad oggi, dalle partite vinte all’ultimo minuto, agli abbracci di gruppo alla fine di partite stremanti. Se dovessi sceglierne uno penso sia l’esperienza all’Inter. Scelgo questo perché quando ci è giunta la notizia ho visto l’orgoglio sul volto dei miei genitori, vedere i propri genitori orgogliosi di te è una cosa che supera di gran lunga tutto il resto».
Bonassi: «Il ricordo più bello della mia carriera calcistica è senza dubbio legato alla mia partecipazione al torneo delle regioni. Potermi confrontare con tante squadre provenienti da tutta Italia è stato davvero fantastico e la vittoria è stata la ciliegina sulla torta. È stata un’esperienza unica e speciale che non dimenticherò mai, porterò sempre con me questo momento».

Qual è il primo ricordo che avete legato al calcio?
Brusamolino: «Il primo ricordo che ho legato al calcio riguarda me e uno dei miei migliori amici: eravamo piccoli e giocavamo in casa con il pallone di spugna, e pur se il pallone fosse di spugna riuscivamo a rompere di tutto. Perché il calcio è pura fantasia e passione, è incredibile come un pallone possa creare una atmosferica così fantastica».
Bonassi: « È iniziato tutto in una piccola squadra, il G.S. Marigolda. Mi ha insegnato che il calcio è puro divertimento, che il lavoro di squadra è il fondamento di questo sport e che devo sempre fare tesoro dei consigli ricevuti dagli allenatori. Sono davvero grato per gli insegnamenti che mi sono stati impartiti dal mio primo allenatore, il mister Maino, e il supporto e l’aiuto ricevuto in questi anni da Marino Magrin, senza però dimenticare gli altri allenatori che li hanno succeduti».

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