12 Agosto 2020 - 00:10:58

Uesse Sarnico Under 17: alla scoperta di Davide Duci, giovane tecnico della società bergamasca

Le più lette

Castellazzo, Nobili al posto di Adamo in panchina

D'un tratto il Castellazzo diventa l'ultima panchina di Eccellenza a registrare uno scossone. Dopo due anni la strada di...

Valcalepio, Eccellenza: a tu per tu con il presidente Gianfranco Lochis

Miglior attacco del girone C di Eccellenza insieme al Lumezzane, terza miglior difesa e quarto posto in campionato, oltre...

Fossano, Sangare saluta e continua l’intrigo Aloia

La telenovela Aloia continua. L'attaccante 2000 della Giovanile Centallo ha fatto parlare di sé andando a fare il primo...

Sbarchiamo quest’oggi nella bergamasca, in particolar modo in casa Uesse Sarnico Under 17. Abbiamo la fortuna e il piacere di avere ai nostri microfoni Davide Duci, tecnico dei classe 2003 bergamaschi.

Ciao mister, come hai passato questi mesi di quarantena?
Ciao, è un piacere fare quest’intervista con te e Sprint e Sport. Questi mesi di quarantena li ho passati curando un po’ di più la mia famiglia e la casa, progettando anche nuove iniziative nell’ambito lavorativo. A livello calcistico ho fatto molti corsi di aggiornamento, cercando di rivedere spesso e provare ad affinare il mio metodo e il mio pensiero calcistico. Il tutto per migliorare le mie qualità anche nell’allenare i ragazzi, cercando di perfezionare anche il mio ruolo come educatore a 360 gradi.

Ti manca il campo? Qual è l’aspetto che ti manca di più del tuo ruolo da tecnico?
Il campo manca tanto: chi fa questo ruolo e ama il calcio, sente una grandissima mancanza. Parlo sia del fatto in sé di andare sul campo, ma anche le emozioni che questo sport ti sa trasmettere, soprattutto durante le partite. Mi manca tutto. Io sono un tecnico che cerca di darsi al cento per cento: sento molto la partita e la vivo al massimo per tutti gli ottanta minuti. I ragazzi sanno che, qualsiasi difficoltà debbano affrontare, ci sono io che posso dargli una mano.

Senti spesso i tuoi ragazzi? Avete promosso particolari iniziative per restare connessi? Avete dato loro un programma da svolgere?
Ci siamo sentiti non spessissimo, perché nel momento peggiore di questa crisi c’erano cose più importanti del calcio a cui pensare. In quel momento, oltre al calcio, dovevano curare cose ben più importanti. In ogni caso abbiamo sempre mandato ai ragazzi dei lavori fisici personalizzati da svolgere presso le proprie abitazioni, facendo anche webinar nei quali ci siamo confrontati su diversi temi. Sapevamo comunque che la stagione fosse virtualmente chiusa, ma volevamo fargli sapere che eravamo presenti per qualsiasi dubbio e necessità.

Cosa ne pensi della gestione di questa emergenza da parte degli organi preposti? Giusto non far retrocedere?
Penso che sia stato giusto chiudere, ma farlo qualche settimana prima sarebbe stato ancor di più l’ideale. Non c’è niente che venga prima delle persone: il calcio, pur amandolo, in quel momento stava diventando un discorso secondario. Sul capitolo retrocvessioni il discorso è molto ampio. Da una parte c’erano squadre in piena lotta per salvarsi, dall’altra altre squadre che già a fine girone d’andata erano virtualmente retrocesse. Se, come normale che sia, non si può fare distinzioni, è giusto salvare tutti e non far retrocedere nessuno.

Con quali presupposti si potrà preparare la nuova stagione in vista del rientro? In quale modo si potrà ricominciare a fare calcio?
E’ una domanda molto complicata questa. In primis per via dei protocolli attuali, i quali a mio avviso sono inattuabili ai nostri livelli. Sia per costi in sé che come organizzazione. Numerose grandi società, in virtù della selezione che si fa per avere il meglio, offrono ai ragazzi la possibilità di trasporto dal campo alla propria abitazione. Sarà importante sicuramente in questo momento cercare di scovare il maggior numero di talenti più vicini alla sede. Sarà poi importante vedere se i protocolli saranno confermati: se sarà così credo davvero che molte squadre potrebbero sparire. Per quanto riguarda Sarnico, siamo giaà pronti a ripartire con un grande progetto il prossimo anno. Nel nostro piccolo, tra le dilettanti, credo che siamo paragonabili ad una squadra professionista per organizzazione e staff.

