8 Maggio 2021

Uboldese U19, il tecnico Leo fiducioso per la ripartenza: «Con il rientro di alcune pedine fondamentali potremo dire la nostra»

Le più lette

Piacenza-Juventus U23 Serie C: al «Garilli» la ribaltano Corbari e Maio, Zauli si consola con i play off

Trentottesima e ultima giornata quella in scena al Garilli tra Piacenza e Juventus U23. Per i Lupi manca all'appello...

Juventus-Torino Under 15 Femminile: la fotogallery

Anche le ragazze dell'Under 15 Femminile sono tornate in campo per i test match di fine stagione. Come lo...

Antoniana, parla il Responsabile del Settore Giovanile Michele D’Amico: «Voglio trasmettere la mia esperienza calcistica ai bambini»

Michele D’Amico è l'attuale Responsabile del Settore Giovanile dell'Antoniana: ex Cas, ha iniziato la sua avventura in società due anni...

Da una ventina di anni sui campi da gioco il tecnico Leo, oggi all’Uboldese e con un passato alla Caronnese, ne ha viste di tutte. Esperienza e conoscenza ne ha in abbondanza e prova a trasmetterle ai suoi giocatori in ogni allenamento.

Com’è cambiato l’impatto del calcio sulla vita dei ragazzi in questi anni?
«Una volta venivano al campo più attenti, con una mentalità specifica, rivolta al solo calcio. Lo scopo principale era giocare a pallone, invece adesso hanno tante altre cose per la testa, dalla classica Playstation alla scuola. Arrivano distratti, pensierosi, e questo mi obbliga a trovare degli escamotage che alzino la loro attenzione e che li stimolino. Quando ho cominciato questo non era necessario, erano stimolati dal solo pensiero della partita, aravano il campo con la loro voglia di fare. Non solo è cambiata la testa del ragazzo ma anche quella del genitore. Si pensa subito al professionismo senza fargli vivere il calcio come semplice valvola di sfogo».

E sul campo ha riscontrato dei cambi?
«Il tasso tecnico dei ragazzi si è alzato e quello tattico lo ha seguito a ruota. Ogni tanto lo cogli nelle partite, vedi manovre di gioco e la loro fluidità, frutto di un lavoro quotidiano rivisto più volte in allenamento. Ancora più semplici da visualizzare sono gli schemi su palla inattiva».

Come giudica questa partenza di campionato?
«Abbiamo fatto delle buone partite nonostante i risultati dicano altro. Paghiamo errori individuali davanti alla porta avversaria e alla nostra. Puoi difendere e chiudere gli spazi per 90 minuti, ma se sbagli davanti al portieri perdi o impatti. Dall’estremo difensore alla trequarti siamo messi bene, è in avanti che siamo indietro. Al reparto offensivo manca cattiveria, ma soprattutto conoscere la categoria. Nel nostro girone ci sono più squadre che hanno la prima squadra in Eccellenza e quando i loro giocatori scendono trovi formazioni totalmente diverse, con una qualità superiore».

Vorrebbe rigiocare una gara in particolare?
«Una no, i ragazzi sono stati sempre in partita. Se penso alla gara contro il Club Milano ho rammarico per più occasioni: già al primo minuto potevamo andare in vantaggio, abbiamo preso una traversa e ci siamo divorati 3 palle gol. Contro l’Universal Solaro abbiamo condotto la partita per buona parte dei 90 minuti, ma certi errori individuali, come il regista che sbaglia un passaggio in risalita o la schizzata all’indietro sbagliata del nostro difensore centrale su lancio lungo, ci hanno condannato. Anche gli episodi nella metà campo avversario non hanno girato bene: c’è mancato un rigore sull’1-0 e sul 2-0 la nostra punta si è mangiato un gol già fatto. Un cross in mezzo e con il portiere uscito male, quindi porta vuota, la nostra punta è riuscita a mandarla fuori. E’ un campionato tosto, dove se non sei pronto paghi lo scotto della categoria, devi essere abituato a fare i regionali. E’ altrettanto vero che devo recuperare pezzi importanti della squadra che in questo inizio sono stati chiamati in prima squadra, Viganò in mezzo al campo e Sofi, centrale di difesa, fra tutti».

Cosa si aspetta dalla ripresa?
«Sicuramente un cambio di marcia. Rispetto agli anni passati è stato fatto un lavoro qualitativo con i ragazzi, dispiace per i risultati».

Quali sono gli obiettivi stagionali?
«E’ facile salvarsi se cominci a vincere e questo faremo. Alla squadra è mancata personalità, troppi giovani cui manca esperienza, ma ora che tornano i più navigati sono sicuro che ci rialzeremo».

Che calcio le piace insegnare?
«Mi piace giocare a pallone, chiedo di non buttare mai palla nei limiti del possibile e di non avere mai paura nel gestirla e in questo stavamo migliorando. Poi un tecnico deve anche capire che squadra ha davanti e trovare degli schemi e automatismi che permettano ai ragazzi di esprimere al meglio le loro qualità, che siano tecniche o fisiche».

Ha qualche punto di riferimento?
«Ho fatto 7 anni nel settore giovanile dell’Atalanta e collaborando con loro ho potuto beneficiare di molti aggiornamenti e in estate partecipavo agli stage che tenevano. In questi ho potuto prendere spunto da Viscidi, Prandelli, Mutti, Bonacina, Bonaccorso, ho potuto attingere da uno dei migliori settori giovanili».

Come sta vivendo questo periodo lontano dai campi di gioco?
«Male, manca quella valvola di sfogo che è il calcio, ma già in questo inizio di stagione si sentiva aria di cambiamento. In allenamento solitamente si scherza, e ciò viene accompagnato da qualche pacca sulla spalla, e prima della gara ci si carica unendo le mani o abbracciandosi, si fa gruppo insomma. Adesso no, dagli allenamenti al dopo partita è tutto diverso. Nello spogliatoio non ci entro proprio ora e ai ragazzi in certi casi tocca alternarsi per entrare».

Si aspettava questo stop?
«Nonostante le società abbiano dato seguito alle disposizioni anti-Covid c’è sempre stato un rischio di contagio. Non siamo dei professionisti controllati tre volte a settimana dove il contatto fisico in allenamento e il sabato è in qualche modo protetto dai continui tamponi e dove le strutture garantiscono distanziamenti più sicuri».

Come vede una possibile ripresa?
«Non serve ripartire se ciò avviene con gli stessi protocolli, non puoi allenarti senza parlare e non puoi giocare con il rischio di attaccare qualcosa a qualche tuo collega. Stiamo per ripartire in una seconda situazione d’incertezza. Io avrei continuato con gli allenamenti, poi quando la curva lo avrebbe permesso sarei tornato a giocare le partite ufficiali».


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli