8 Maggio 2021

Città di Vigevano Under 19, Boffino e una carriera vissuta nel pavese: «La testa nel calcio fa tanto»

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Inizio di stagione sorprendente quello del Città di Vigevano di Boffino, primo nel girone I con 10 punti raccolti in 4 partite. Il tecnico è un uomo dalla carriera ventennale che non è mai uscito da Vigevano, eppure, nonostante questo, l’esperienza non gli manca di certo visto che durante i suoi anni di carriera ha seduto sulla panchina delle tre squadre presenti sul territorio pavese allenando più o meno tutte le categorie dell’agonistica.

Da giovane giocava a calcio?
«Ho giocato a calcio per 20 anni, ma mi rammarico molto per la decisione che ho preso a 18 anni. All’epoca giocavo in Promozione ed ero anche un discreto giocatore, avrei potuto tranquillamente dire la mia in Promozione ed Eccellenza, ma purtroppo non avevo la testa. Ho abbandonato per 5 anni l’attività agonistica perché avevo altro per la mente, preferivo uscire con gli amici e divertirmi la sera piuttosto che giocare a calcio. Se ci ripenso ora mai scelta fu più sbagliata perché dopo i 5 anni di stop non sono più riuscito a tornare quello di prima, sembra una banalità ma dopo un lungo periodo di stop è praticamente impossibile tornare su certi livelli. Anche per questo sono felice di allenare i ragazzi, specialmente quelli della Juniores, voglio trasmettere loro la mia passione e fargli capire che la strada giusta è quella del calcio, senza precludersi le uscite con gli amici ovviamente, basta riuscire a conciliare entrambe le cose».

Per quanto riguarda la sua carriera da allenatore invece?
«Sono ormai 20 anni che alleno e l’ho sempre fatto con estrema dedizione. Ho allenato tutte e tre le squadre di Vigevano, partendo dalla vecchia Pro Vigevano, società che mi è servita come trampolino di lancio. Dopo questa esperienza decido di passare al Superga, dove sono rimasto per 10 lunghi anni e ho allenato quasi sempre due categorie durante lo stesso anno, oltre che essere responsabile tecnico dell’agonistica. Ero sempre in campo tra una cosa e l’altra e penso che qualcuno debba fare una statua a mia moglie perché non mi ha mai ostacolato nonostante vedessi più i ragazzi che lei. Scherzi a parte, sono stati 10 anni molto intensi e ricordo con estremo piacere la vittoria del campionato di Terza Categoria con la prima squadra, è stata una grande emozione. Dopo il Superga, per scelta passo al Vigevano dove il primo anno ho allenato Allievi e Prima squadra senza problemi, invece il secondo anno ero alla guida della Juniores, ma dopo sole 5 partite sono stato esonerato, non succede nemmeno in Serie A di essere cacciati dopo così poco tempo, ma devo ammettere che tra me e il presidente c’erano vedute completamente diverse, quindi forse meglio così. Alla fine dopo questo lungo girovagare sono tornato al Città di Vigevano, ex Pro Vigevano, dove da due anni ad oggi alleno la Juniores».

Quali sono i suoi obiettivi stagionali?
«Sicuramente di terminare entro i primi tre posti. Lo scorso anno eravamo capitati nel girone milanese che a parer mio è molto più tosto di quello pavese e abbiamo concluso al quinto posto. Quest’anno nonostante abbia perso alcuni giocatori chiave sono convinto che potremo concludere il campionato in una buona posizione».

Si ritiene soddisfatto della rosa a sua disposizione?
«Assolutamente sì anche se ho perso 4 giocatori importanti del 2002 che giocano regolarmente in Prima squadra. Questi ragazzi facevano la differenza e sicuramente ci mancano, ma sono contento per loro perché hanno finalmente fatto il salto nel calcio dei grandi. La rosa di cui dispongo è omogenea e solida, ci vantiamo del fatto di non avere nessun fuori quota perché noi puntiamo esclusivamente sui giovani, anche se non è facile. Quest’anno ci sono stati molti 2003, saliti dagli Allievi, che hanno faticato parecchio ad adattarsi ai ritmi di questa categoria. Il cambio è drastico, ma io sono pronto a dare loro una mano, dovranno farsi le ossa e cambiare mentalità ma sono assolutamente fiducioso».

Che tipo di allenatore è? Si ispira a qualcuno?
«Sono un allenatore moderno che fa del possesso palla il suo cardine di gioco. Mi piace che la mia squadra sia propositiva e giochi un calcio offensivo avendo sempre il pallino del gioco. Per questo i moduli che adotto con più frequenza sono il 4-3-3 o il 4-2-3-1, sicuramente lasciamo spazio a qualche contropiede avversario, ma siamo molto pericolosi in zona gol e lo testimoniano le partite: 19 gol fatti in 4 giornate credo sia un bel numero. Per il resto non mi ispiro a nessun allenatore, sono Bonaffino e sono fiero delle mie idee, che porto avanti e cerco di trasmettere ai miei calciatori, nulla di più».


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