Passiamo al calcio giocato. Eravate in lotta per i primi posti nel vostro girone. Un’annata positiva direi, cosa ne pensi?
Fin quando si è giocato abbiamo giocato, abbiamo affrontato una stagione davvero importante. Gli stimoli fin da subito non sono mancati, considerando il grande livello di questo regionale élite. Ogni partita è stata complicata e il trovarsi ancora in vetta è la dimostrazione del buon lavoro che stiamo svolgendo a Sarnico. Il gruppo dei 2003 è stato rifondato sulla base solida del gruppo Under 16 della passata stagione. Quest’anno eravamo pronti a prenderci una rivincita dopo le sfortune della passata stagione, non sapendo però come ci saremmo trovati in élite. La prima parte di stagione è stata davvero straordinaria: eravamo primi in classifica con un buon margine, in più siamo riusciti a vincere anche il torneo Cassera. La gara di ritorno con la Virtus è stata una partita davvero fantastica: abbiamo perso quel match ma abbiamo giocato davvero bene. In generale è un peccato non aver potuto finire il campionato, ma sotto sotto per noi questa stagione è comunque una vittoria. Ci sono infatti diversi giocatori che entreranno in orbita Inter e saranno acquistati da questa grande società.

Cosa ne pensi della riforma élite? Che differenza hai notato con il regionale normale?
La riforma élite è stata azzeccatissima. Non ci sono più partite scontate, bensì rischi di poter perdere addirittura con l’ultima in classifica. E’ un girone stimolante con squadre molto attrezzate. Credo infatti che ad inizio stagione siano almeno 7-8 le squadre che possono puntare alla vittoria finale, e molte dunque si possono addirittura trovare fuori dalla zona playoff a fine anno. Le migliori cinque di questi gironi credo possano giocarsela alla pari anche con squadre professionistiche

Qual è la tua filosofia di calcio? Hai un modulo preferito?
A me piace molto utilizzare il 4-3-3. Non utilizzo però questo modulo nel modo più classico, bensì ha delle specifiche e accorgimenti particolari. Mi piace cercare di gestire sempre il pallone, per poi dare sfogo sugli esterni la nostra fase offensiva. Insegno sempre ai ragazzi che l’equilibrio e la cooperazione dei ruoli sono cose fondamentali per una squadra. Per esempio i terzini: loro sono fonte di attacco per la squadra, dunque anche loro per esempio sono fondamentali. Nel corso della stagione abbiamo utilizzato anche il 3-52, ottenendo anche con questo modulo degli ottimi risultati. Però ripeto: la filosofia di gioco che si mette in campo è molto più importante del modulo.

C’è un allenatore al quale ti ispiri particolarmente? Se si, quali aspetti cerchi di migliorare?
Sia da calciatore che da allenatore non ho mai avuto un modello al quale ispirarmi. Ho invece sempre cercato di prendere le cose migliori da ogni tecnico, cercando di trasformarle secondo le mie esigenze di calcio. Non ho mai seguito infatti solo un allenatore anzi, ho cercato sempre di avere idee mie.

Qual è stata la tua prima esperienza da tecnico? E quella che ti ha lasciato un segno più profondo?
La mia prima esperienza da tecnico è stata molto importante: era proprio qui a Sarnico ed ero secondo allenatore della Juniores. Da quel momento poi sono riuscito ad essere promosso a primo allenatore, vincendo anche un titolo regionale. Dopodiché, prima di passare al settore giovanile, ho avuto esperienze sia in Eccellenza che in Promozione.

Hai un sogno nel cassetto?
Il sogno nel cassetto è molto grande, anche se potrebbe rimanere per sempre proprio un sogno. Sarebbe bellissimo vivere solo di calcio, ma per noi dilettanti è difficile pensare a questo. Ai ragazzi comunque mi piace dire questa frase: “Puntate il dito verso l’orizzonte perché sappia che state andando a prenderlo”. Questo deve essere una spinta forte, perché i sogni diventano realtà solo se si trasformano in obiettivi.
Ringrazio te Andrea e Sprint e Sport per questa bella intervista, mi auguro di rivedervi sui campi la prossima stagione.

Vivi Sprint e Sport al 100%, scarica l’applicazione e scopri tutte le sue funzioni.

L’APP PER ANDROID

L’APP PER IPHONE

Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli