17 Maggio 2021

Real Calepina Under 17, Moleri: «Siamo una squadra che deve ancora crescere, ma siamo sulla strada giusta. Ripartenza? No colpi di scena»

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Il vice allenatore della Real CalepinaGianluigi Moleri, fa il punto della situazione dopo più di un mese di stop. I suoi allievi, a soli due punti dalla vetta, sono una delle squadre da tenere assolutamente sott’occhio alla ripartenza. 

 

Siete quarti in classifica a pari punti con il Lumezzane, pensi possa essere un dato significativo dopo sole poche giornate giocate?

«Per noi è stato tutto sommato un buon inizio riuscendo a restare imbattuti, che è sempre un bel dato. Il primo obiettivo era, ed è tuttora, capire qual è il nostro punto d’arrivo finale, siamo una realtà nuova che è un mix di tante sub-realtà. Su di noi si è detto tanto ma non siamo sicuramente la corazzata del campionato che ho sentito da colleghi di altre squadre. Dopo questo inizio possiamo dire di essere sulla strada giusta e probabilmente un piazzamento per play off potrebbe diventare il nostro reale obiettivo».

 

Come ti trovi in accoppiata con il tecnico Dondoni? 

«Io e Dondoni lavoriamo insieme ormai da quattro stagioni e, dopo le tre passate a Villongo, per cause di forza maggiore abbiamo sposato il progetto alla Real Calepina. Sicuramente tristi di terminare un’avventura che durava da tanto ma felicissimi ed entusiasti di confrontarci con un ambiente stimolante come quello della Real. Il mio rapporto con Dondoni è bellissimo e devo ringraziarlo per tutto quello che mi sta insegnando in questi anni e sono sicuro che se nei prossimi anni inizierò un’avventura da solo (prima devo fare il patentino) mi saranno utilissimi questi anni passati come vice. Penso sinceramente che di allenatori preparati ed esperti come lui ce ne siano veramente pochi. A livello tecnico ha un approccio molto particolare, poco “scolastico” ma estremamente efficace, aiuta i ragazzi a colmare lacune che magari si portano dietro dalla scuola calcio. Credo che la sua dote migliore sia la capacità di comunicare e di trasmettere ai ragazzi qualcosa in più che li spingono a dare sempre il cento per cento. In più, cosa non scontata per un mister con vent’anni di esperienza, accetta il confronto e le proposte che gli vengono fatte. Ad esempio il cambiamento fatto quest’anno dalla difesa a 4 del precampionato a quella a 3 di oggi è nata da un confronto fatto insieme, dopo aver osservato le caratteristiche dei nostri ragazzi. Una mia opinione, anche se lui puntualmente mi dice di preferire il settore giovanile: io non lo vedrei per niente male come allenatore in una prima squadra, magari di un progetto con i giovani al centro». 

 

I vostri allievi sono quarti non solo per punti, ma anche come gol subiti (sempre quattro). Credi che la difesa sia un vostro punto forte?

«Come dicevo, la nostra difesa a 3 è nata da un esperimento. I ragionamenti fatti dal nostro staff sembrerebbero, per ora, esatti e le caratteristiche dei nostri difensori vengono esaltate da questo modulo. Grande merito va dato ai ragazzi che si sono dimostrati molto maturi e ci hanno dato la massima disponibilità anche a schiarirli in posizioni in cui non erano abituati a giocare. Un grande riconoscimento va fatto anche ai nostri portieri che si stanno dimostrando veramente all’altezza, con Belotti che al momento sta trovando poco spazio ma in allenamento si sta impegnando tantissimo e con Buffoli che a mio avviso, per quanto visto fino ad ora, è uno dei portieri più forti del campionato. Se sono in queste condizioni è grazie allo staff dei tecnici dei portieri».

 

Su cosa, invece, bisogna lavorare ancora molto per far fronte al nuovo avvio di febbraio? 

«Sicuramente il nuovo lockdown ha complicato tutto e a febbraio, se si potrà ricominciare, ci sarà sicuramente l’incognita preparazione fisica a fare la differenza. Noi abbiamo deciso di non caricare eccessivamente i ragazzi di “lavoro a casa”. Facciamo qualche allenamento di tecnica e la parte fisica per il momento la lasciamo molto a livello personale dei ragazzi, caricheremo le settimane prima dell’inizio e ci affidiamo molto alla voglia di ricominciare dei ragazzi come fatto anche a settembre. Oltre a questa variabile, che ci sarà per tutti, noi cercheremo di ricominciare da dove eravamo rimasti, con il focus su due obiettivi: creare un coesione e spirito di appartenenza.

 

Che campionato dovremo aspettarci? Ci saranno colpi di scena? 

«Secondo me sarà un campionato molto equilibrato, soprattutto dalla metà della classifica in su, con molte squadre in pochi punti e senza una formazione che farà il boom. Sicuramente la pausa rimescola le carte e rende tutto più incerto, credo però che al momento la cosa più importante per tutti, ma soprattutto per i ragazzi, sia ricominciare a giocare, a prescindere da quali saranno i risultati finali».

 


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