21 Aprile 2021

Garibaldina: «Il sorriso dei ragazzi conferma che siamo sulla strada giusta», la resilienza rossoverde raccontata da Adriano Colombo

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La parola resilienza si spiega in psicologia come la capacità di reagire a traumi e situazioni di difficoltà: proprio questo pare adesso identificare al meglio – tra le moltissime società dilettantistiche che si sono dovute ripensare ed adeguare, ri-arrangiare e mettersi in discussione – la postura assunta dalla Garibaldina.

La società di Via Don Minzoni è infatti apparsa capace, in questo momento d’incertezza sistemica, di attutire gli urti e costruire propositivamente, con buon senso e sempre con la mente proiettata al futuro: lo spiega bene Adriano Colombo, storico Direttore Sportivo per il comparto di Pre-Agonistica che veste la maglia rossoverde dal 1984 [con notevoli esperienze esterne e poi rientrato in Garibaldina dalla stagione 2005/2006, ndr], quando enumera le peripezie e gli ostacoli intercorsi da marzo in avanti nel progetto del Presidente Barile ma soprattutto quando poi evidenzia ciò che è stato progettato e realizzato per adeguarsi al meglio delle proprie possibilità. «Già dal primo lockdown ci siamo mossi subito: era essenziale organizzarsi al più presto, perché – come ci hanno confermato le famiglie – avevamo dovere e necessità di farci presenti e mantenere la nostra comunità in contatto», spiega «Da qui, le prime riunioni online: è stato fondamentale il confronto diffuso al fine di comprendere le esigenze e l’emotività dei ragazzi rispetto al periodo che stavamo vivendo, di carpire input per poter capire ed impostare il lavoro, adattando il più possibile il nostro operato alle differenti necessità per ogni categoria, ogni squadra, ogni bambino».

Di mezzo, la pausa estiva e, di seguito, le non poche ordinanze, normative, regolamentazioni intercorse a questo punto arcinote. «Nel periodo di riorganizzazione burocratica per il rientro, ci siamo trovati nuovamente bloccati», e Colombo percorre a ritroso anche lo spazio mentale di successivo adeguamento rispetto alla possibilità data agli allenamenti individuali: «Lo dico con orgoglio: non ci siamo fatti trovare impreparati nemmeno allora! Eravamo pronti a distanza, ci siamo fatti trovare pronti alle attività individuali, e siamo pronti ora ad esserci anche nella distanza». Nel frattempo, infatti, si sono susseguite riunioni e meeting interne così come esterne, con l’apporto tecnico di realtà professionistiche e figure importanti, come, tra tutte, quella di Daniele Tacchini [istruttore per corsi federali e CSI e autore di manuali tecnici, ndr], perché – spiega ancora Colombo – rispetto alla prima quarantena generalizzata, in questa seconda ondata «ci sono differenze evidenti, a partire dal fatto che molti bimbi ancora vanno a scuola o che, in generale, hanno maggiori possibilità di stare all’aria aperta e non costretti, come prima, tra le mura di casa». È stato fondamentale, quindi, comprendere le peculiarità delle varie fasi: gli spazi e le possibilità informatiche delle famiglie, ma anche le modalità per proporre una didattica (dello sport, ma non soltanto) che si facesse presente anche senza fisicità. «I nostri istruttori hanno dimostrato di saper reagire agli imprevisti, con gran forza, inventiva, presenza e capacità nel proporre giochi sempre nuovi, quiz, sfide, e credo di poter dire che siamo sulla strada giusta: ce lo dimostra, in ogni incontro, il sorriso dei ragazzi, con la loro splendida spontaneità», sorride anche lui «Sono loro, spesso, a tirarci su contro le difficoltà del presente e gratificarci nel nostro lavoro».

 

Garibaldina
Uno dei disegni dei 2009 rossoverdi: «La voglia di giocare e vincere contro l’avversario»

Non solo attività formative a tema strettamente calcistico ma anche tornei di «preparazione del borsone di allenamento» o disegni a partire da un tema, come «inventa la divisa», o ancora «crea l’inno della Garibaldina». In più, aggiunge Colombo, la società sta pianificando la consegna di palloni di spugna da donare per «consentire a tutti di non perdere il piede senza spaccare casa!».

Guardando al futuro, i piani d’azione appaiono – com’è comprensibile – più che sfumati ma un orientamento c’è: «Domenica prossima avremo un direttivo nel quale proveremo a definire il percorso per quel che verrà, ma intanto vogliamo essere cauti: finché non sapremo, continueremo come stiamo facendo, lavorando sul sentimento di gruppo, sul divertimento, sulla partecipazione».


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