29 Novembre 2020 - 10:16:19

Sant’Angelo Under 17, a tu per tu con Piraino e il sogno di un nuovo modo di intendere il calcio

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E’ proprio da questi di momenti di pausa e riflessione, seppur forzata e drammatica, che possono nascere spunti e idee per un futuro più roseo, qualsiasi sia il settore di cui si stia parlando. E’ questo ciò che emerge, e che dovrebbe far riflettere dalle parole di Carlo Piraino, allenatore del Sant’Angelo Under 17; dalla lunga chiacchierata con il tecnico sono infatti emerse una serie di propositi ed intuizioni per un calcio che in seguito all’emergenza Coronavirus sarà necessariamente chiamato a trasformarsi.

 La sapiente guida della formazione lodigiana cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno di questa triste situazione, augurandosi un movimento, e perché anche un mondo, più a misura dei giovani: «Per ripartire penso sia indispensabile un aiuto economico alle società, alla luce delle spese folli che sono state fatte negli ultimi anni. Sarebbe opportuno anche un maggiore senso di responsabilità dei dirigenti, che capiscano il momento e colgano l’opportunità per valorizzare i giovani che si hanno in casa; se ci si riuscirà questi mesi non potranno essere considerati tempo perso».

Non manca anche una critica, seppur costruttiva, nei confronti delle società, che non potranno più permettersi sprechi eccessivi: «Sicuramente il giro di denaro che c’era prima verrà a mancare; bisognerà avere la capacità di ripartire con quello che si ha in casa, e spendere senza fare voli pindarici. E’ giunto il momento di non scimmiottare più le grandi, dalle quali bisognerebbe prendere sì ispirazione ma negli ambiti giusti, ad esempio negli investimenti sui campi e sugli impianti». 

Un pensiero di riguardo poi Piraino lo dedica anche ai settori giovanili, spesso dimenticati e non valorizzati: «Come ho già detto, è giunto il momento di dare un segno di discontinuità rispetto al passato, e creare un calcio diverso dedicato ai giovani. Perché spendere così poco per i settori giovanili? Bisogna per investire su allenatori di livello, in grado di creare i giocatori del futuro, e creare in questo modo un circolo virtuoso più che vizioso. Qui a Sant’Angelo mai come in questo periodo stiamo cercando di creare un equilbrio tra giovanili e prima squadra, e magari portare una filiera importante di giovani in prima squadra; è in momenti come questi che c’è bisogno di coraggio e novità per ripartire. Sarebbe cosa buona e giusta imporre l’utilizzo di 7/8 giocatori Under 21, e di dichiarare proprio budget ad inizio stagione e di investirne almeno il 50% del budget nel settore giovanile».

Non poteva certo mancare un pensiero sull’evento che ha sconvolto la vita di tutti da febbraio a questa parte; non è bastato tuttavia il Coronavirus per interrompere il forte rapporto con i suoi ragazzi: «Quando è cominciato tutto non sapendo come si sarebbe evoluta la situazione li ho lasciati liberi; solo successivamente ho creato programmi settimanali, cercando di permettere a tutti i ragazzi di mantenere un minimo la forma, ovviamente senza infrangere nessun divieto. Loro ovviamente vogliono riprendere, e non posso certo biasimarli; sono sicuro che  il primo allenamento sarà uno sfogo grandissimo e una grande gioia per tutti. I contatti con i ragazzi ovviamente non si sono mai interrotti, e menchemeno con la società: c’è grande voglia di fare qualcosa di meglio, e di limitare errori fatti precedentemente; per questo, anche in qualità di coordinatore tecnico, continuo anche a sentirmi con i nostri allenatori per capire il loro modo di pensare e per avere nuove idee anche da parte loro, e fino ad ora il confronto è stato molto positivo».

Come chiosa finale, una previsione su quando si potra ricominciare a darsi battaglia sul rettangolo verde: «Non penso che quest’anno ricominceremo; spero che verso settembre o ottobre si possa riprendere, anche perché bisognerà vedere come la situazione evolverà nelle altre regioni; potrebbe però essere un’idea, anche per le stagioni future, quella di iniziare i campionati con l’anno solare, quindi da febbraio/marzo fino ad ottobre, per godere di un calcio meno condizionato dalle intemperie».

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