9 Agosto 2020 - 11:31:40

Cinisello: quattro chiacchiere con Stefano Brancaccio, Responsabile Attività di Base e allenatore degli Allievi

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«Tutte le società con cui ho lavorato, pur avendo strutture diverse a disposizione, hanno sempre messo in primo piano i ragazzi e la loro passione, che è poi l’obbiettivo del calcio dilettantistico». Così Stefano Brancaccio, in passato Responsabile dell’Attività di Base alla Rondinella che ora svolge questo stesso ruolo al Cinisello, dove, per la stagione 2019-2020, ha allenato anche i 2004.

 

In che modo seguire i bambini della pre-agonistica è diverso da allenare gli adolescenti?
«Chiaramente cambia il modo di rapportarsi, la maturità con la quale loro si interfacciano all’allenatore e gli rispondono, però è diverso anche il modo di concepire la competizione: i piccoli danno molta importanza all’arrivare primi, mentre con gli anni si diventa consapevoli che, anche fermandosi al quarto o al quinto posto di una classifica, gli obiettivi che ci si era preposti possono essere raggiunti, che siano vittorie o sconfitte dignitose contro squadre più forti. Uno può dirsi un “buon istruttore” proprio quando trasmette questa consapevolezza, ancora meglio se già in tenera età».

 

Un bilancio sulla stagione dei tuoi Allievi: dopo una fase autunnale di goleade, la ripresa era iniziata con qualche ricaduta…
«Eravamo partiti da risultati sopra ogni aspettativa, e i vari fattori che ci hanno portato alle sconfitte nella seconda fase del campionato non sono da usare come alibi, la responsabilità è di tutti e soprattutto mia: il compito di un allenatore è anche quello di portare i suoi ragazzi ad esprimere al massimo le loro capacità, come, a parer mio, è riuscito a fare Melgrati con i 2003. Nel nostro girone, invece, a lungo termine il Sempione si è dimostrato “più squadra di noi” (staccando il Cinisello di 9 punti, è arrivato, prima della sospensione, ad occupare la prima posizione in classifica). In ogni caso questo è un bellissimo gruppo con cui mi piacerebbe continuare a lavorare, ed è chiaro che la situazione generale non ha permesso di esprimerci a pieno, rendendo ancora più imprevedibile il futuro passaggio al campionato Regionale: bisogna pensarla positivamente, e cioè che, se la stagione fosse andata avanti, saremmo stati in grado di riscattarci e tornare al ritmo della fase autunnale».

 

Quali sono le prospettive per la prossima stagione, viste anche le incognite date dalla difficile situazione attuale?
«Per quanto riguarda lo Staff, nulla è ancora ufficiale ma in linea di massima ci saranno tante conferme: seguo personalmente la parte tecnica della pre-agonistica e posso dire che i nostri istruttori sono tutti preparati e senza presunzione, hanno idee e non perdono occasione di migliorarsi: confrontandomi con loro, che sono più giovani, anch’io imparo tante cose. Sarà però forse difficile spiegare ai più piccoli tutto ciò che riguarda le norme di sicurezza, e responsabilizzarli quando hanno così tanta voglia di tornare a giocare e stare a contatto con i compagni. In generale sono norme di difficile attuazione, come quella di allenarsi in piccoli gruppi o “senza pallone”: noi contiamo di essere attivi già da fine agosto – inizio settembre, sperando che non venga a mancare il divertimento che contraddistingue ciò che facciamo e spinge più di ogni altra cosa un ragazzo a venire al campo».

 

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