Esordienti 2006, allo Schiaffino arbitra Angelo Bonfrisco

Bonfrisco

Avevamo affrontato il tema “arbitri nell’Attività di Base” sottolineando la necessità dell’impiego di figure professioniste e professionali. La conferma alla nostra tesi arriva dal Centro Schiaffino, con la partita degli Esordienti 2006 che sabato scorso è stata diretta da Angelo Bonfrisco.

L’ESPERIENZA DI BONFRISCO

L’ex fischietto di Serie A ha portato sul campo di via Sondrio la sua esperienza: «Ho accettato l’invito di Alessandro Buschi, che conosco da diverso tempo, con grande entusiasmo, perché credo sia necessario avere un arbitro vero anche in queste partite». Bonfrisco parla proprio di “necessità”, di “esigenza” e ci spiega i motivi di questa sua convinzione: «Negli Esordienti le partite diventano impegnative: è una categoria limite, che somiglia molto all’agonistica. I ragazzi cominciano a giocare con un po’ di malizia e gli istruttori iniziano a guardare con attenzione al risultato. Sul rettangolo verde, inoltre, i ritmi aumentano di molto rispetto ai Pulcini: se non sei esperto, la partita ti può sfuggire facilmente di mano». Un concetto più volte sottolineato da Bonfrisco è quello di “arbitraggio didattico”: «Dirigere i piccoli è un doppio lavoro: sei sia arbitro, quando fischi, sia insegnante, quando spieghi perché hai fischiato. Questa esperienza sul campo mi ha fatto capire che i ragazzi non conoscono il regolamento: per esempio mi hanno chiesto se un fallo di mano produce una punizione indiretta o “di seconda” come la chiamano loro. Oppure si mettevano davanti al pallone anche se c’era un uomo a terra, perché non sapevano che in quei casi serve il fischio dell’arbitro per far riprendere il gioco. Per colmare queste lacune serve un direttore esperto. Un arbitro maturo, inoltre, serve per dare una sensazione di ordine: se i genitori hanno questa percezione, non creano confusione sugli spalti e non mettono ansia ai veri protagonisti in campo». Tuttavia in Lombardia c’è un problema di fondo: tante partite e pochi arbitri. «Ogni società dovrebbe avere un suo arbitro di riferimento e, per trovarlo, potrebbe fare reclutamento al suo interno». Arbitrare gli Esordienti è una necessità ma anche una bella esperienza: «Sono partite che ti danno soddisfazioni, che ti regalano delle sensazioni positive. Hai la possibilità di confrontarti con dei ragazzi che ti danno un bel ritorno emotivo. Con i 2006 dello Schiaffino ho passato due ore sotto la pioggia, ma mi sono divertito».

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Fabio Cannatà
Poeta dialettale amico di Bob Dylan, appassionato di Arsenal e di un certo calcio improduttivo. Altri interessi? Picchiare duro sulla carbonara