9 Agosto 2020 - 11:31:52

Gavirate Under 19: a tu per tu con Cristian Genovesi, filo conduttore tra giovani e futuri calciatori

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Il Gavirate è arrivato allo stop forzato della ventitreesima giornata all’ottavo posto in classifica del Girone A dei Regionali B, con un totale di 36 punti, frutto di dieci vittorie, sei pareggi e altrettante sconfitte. La squadra ha subito 34 gol e ne ha realizzati 46, andando a segno con ben tredici giocatori differenti. Il cannoniere più prolifico è Pezzi con 8 reti, seguito da Poroli e Caragnano, entrambi autori di 7 gol e da Cristini, che ne ha firmati 6. Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’allenatore Cristian Genovesi, che ricopre anche il ruolo di vice allenatore della Prima Squadra, capolista del Girone A di Promozione.

Buongiorno, come sta vivendo la quarantena, è rimasto in contatto con i ragazzi?

«Buongiorno. Sì, siamo sempre rimasti in contatto, abbiamo dato dei programmi di allenamento e ci sentiamo almeno una volta a settimana. È anche un modo per tenere lontani i cattivi pensieri e per cercare di stare vicini in questa situazione molto complicata. Siamo ormai certi che la stagione verrà in qualche modo terminata. È chiaro che c’è un po’ di rammarico, soprattutto per la situazione particolare che stiamo vivendo tutti. Sono abituato a girare tanto anche per lavoro oltre che per il calcio. Ritrovarsi di punto in bianco a dover stare in casa è difficile. Dal 9 marzo lavoro in smart working, per fortuna ci sono mia moglie Loredana e i miei figli Riccardo e Leonardo che mi fanno compagnia. Riccardo ha 12 anni e gioca nei 2008 del Gavirate; anche con lui cerco di organizzare qualche allenamento. Speriamo di tornare presto alla normalità».

È il suo primo anno con l’Under 19 del Gavirate?

«Sì e contemporaneamente sono vice allenatore della Prima Squadra, con cui aspiravamo alla promozione in Eccellenza. Al momento della sospensione eravamo primi con 14 punti di vantaggio sulla seconda. Stavamo facendo un lavoro importante e l’interruzione è stata davvero un dispiacere. Mi sono trovato benissimo con il mister Cristian Caon, abbiamo collaborato molto bene e mi ha permesso di crescere, e credo che i risultati stavano dando ragione al lavoro svolto».

Come stava andando la stagione prima dell’interruzione?

«La stagione è partita con qualche difficoltà perché il gruppo era completamente nuovo. Abbiamo portato avanti tanti ragazzi 2002, che arrivavano dalla vittoria del campionato Provinciale, e li abbiamo uniti ai 2001. A cominciare da ottobre abbiamo iniziato a ottenere risultati fino ad arrivare addirittura a essere secondi. Comunque è stata una stagione assolutamente positiva, siamo andati anche oltre le aspettative di inizio anno. In seguito alla salvezza raggiunta ai play out l’anno scorso, c’era bisogno di ricostruire un gruppo in grado di affrontare una categoria difficile come questa. Dal punto di vista del gioco siamo molto soddisfatti, abbiamo pagato un po’ di inesperienza e qualche risultato negativo. Vorrei ovviamente ringraziare il mio vice Riccardo Sigurtà per la grande mano che mi stava dando con il suo lavoro. Era un mio giocatore l’anno scorso al Calcinate, poi ha smesso di giocare per intraprendere questo nuovo percorso. È sicuramente un ragazzo di prospettiva, sono contento che mi abbia seguito e aiutato».

Con che modulo giocavate?

«Abbiamo iniziato con il 4-3-3. Poi abbiamo pensato che sarebbe stato meglio impiegare un piano di gioco più semplice e siamo passati al 4-4-2. Da quando abbiamo cambiato modulo abbiamo iniziato a ottenere risultati positivi».

Cosa le è piaciuto particolarmente, e su cosa invece c’è ancora da lavorare?

«Devo ringraziare tutti i ragazzi per la loro disponibilità e la continuità che hanno dato al lavoro. Ho trovato un gruppo molto maturo e di prospettiva, che spero di seguire anche l’anno prossimo. Ci sono molti elementi interessanti, sia 2001 che 2002. Sicuramente però ci è mancata un po’ di concretezza. Quando eravamo secondi in classifica abbiamo perso delle partite in modo sciagurato, creando tantissimo ma sbagliando tantissimi gol. Su questo aspetto credo che ci sia da lavorare. Abbiamo giocato un buon calcio ma è importante anche essere concreti e saper sfruttare le occasioni. Comunque la cosa più importante in questa categoria è la crescita dei ragazzi e prepararli a quello che sarà la Prima Squadra».

Come è stata la sua carriera da allenatore fino ad ora?

«Ormai sono parecchi anni che alleno. Sono partito facendo i pulcini mentre giocavo, poi mi sono specializzato nella categoria degli Allievi Regionali, prima al Gavirate e poi all’Insubria. In seguito ho provato a fare il salto in una Prima Squadra. Ho avuto un po’ di problemi personali per la scomparsa di mia madre Federica tre anni fa e mi sono avvicinato a casa. Ho avuto l’occasione di allenare la Calcinatese in Seconda Categoria. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere molto nella gestione del gruppo e a livello personale. Per questa stagione mi sono arrivate un po’ di richieste, anche da squadre di Prima Categoria, ma ho scelto di tornare a casa, ovvero a Gavirate, avendo la possibilità di fare il vice allenatore della prima squadra e successivamente con l’idea di far crescere i ragazzi della Juniores».


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